Lo psico-blog

Sul disagio dell’adeguamento al mondo esterno

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© Getty Images


Voglio proporvi oggi una riflessione che affonda le sue radici ancora una volta nel mito, quello del letto di Procuste. Semplificherò in questi termini: chi si dirigeva ad Atene, nell’antichità, veniva fatto stendere da Procuste sul suo letto le sue membra venivano tagliate oppure allungate per ricoprire perfettamente la sua superficie. In altre parole, chi bramava al Potere-Atene, inteso come successo mondano o intellettuale, doveva sacrificare parti di sé. Potremmo dire, allora come oggi, in termini simbolici, che doveva adeguarsi alle richieste esterne, ai modelli di comportamento che venivano condivisi e rinforzati dalle varie strutture sociali, ognuna con richieste, morale e legislazioni diverse. Doveva, insomma, sacrificare parti di sé, non ascoltare l’archetipo o gli archetipi personali, i propri comportamenti istintuali e naturali con i quali era venuto naturalmente al mondo. Un inno e una spinta al conformismo che preclude, in nuce, in potenzialità l’infelicità personale. Vi lascio con un interrogativo: chi ha avuto successo sociale costituisce davvero un modello da seguire?

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XkjRgyoAUMAkv, 15 maggio 2011 23:57 Allerta questo commento

Wow, that’s a really clever way of tihknnig about it!


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