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Curare la depressione: il Prozac

Farmaco "bestseller" degli anni ‘90, il Prozac® è stato soprannominato "pillola della felicità". È vero che questa terapia a scopi antidepressivi è oggi uno dei più prescritti al mondo. Capofila di una nuova classe di antidepressivi, il Prozac® ha conosciuto un grande successo presso i medici generici. Oggi però deve competere con altre molecole più recenti.

Il prozac
© Getty Images

Fino all’inizio degli anni 90, i depressi avevano a disposizione certi antidepressivi efficaci, ma relativamente difficili da gestire e responsabili di diversi effetti collaterali.

I medici generici sono riluttanti dunque a occuparsi dei pazienti depressi e li passano volentieri in cura agli psichiatri. Tutto è cambiato con l'arrivo del Prozac®. Ben tollerato, sostenuto da una politica commerciale molto attiva, in poco tempo questo farmaco è stato molto prescritto, un successo che spiega pertanto come il suo consumo sia stato giudicato eccessivo da alcuni esperti, come il Prof. Edouard Zarifian.

Un antidepressivo sicuro

Prozac® si compone di fluoxetina, una sostanza che ha la particolarità d'inibire quasi esclusivamente la ricattura della serotonina, un neuromediatore cerebrale. Iin questo modo il farmaco fa aumentare la concentrazione di serotonina nei neuroni. È stato dimostrato che i pazienti depressi avevano una concentrazione minore di prodotti di degradazione della serotonina nel liquido cefalo-rachidico (che circonda il cervello). Numerosi studi medici hanno così dimostrato che la fluoxetina attenua i sintomi depressivi e permette anche di ridurre l'intensità di altri disturbi mentali, i disturbi ossessivi compulsivi.

Come altri antidepressivi, il Prozac® permette di ridurre le sensazioni di tristezza e di abbattimento, che caratterizzano i depressi, a condizione di aspettare qualche settimana di trattamento e di proseguire con il farmaco per un tempo sufficientemente lungo, generalmente 6 mesi. Ma, più che la sua efficacia, che sembra di fatto essere poco inferiore a quella delle generazioni precedenti di antidepressivi, è la sua mancanza di controindicazioni ad essere interessante. Visto che altera poco o per nulla altri mediatori cerebrali come l'acetilcolina, il Prozac® non comporta in effetti secchezza della bocca, problemi prostatici o cali di pressione arteriosa.

Inoltre, è poco tossico, specialmente per il cuore, cosa che permette di somministrarlo ai pazienti cardiaci, anziani o che assumono numerosi farmaci. Nel paziente depresso, nel quale il rischio di suicidio è sempre presente, questo costituisce anche un elemento rassicurante.

Alcune precauzioni da prendere in ogni caso

Malgrado tutto, a parte la sua efficacia che è talvolta insufficiente nelle depressioni gravi, Prozac® espone a qualche inconveniente. Così, succede che la sua somministrazione provochi un certo nervosismo o insonnia nei malati, o anche un episodio di sovreccitazione. Al contrario, può provocare sonnolenza, un effetto di cui occorre avvertire i conducenti di veicoli. Sono stati segnalati inoltre lievi disturbi digestivi (nausea, costipazione) ed eruzioni cutanee. Infine, Prozac® richiede alcune precauzioni d'impiego nelle persone affette da epilessia, diabete, patologie del fegato o che ricevono anticoagulanti orali.

I serotoninergici sono i primi antidepressivi prescritti in città

La riuscita di Prozac® non poteva passare inosservata dalle altre società farmaceutiche e molte altre molecole simili alla fluoxetina e che agiscono con lo stesso meccanismo hanno presto fatto la loro comparsa sul mercato. In pochi anni, i serotoninergici, cioè sostanze che fanno aumentare la quantità di serotonina nel sistema nervoso centrale, sono quindi diventati la prima classe di antidepressivi prescritti dai medici che esercitano in città.

Citiamo fra gli altri serotoninergici disponibili nel Paese: la sertralina, la paroxetina, la fluvoxamina e il citalopram. Questi antidepressivi si distinguono per le loro caratteristiche farmacologiche.

L’arrivo degli antidepressivi a doppia azione

Più recentemente, sono stati realizzati altri antidepressivi che agiscono su due neuromediatori: la serotonina, come il Prozac, ma anche la noradrenalina. È il caso del milnacipran (Ixel®) e della venlafaxina (Effexor®). Questa doppia azione potrebbe permettere a questi farmaci di possedere un’efficacia maggiore di quella del Prozac® e paragonabile a quella delle triciclici (che sono considerati antidepressivi di riferimento), conservando la buona tolleranza degli antidepressivi serotoninergici.

Dott.ssa Corinne Tutin

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19/10/2012
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