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Depressione: come evitare le ricadute?

Il tasso di ricaduta dopo una depressione è molto alto. Esistono pertanto diverse soluzioni per limitare i rischi e non ricadervi. Quali sono i trattamenti efficaci? Occorre favorire determinate attività?

Le ricadute della depressione
© Getty Images

No, dopo una depressione, la recidiva non è una fatalità! Un trattamento adatto e buone abitudini possono limitare i rischi di recidive!

Una presa in carico indispensabile

Il primo mezzo per evitare le recidive è curarsi bene! Il trattamento è essenziale durante la depressione. L'assunzione di un antidepressivo adeguato, e l'associazione di una psicoterapia sono essenziali. Ma non finisce qui. Come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): "la fase acuta di un trattamento con antidepressivi o di una psicoterapia deve quasi sempre essere seguita da almeno 6 mesi di trattamento di mantenimento ininterrotto". In effetti, questo controllo permetterà al medico curante, mediante una visita ogni 15 giorni, ad esempio, di valutare la riuscita del trattamento e di monitorare la buona osservanza. Proprio perchè numerose recidive sarebbero legate a malati che non seguono la prescrizione fino alla fine, sospendendo le cure quando si sentono meglio. Questa fase di controllo ha risultati spettacolari, in quanto consente di riportare la percentuale di ricaduta dal 40-60% fino al 10-20%! Un consiglio: non interrompere mai il trattamento senza un consulto medico.

Opta per una terapia

Se il trattamento della depressione funziona con la prescrizione di antidepressivi, l’associazione di una psicoterapia sembra essere un mezzo per evitare le recidive. Secondo l’OMS "Vent'anni di ricerca mostrano che diverse forme di psicoterapia limitate nel tempo sono efficaci quanto i farmaci per il trattamento delle depressioni leggere e moderate". Tra i metodi attivi, le terapie comportamentali e cognitive sembrano essere le più promettenti. Numerosi studi hanno confermato la loro efficacia, raggiungendo spesso risultati migliori rispetto agli antidepressivi! Ma è inutile opporsi al metodo psicologico e alla terapia farmacologica: il mezzo più sicuro per evitare le recidive sembra essere l’associazione dei due approcci. 

Un trattamento a vita?

Per evitare le recidive, viene sempre più spesso evocata l’idea di un trattamento "preventivo", prescritto al di fuori dell’episodio di depressione. L’OMS, benché prudente, approva la prassi: la fase detta "farmacoterapia di mantenimento" mira a prevenire la ricomparsa dei disturbi dell’umore; è generalmente raccomandata per le persone che hanno avuto tre episodi depressivi o più, una depressione cronica o i cui sintomi persistono. Questa fase può durare per anni e richiede in genere visite mensili o trimestrali. Questo metodo non è dunque adatto a tutti e deve certamente essere accompagnato da un controllo molto stretto.

Evita lo stress

Per evitare le recidive occorre evitare i fattori scatenanti. Così, una buona igiene di vita è essenziale. E soprattutto, occorre limitare lo stress! In effetti, le tensioni eccessive favoriscono il ritorno della depressione.

L’ultimo studio1 ad oggi sottolinea d’altronde una sensibilità particolare allo stress che spiegherebbe le ricadute: certe persone, più "fragili psicologicamente", sarebbero più esposte a questo rischio di ricadere nella depressione. È dunque importante mantenere un ambiente stabile e scacciare i problemi!

L'importanza dell'esercizio fisico!

Un altro aspetto sempre più studiato è l’esercizio fisico. In effetti, vari studi2 hanno sottolineato le virtù dello sport, anche in forma moderata nella lotta contro la depressione. Uno di essi ha anche dimostrato che mezz’ora di esercizio di lieve intensità tre volte alla settimana risulta tanto efficace quanto gli antidepressivi nel trattamento della malattia! Se la persona continua a fare esercizio dopo la guarigione, il rischio di ricaduta sarebbe 5 volte inferiore! E più l’attività fisica settimanale aumenta, più diminuisce il rischio! Certo, questi risultati richiedono ancora conferma, ma questa pista non deve mai essere trascurata. Anche se non sono rimborsate, le scarpe da ginnastica devono far parte dell’arsenale terapeutico, allo stesso titolo di medicinali e terapie varie!

Infine, la reazione di fronte alla depressione interviene fortemente nel processo di guarigione. Così, un paziente combattivo, che non accetta la malattia come una fatalità, guarirà più rapidamente e in modo più durevole. Inoltre, il rischio di passare ad una forma cronica sarà minore. Il ruolo della cerchia di amici e parenti risulta, come sempre, essenziale per vincere la malattia.

Alain Sousa

1 Am J Psichiatry. Novembre 2002; vol. 159: p. 1830-40.
2 Sports Med. 2002; vol. 32: p. 741-60.
Arch Intern Med ottobre 1999; vol. 159: p. 2349-56.
Altern Ther Health Med. Gennaio 1998; vol. 4: p. 48-56.

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29/10/2012

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