Lo psico-blog

La dipendenza nella relazione terapeutica

La-dipendenza-nella-relazione-terapeutica_picture" alt="La dipendenza nella relazione terapeutica - il parere dell'esperto" title="La dipendenza nella relazione terapeutica - il parere dell'esperto" />
© Getty Images


Una delle perplessità maggiori che osservo prima di decidere di intraprendere un lavoro terapeutico, è il timore che, con la terapia, si diventi dipendenti da questa. Naturalmente, questa preoccupazione non è di tutti, ma spesso funge da deterrente, è una resistenza, come si direbbe con un termine tecnico. Personalmente sono convinto che senza dipendenza, mi si passi la terminologia molto diretta e semplicistica di questa affermazione, “non si guarisce”. Mi spiego meglio: nella relazione terapeutica, come in ogni relazione significativa, concorre una certa quota di dipendenza, in altri termini, un far affidamento all’altro per soddisfare un certo bisogno. Nella pratica clinica questo bisogno è funzionale per il terapeuta al benessere del paziente, e null’altro. Non esistono secondi fini, manipolazioni, motivazioni altre, in questo contesto, protetto, del setting terapeutico, ossia dell’impostazione “globale” della terapia. La terapia è un teménos, un luogo dove si è al riparo, dove è possibile che le cose accadano senza conseguenze esterne e senza giudizio. Nella stessa impostazione moralmente etica va letto il distacco, la conclusione della terapia. Quando il paziente, secondo il giudizio del terapeuta, e condividendo questa sua visione, è pronto, inizierà un allontanamento graduale nei modi e nei tempi necessari da quella persona.

Per saperne di più:

 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato
Scrivi un commento
Nickname :
Il tuo commento *
Codice * :
* Campi obbligatori
, 30 maggio 2012 12:28 Allerta questo commento


Cerca

Newsletter