Lo psico-blog

L'approccio olistico

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© Getty Images


Sono stato ospite qualche giorno fa di una trasmissione televisiva di medicina, dove si è affrontato, nello svolgimento del discorso, il tema del rapporto con la psicologia, e ancor di più della psicoterapia, delle donne con tumore al seno e all’utero. Mi ha fatto molto piacere condividere con il ginecologo e l’oncologa presenti una visone olistica, che prende in carico il paziente nella sua totalità: sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico. Tuttavia, ciò sembra accadere ancora troppo poco spesso. Oggi si assiste ancora all’abbandono del paziente a se stesso, al di là di alcune eccellenze cliniche che accolgono il paziente nella sua interezza, come individuo. Ancora oggi, il paziente si fa carico, suo malgrado, in qualche modo, di coordinare i vari specialisti, di tirare le fila delle conclusioni alle quali che ogni singolo approccio giunge, nei migliori casi con il supporto del medico di medicina generale, il medico di base, che, ecco un altro paradosso, intende sostituirsi allo psicologo, e lo fa come può, senza una formazione specifica e adeguata. Sicuramente la via olistica è l’unica strada percorribile: il paziente ha la responsabilità della propria guarigione, ma è sollevato dall’onere di coordinare, verificare, gestire i vari specialisti, tirando le fila autonomamente.

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lSpcGQJxm, 17 settembre 2011 19:15 Allerta questo commento

I can't beelive I've been going for years without knowing that.


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