Lo psico-blog

La spinta in una direzione e il suo opposto, in direzione contraria

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© Getty Images


Luigi Zoja, analista junghiano di fama internazionale, mi ha fatto riflettere, in termini sociali, sulla dinamica che, dalla psicologia dell’individuo, si applica con altrettanta efferatezza a una struttura sociale. Lui osserva come alla spinta alla globalizzazione, al globalismo che uniforma pensieri, gusti, comportamenti e che attraversa, o si sovrappone, alle culture nazionali, sia insita, intrinsecamente, una spinta in direzione opposta, quella al localismo. Una dinamica fa nascere, provoca, è imprescindibile, dall’altra. Senza l’una, l’altra non sopravvive, non ha senso, non ha possibilità di avere luogo. E assolve una funzione compensatoria, necessaria all’equilibrio, non solo psicologico dell’individuo ma anche del sociale. Penso agli hamburger americani sulla sponda del Nilo e allo slow food locale, organizzato dai produttori locali a chilometri zero, penso alle catene cinematografiche multisala, di cui è invaso l’hinterland delle grande città e alla crescita dei cinema d’essai, che, statiche aggiornatissime a oggi, ha visto un +30 percento di nuove sale, in Italia. Penso ai marchi di abbigliamento che si trovano ovunque, come lo spagnolo Zara e ai mercatini di scambio di abiti firmati, l’antico baratto che torna, dell’entrourage della Milano-bene.

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QwGmRSrMAKoORKYVtmG, 15 maggio 2011 21:00 Allerta questo commento

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