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Attenzione agli antidepressivi nel bambino e l'adolescente!

Si possono dare antidepressivi ai bambini e agli adolescenti? La domanda è oggetto di un acceso dibattito. Diversi studi hanno mostrato l'inefficacia di questi medicinali nei più giovani, a volte perfino accusati di aumentare i rischi di suicidio! Le spiegazioni del Dott. Maurice Corcos, psichiatra infantile e psicanalista all’Institut Mutualiste Montsouris.

Gli antidepressivi ai più piccoli
© Getty Images

Doctissimo: Perché una tale improvvisa avversione nei confronti degli antidepressivi per bambini?

Dott. Corcos: Da tempo ci si chiede quale sia l'effettiva efficacia di tali trattamenti farmacologici nel bambino e nell'adolescente. Ma i professionisti sanitari si sono preoccupati con innegabile ritardo della validità scientifica di queste prescrizioni. Alcuni studi sull’utilizzo degli antidepressivi nel bambino hanno così mostrato che la loro efficacia non era superiore a quella di un placebo. Attenzione, ciò non vuol dire che questi farmaci non siano indicati in certe depressioni gravi nel bambino e nell’adolescente. Semplicemente, si assiste a un inversione della tendenza: se fino a poco tempo fa si negava anche solo l'idea che un bambino potesse essere depresso l'idea, oggi si è caduti nell’eccesso inverso. Si pensa troppo spesso che i bambini sono depressi e si ricorre ad una prescrizione eccessiva di antidepressivi, non solo inefficace ma anche rischiosa nel senso che impedisce un lavoro di maturazione psicologica.

Doctissimo: Per quanto riguarda il pericolo degli antidepressivi, è vero che provocherebbero idee suicide?

Dott. Corcos: Bisogna essere chiari, non esiste un farmaco "suicidogeno"! La depressione è una sindrome, che concretizza un disagio più profondo. Il farmaco serve a proteggere il malato da un’angoscia che rischia di disorganizzare il suo equilibrio psichico. I rallentamenti psicofisici provocati dalla depressione permettono di proteggere il soggetto, specialmente contro le sue pulsioni suicide. Se si danno unicamente antidepressivi, senza offrire allo stesso tempo un sostegno psicologico, si rischia di far scomparire le "difese", anche imperfette, adottate dall’organismo e questo senza avere sufficientemente attenuato il dolore psichico. Questo aumenta i rischi di passare all’azione suicida…

Doctissimo: Questo significa che non si possono prescrivere antidepressivi senza un sostegno psicologico?

Dott. Corcos: Se gli antidepressivi sono talvolta indispensabili e impediscono il rischio suicida in certi depressi bloccati in una logica lugubre, non sono però mai sufficienti da soli. Mettetevi nei panni dell’adolescente: ha la consapevolezza delle cause del suo dolore psichico, e dell’origine della sua depressione. Se gli si fa capire che una molecola risolverebbe di colpo solo tutti i suoi problemi, egli capirebbe subito che questo non è possibile: come può un farmaco far scomparire le conseguenze di una ferita psicologica? Questo aggrava anche il suo sconcerto per non essere compreso o per essere sotto un controllo biologico di cui non ha il controllo. Il trattamento può agire solo sull’insieme dei sintomi fisici e sui disturbi cognitivi. Certo, non è poco, ma comunque non ha azione diretta sulla maniera in cui il soggetto è affetto in modo doloroso dal suo mondo interno ed esterno. Questa dimensione psicologica richiederà un altro approccio.

Doctissimo: Negli Stati Uniti, si stampano avvisi destinati ai genitori, sulle scatole di antidepressivi. Cosa ne pensa?

Dott. Corcos: Negli Stati Uniti, gli industriali e lo Stato cercano di coprirsi, per evitare le cause legali! C'è un atteggiamento puramente pragmatico che rischia di avere effetti deleteri: i genitori non si fideranno dei medicinali e non accetteranno di utilizzarli quando saranno realmente necessari! Per quanto mi riguarda, è sempre preferibile iniziare associando un sostegno psicologico all’assunzione di antidepressivi. Il problema è che sempre più medici generici prescrivono questi farmaci. Questi però generalmente purtroppo non hanno la formazione in materia di disturbi psicologici, nel bambino e nell'adolescente in particolare. È impossibile, in pochi minuti, determinare la profondità di una depressione, e sapere se questa necessita l’assunzione di antidepressivi. La tendenza alla risposta "automatica" è forte!

Doctissimo: I medici generici non dovrebbero prescrivere medicinali psicotropi?

Dott. Corcos: Si può fare una semplice constatazione: in molti casi di tentativo di suicidio, i malati avevano visto un medico generico nei 15 giorni precedenti. E hanno tentato di mettere fine alla propria vita con i farmaci prescritti dal medico stesso! Si dovrebbe riservare la prescrizione di certi farmaci agli specialisti. Ma non sono tanto numerosi… Certe soluzioni possono permettere di superare questa difficoltà. Così, le terapie associate di uno psichiatra e un medico generico possono rivelarsi efficaci.

Doctissimo: Cosa direbbe oggi ai genitori che si preoccupano per l'equilibrio psichico dei loro bambini?

Dott. Corcos: Se i genitori sono preoccupati per il loro bambino, non bisogna esitare a consultare uno psichiatra. Occorre rassicurarli: ciò non aggraverà mai le cose! Quando le preoccupazioni non sono fondate, sarà sufficiente un dialogo con lo specialista, in altri casi, questa consultazione permetterà di depistare e di occuparsi precocemente dei disturbi depressivi. Se è uno psichiatra infantile a prescrivere farmaci psicotropi, si può avere piena fiducia.

Alain Sousa

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20/10/2012

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