Home  
  
  
    Gli antidepressivi rigenerano il cervello!
Cerca

Gli antidepressivi
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Gli antidepressivi rigenerano il cervello!

Gli antidepressivi sono prescritti da molti anni. Tuttavia, nessuno sa come funzionino esattamente! Secondo una recente rivelazione: questi farmaci permettono di produrre nuovi neuroni!

Gli antidepressivi rigenerano il cervello!
© Getty Images

Gli antidepressivi costituiscono un enorme progresso nel trattamento della depressione. Ma la carenza di conoscenze sul loro funzionamento è certamente all’origine dei numerosi luoghi comuni che circolano intorno a queste pillole della felicità.

Una rivoluzione per le connessioni fra neuroni

Quando si parla di antidepressivi, occorre sapere che questo termine raggruppa diversi farmaci con meccanismo di azione diverse. Si distinguono specialmente:

  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI, come il famoso Prozac®). Questi aumentano l'efficacia di un neurotrasmettitore (la serotonina) al livello delle connessioni fra due neuroni (sinapsi);
  • i triciclici, che aumentano i livelli di noradrenalina (una "cugina" dell’adrenalina che ha un ruolo essenziale nel funzionamento del sistema nervoso autonomo).

Anche se si conoscono i meccanismi d'azione degli antidepressivi, ad oggi non si sa nulla sui motivi della loro efficacia. Gli scienziati si domandano specialmente perché occorrono più settimane per ottenere un effetto. Se i composti agiscono direttamente sulla comunicazione fra i neuroni, l'efficacia dovrebbe apparire fin dalle prime somministrazioni.

C’è del nuovo nel cervello!

È specialmente per rispondere a questa domanda sul ritardo dell’azione del farmaco che gli scienziati americani hanno condotto uno studio sui topi. Dopo averli messi in condizioni ansiogene, hanno somministrato loro i due tipi di antidepressivi, un ISRS e un triciclico. Poi hanno sottoposto alcuni topi ai raggi X, focalizzandosi su una regione particolare del cervello: l'ippocampo. Questa "irradiazione" distrugge in modo specifico le cellule che si dividono. Risultato: per i roditori sottoposti ai raggi X le condizioni non sono migliorate, contrariamente ai loro piccoli compagni trattati anch’essi con antidepressivi.

Una sola spiegazione è possibile: gli antidepressivi favoriscono la formazione di nuovi neuroni.

Un cervello più resistente

Questa scoperta è di importanza capitale. Consente infatti non solo di rispondere alla domanda sul ritardo dell'efficacia degli antidepressivi ma anche di comprendere meglio questa malattia. In effetti, la produzione di nuove cellule non può avvenire dall’oggi al domani. Questo perché il trattamento dà risultati unicamente quando questi nuovi neuroni sono funzionali, ovvero dopo alcune settimane. Per gli scienziati, la spiegazione sarebbe semplice. Per i nuovi neuroni è più facile riuscire a creare nuove connessioni: il cervello sarebbe dunque più in grado di adattarsi allo stress e superare la depressione. Questo pone anche numerose domande sulle origini della depressione: l'ippocampo è una zona del cervello associata alla memoria e all'apprendimento.

Quali sono i suoi legami con l’umore? Ma ciò apre ugualmente la via a nuovi trattamenti: potrebbe essere interessante ricercare le molecole che favoriscono la produzione di nuove cellule al livello dell’ippocampo.

Occorre sottolineare che questa formazione di nuovi neuroni non è solamente uno dei numerosi meccanismi d'azione degli antidepressivi nel cervello. Resta ancora difficile tentare le stesse analisi sull'uomo, dobbiamo quindi accontentarci dei risultati ottenuti sui topi. Gli antidepressivi conservano ancora una gran parte del loro mistero…

Alain Sousa

Commenta
20/10/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?