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Gli antidepressivi e i disturbi sessuali

Nell’elenco dei problemi che accompagnano la depressione, i disturbi sessuali non sono di minore importanza. A lungo considerati un sintomo di questa malattia, oggi si sa che possono essere uno degli effetti collaterali degli antidepressivi. Cosa sono veramente?

Gli antidepressivi e i disturbi sessuali
© Getty Images

La depressione predispone ad una carenza di piacere in tutti i settori della vita. Non sorprende quindi che in questi momenti difficili si possa soffrire di disturbi sessuali.

Si tratta spesso di una carenza di desiderio, di disturbi di erezione o di eiaculazione nell’uomo, e di difficoltà di eccitazione o di raggiungimento dell’orgasmo nella donna. Bisogna sapere che, secondo certi studi1, uno o più di questi disturbi accompagnano la depressione in circa 40-50% dei pazienti. Ma quel è il legame fra depressione e disturbi sessuali? Questi studi non indicano se lo stato psichico del paziente è in causa o se il disturbo sessuale è la conseguenza delle difficoltà incontrate dalla persona depressa. O ancora se il problema sessuale esisteva prima della depressione.

Peraltro, la maggioranza delle persone depresse segue una cura di antidepressivi. Tra gli effetti collaterali: i disturbi sessuali.

Quando i medicinali rimano con disturbi sessuali

Molto spesso i disturbi sessuali persistono, allora il trattamento farmacologico istituito fa scomparire i sintomi della depressione e permette al paziente di ristabilirsi. Per certi, l’assunzione di antidepressivi farà comparire queste difficoltà che prima non esistevano.

Da quando è oggetto di interesse, questo effetto secondario è meglio conosciuto. Uno studio3 ha permesso di mostrare, che se solo il 14% dei pazienti affronta spontaneamente la comparsa o la persistenza di disturbi sessuali durante le consultazioni, sono il 58% a lamentarsene se il medico fa domande precise a riguardo.

In un’altra indagine, il 51% delle persone trattate da antidepressivi se sentiva meglio, ma solo l’1% aveva visto aumentare il loro interesse per la sessualità durante il trattamento2.

Se la maggioranza degli antidepressivi può agire negativamente sulla funzione sessuale, i loro effetti sono vari. Alcuni fanno diminuire il desiderio sessuale, altri l'eccitazione o ancora l’orgasmo. D'altra parte certi antidepressivi noti per ritardare l'eiaculazione sono utilizzati nel trattamento dell’eiaculazione precoce.

Alcuni studi2 hanno paragonato antidepressivi su questo punto, sembrerebbe che il bupropione),la Tianeptina, e la Mirtazapina abbiano meno spesso effetti deleteri sulla sessualità.

Come sapere se è questione di un effetto secondario?

Sei depresso, segui una terapia farmacologica e hai disturbi sessuali.

  • se i disturbi sessuali sono apparsi all’inizio del trattamento, il farmaco è senza dubbio responsabile,
  • se malgrado un miglioramento dell'umore e la scomparsa di certi sintomi della depressione, i disturbi sessuali apparsi all’inizio della depressione persistono, il trattamento può essere in qualche modo responsabile,
  • se i tuoi disturbi sessuali erano presenti prima della depressione, il farmaco senza dubbio non è responsabile, ma se consulti un sessuologo, parlagli del trattamento.

In tutti i casi, non esitare a porre questa domanda al tuo medico, che ti proporrà una soluzione adatta alla situazione.

La sessualità rimane un centro d'interesse importante per tutte le persone depresse. Un’indagine l'ha dimostrato. Il 75% delle persone depresse o con un passato depressivo giudicavano importante o molto importante avere una vita sessuale soddisfacente2.

Che fare quando l'antidepressivo è responsabile?

Una cosa è sicura: non bisogna mai sospendere uno psicofarmaco alla leggera. Il tuo medico troverà con te la soluzione appropriata5,6.

• è possibile diminuire la dose del farmaco al suo minimo efficace;

• l'effetto secondario scompare talvolta spontaneamente in alcuni mesi;

• gli antidepressivi non sono tutti perturbatori. È talvolta possibile cambiare classe terapeutica;

• il tuo medico può proporti di fare "finestre terapeutiche", cioè di sospendere il trattamento durante il week-end. Ma questo metodo non conviene a tutti;

• certi ansiolitici come il Buspirone® associati agli ISRS permettono la scomparsa del disturbo sessuale indotta dall’antidepressivo;

• nell’uomo che presenta disturbi di erezione indotti da un'antidepressivo, è possibile utilizzare un induttore di erezione per calmare l'effetto secondario.

Non bisogna dimenticare che questi disturbi dovuti ai farmaci sono reversibili. L'associazione di una psicoterapia al trattamento farmacologico permetterà una sospensione più facile e veloce del farmaco.

La funzione sessuale, a lungo trascurata dai terapeuti dovrà essere tenuta in conto. La qualità di questa permetterà un migliore controllo del trattamento partecipando al riequilibrio psicofisico della persona depressa.

Dott.ssa Agnès Mocquard

1. Dépression et troubles de la fonction sexuelle, F. Ducrocq, L'Encéphale, 1999, XXV :515-6

2. The effects of antidepressants on sexual functionning in depressed patients a review, J. M. Ferguson, J. clin. Psychiatry, 2001 62 (suppl 3) p 22-34.

3. SSRI-induced sexuel dysfunction :Fluoxetine, Paroxetine, Sertraline and Fluvoxamine in a prospective multicenter and descriptive clinical

study of 344 patients, Montejo-Gonzalez Al, Llorca G, Izquierdo Jo et al, J Sex and Marital Therapy 1997, 23(3)p176-94.

4. Sexual dysfunction secondary to depressive disorders, B. Barlik, J. H. Kocsis, R. Legere, J. Villaluz, A. Kossoy, A. Gelenberg, The journal of gender-specific medecine 1999, vol 2, N° 2 p 52-60.

5. New directions in the treatment of antidepressant-induced sexual dysfunction, A. J. Rothschild, Clinical therapeutics, 2000, vol 22, suppl A, p 42-61.

6. Strategies for the treatment of antidepressant-related sexuel dysfunction, J. Zajecka, J. Clin. Psychiatry 2001, 62 suppl 3 P 35-43.

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20/10/2012

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