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Gli antidepressivi: quali sono gli effetti collaterali?

Gli antidepressivi sono un vero progresso nel trattamento della depressione. Ma come tutti i medicinali, possono avere ripercussioni più o meno importanti sulla salute. Una panoramica dei rischi e degli inconvenienti di queste pillole miracolose.

Gli effetti collaterali degli antidepressivi
© Getty Images

Gli effetti collaterali degli antidepressivi dipendono enormemente dalla loro natura. Così, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) hanno effetti meno fastidiosi rispetto agli inibitori della monoamino ossidasi (IMAO) e gli antidepressivi triciclici (o imipraminici). Inoltre, alcuni comportano una forma di tolleranza e, in questo caso, il trattamento non deve essere interrotto bruscamente.

Rischi per lo stomaco?

L’assunzione di certi antidepressivi potrebbe provocare emorragie gastriche nelle persone anziane. Questa sarebbe la conclusione di uno studio canadese1 condotto su più di 300000 persone di età media di 75 anni. Secondo i risultati, l’assunzione di un antidepressivo del tipo inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina aumentava mediamente del 10% il rischio di emorragie gastriche. Questo pericolo aumenterebbe con l’età e in caso di precedenti di emorragie digestive. Questa indagine conferma di fatto una relazione già sospetta e dovrebbe favorire la considerazione dell’età e degli antecedenti nel trattamento della depressione negli anziani…

Antidepressivi e disturbi erettili

Gli antidepressivi sono responsabili di vari disturbi sessuali in uno certo numero di pazienti (riduzione della libido, disturbi erettili o di eiaculazione, ecc.). Tutti gli antidepressivi comportano effetti collaterali vari e più o meno intensi da una persona all’altra. Gli antidepressivi interessati sono: antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina(SSRI) e IMAO non selettivi.

Zyban® sotto monitoraggio

Nel gennaio 2002, l'agenzia del farmaco britannica (Medicine Control Agency o MCA) ha annunciato che 57 decessi erano stati segnalati Oltremanica in persone che assumevano Zyban®. Questo nuovo farmaco è un sostegno molto utilizzato quando si smette di fumare ma è di fatto un antidepressivo. Ed è in effetti prescritto come tale negli Stati Uniti. Secondo l'Agenzia francese di sicurezza sanitaria dei prodotti sanitari (AFSSAPS), nulla prova che ci sia un legame di causa-effetto fra il decesso e l'assunzione di Zyban®. In effetti, la MCA afferma anche che la maggioranza dei pazienti interessati presentava uno stato di salute che da solo poteva plausibilmente spiegarne il decesso. Inoltre, di questi 57 casi, 14 persone non prendevano più il farmaco sospettato al momento della morte. Non c’è quindi motivo di allarmarsi2 ma piuttosto di fare attenzione…

Attenzione alle associazioni

Secondo certi studi, la combinazione di diversi medicinali che influiscono sulla produzione di serotonina potrebbe favorire l’insorgenza di cefalee e incidenti vascolari cerebrali. La serotonina è un messaggero chimico particolarmente importante a livello cerebrale. Così, certi antidepressivi aumentano specificatamente la sua concentrazione. Quindi, la serotonina possiede un’azione vasocostrittrice (ridurrebbe il calibro dei vasi sanguigni). Se questa proprietà si esprime a livello dei vasi cerebrali, può provocare cefalee o incidenti vascolari, secondo gli autori dello studio apparso nella celebre rivista Neurology. Per sostenere la loro proposta, descrivono tre casi di incidenti ischemici. I prodotti messi in discussione sono in primo luogo gli antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Ma sono ugualmente interessati certi medicinali antiemicrania chiamati triptani; certe pillole dimagranti, le anfetamine, l’erba di San Giovanni, certe droghe come l’estasi o le metanfetamine…

Gli antidepressivi sono veramente efficaci per trattare la depressione ma solo un medico può giudicare la necessità di impiegare questi tipi di farmaci. Tali farmaci sono allora acquistabili esclusivamente sotto prescrizione medica e il loro uso richiede un controllo. Quindi, niente automedicazione… nemmeno quando ci si sente un po’ giù... La depressione è una vera e propria malattia, quindi non bisogna esitare a contattare il proprio medico in caso di dubbio...

Louis Asana

1 BMJ, settembre 2001; vol. 323: p. 1-6

2 Comunicato stampa dell’Afssaps del 18 gennaio 2002

3 Neurology 2002; vol. 58: p. 130-133

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20/10/2012
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