Home  
  
  
    La verità sugli psicotropi
Cerca

Gli antidepressivi
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Tutta la verità sugli psicotropi

Gli psicotropi non sono sostanze leggere. Utilizzati per certe patologie, modificano il comportamento. Lo psichiatra Alain Gérard risponde alle domande di Doctissimo.

La verità sugli psicotropi
© Getty Images

Antidepressivi, neurolettici, ipnotici… Gli psicotropi non sono sostanze da prendere alla leggera. Su questi prodotti circolano molti luoghi comuni. Lo psichiatra Alain Gérard ci svela tutta la verità su questi indispensabili farmaci psicoattivi.

Poiché agiscono direttamente sull'umore e sul comportamento, queste sostanze incuriosiscono e inquietano la maggior parte di noi. Quando si è legittimati a farne uso? Per quanto tempo?

Lo psichiatra Alain Gérard, esperto dell'’Agenzia francese di sicurezza sanitaria dei prodotti sanitari, ci svela le proprietà e le controindicazioni di queste molecole tanto temute.

Doctissimo: Perché alcol e psicotropi non vanno bene insieme?

Dott. Gérard: L'alcol ha una azione diretta sull’umore e quasi sempre aggrava le situazioni psichiatriche. Assunto in maniera cronica, contribuisce al malessere della persona. Assunto occasionalmente, provoca disinibizione che si accentua con l’assunzione di psicotropi.

A livello farmacologico, l'alcol interagisce con gli psicotropi sia accumulando i suoi effetti a quelli dei farmaci, sia potenziandoli. Occorre evitare ogni tipo di bevanda alcolica quando si segue un trattamento di questo tipo.

Doctissimo: Si può curare la depressione senza antidepressivo?

Dott. Gérard: Oggi, la depressione è caratterizzata da una situazione patologica di intensità, gravità e rischi molto vari, secondo l’individuo. Certe personalità magari svilupperanno sofferenze depressive e non saranno dunque molto ricettive agli antidepressivi.

Se la depressione è giudicata d'intensità media o grave, gli antidepressivi sono per così dire obbligatori.

Doctissimo: Al contrario, gli antidepressivi sono sufficienti a curare la depressione?

Dott. Gérard: Anche qui, tutto dipende dal carattere del paziente. Il principio degli antidepressivi è migliorare l'umore ma non risolvere i problemi. Quando i pazienti sentono il bisogno di parlare e sfogarsi con qualcuno, è dunque necessario seguire una psicoterapia in parallelo. Per i casi relativamente gravi di depressione, si consiglia di scegliere entrambe le opzioni.

Doctissimo: Si possono assumere psicotropi tutta la vita?

 Dott. Gérard: In primo luogo, è importante distinguere fra trattamenti sintomatici, terapeutici e preventivi.

I trattamenti sintomatici hanno la funzione di agire sui sintomi della malattia, quelli terapeutici di curarla e quelli preventivi di prevenirne le ricadute.
Nel complesso, i primi due tipi di trattamento hanno una durata limitata nel tempo. Al contrario, quelli che si utilizzano a fini preventivi possono essere presi per un periodo molto più lungo. In effetti, certe persone richiedono trattamenti preventivi al lungo termine, specialmente le persone affette da schizofrenia o disturbi bipolari.

Attenzione comunque, un trattamento a vita non implica necessariamente che la persona segua sempre la stessa cura. Al contrario, il paziente verrà continuamente monitorato e rivalutato. Se gli effetti collaterali diventano troppo fastidiosi, il trattamento potrà essere cambiato, ovviamente con l’approvazione del medico.

Doctissimo: Le donne incinte hanno il diritto di prendere psicotropi?

Dott. Gérard: Normalmente, l’assunzione di psicotropi non è permessa alle donna incinte. Si tratta di una misura di precauzione poiché ad oggi nessuno studio scientifico ha potuto determinare l’esistenza di rischi per la madre o il bambino. È molto difficile valutare il rapporto beneficio/rischio, e il motivo è semplice, le donne incinte sono sempre escluse da tutti gli studi.

Tuttavia, in casi molto particolari, capita che si prescriva un trattamento o che si decida di non interrompere quello in corso. In questi casi particolari, un monitoraggio molto attento è di rigore.

Inoltre, la madre deve essere sempre informata e consapevole dei rischi che corre.

Doctissimo: Perché i trattamenti con gli antidepressivi devono durare almeno sei mesi?

Dott. Gérard: Di fatto, il trattamento non deve durare minimo sei mesi a partire della sua prescrizione, ma dai 3 ai 6 mesi dopo che si è potuto constatare una miglioramento clinico.

La durata del trattamento viene calcolata in base alla prima manifestazione di un’azione terapeutica.

Per quanto riguarda la durata minima dei tre mesi, alcuni esperimenti hanno dimostrato che se il trattamento veniva sospeso troppo presto, i rischi di ricadute erano amplificati. Si tratta del tempo minimo necessario alla consolidazione della riuscita.

Doctissimo: Quando si considera inefficace un trattamento?

Dott. Gérard: Gli effetti favorevoli si fanno generalmente sentire dopo una ventina di giorni. Dopo un mese di trattamento, se i sintomi persistono o sono migliorati solo in forma lieve, il trattamento si può considerare inefficace, almeno alle dosi prescritte.

Generalmente i medici decidono di cambiare molecola, poiché per certi farmaci, non è stato dimostrato alcun effetto. Per quanto mi riguarda, preferisco aumentare la dose per alcuni mesi e cambiare trattamento se non si ottiene alcun risultato.

Doctissimo: Come sospendere bene il trattamento?

Dott. Gérard: La sospensione è una tappa molto importante che deve necessariamente essere avvenire con il consenso del medico. In effetti, durante il trattamento, si possono creare delle dipendenze, psichiche o fisiche agli psicotropi, o tolleranze specialmente agli ipnotici e ai tranquillanti.

Una sensazione di carenza può allora insorgere nei 10-15 giorni che seguono la fine dell’assunzione di farmaci.

Per limitare questi effetti, è consigliabile sospendere la terapia gradualmente.

Il rischio di una brusca sospensione può causare la comparsa di disturbi sgradevoli, per più giorni ed in forma grave, cosa che anche più nociva.

Il metodo migliore per sospendere il trattamento è, prima di tutto, scegliere con il medico curante la data di fine del trattamento. In seguito, basterà realizzare un piano di riduzione progressiva delle dosi giornaliere, fino all’interruzione totale.

Occorre ricordare che, anche con un’accurata sospensione, la comparsa di sintomi fastidiosi è quasi inevitabile. Prima di iniziare il trattamento, è importante saperlo, per combatterli poi con maggiore consapevolezza.

Emmanuelle Jost

Commenta
20/10/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?