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Depressione, insonnia, iperattività: gli altri campi delle terapie comportamentali e cognitive

Le terapie comportamentali e cognitive hanno “rivoluzionato” le psicoterapie! Pur non trattandosi di metodi miracolosi, infatti, esse continuano a dimostrarsi efficaci in molti campi. Sebbene la loro importanza sia stata ampiamente riconosciutaper quanto riguarda le dipendenze o le fobie, non è ancora noto a tutti che esse si rivelano efficaci anche nella depressione, nell’iperattività e nell’insonnia.

Depressione, insonnia, iperattività
© Getty Images

Le terapie comportamentali e cognitive sono metodi abitualmente utilizzati per risolvere problemi di dipendenze o comportamenti compulsivi. Questi, però, possono essere adottati anche per altri disturbi psicologici!

Fare pace con il letto

Gli approcci di tipo cognitivo-comportamentale possono così permettere di ritrovare il sonno! In effetti, queste terapie consentono di affrontare alcune cause dell’insonnia: stress, cattive abitudini prima di andare a letto… e aiutano a trovare strategie efficaci quando il sonno non arriva, invece di stare a rigirarsi nel letto. Un recente studio, del resto, ha dimostrato che tale approccio è persino meglio dei sonniferi per far sparire i disturbi del sonno! Inoltre, si è osservato che i benefici del trattamento psicoterapeutico duravano più a lungo degli effetti del solo trattamento farmacologico.

Calmare l’iperattività

Molti specialisti ritengono che il trattamento dell’iperattività non possa basarsi unicamente sui prodotti psicostimolanti. Una terapia comportamentale e cognitiva deve obbligatoriamente completare la cura. Questa permetterà contrastare le manifestazioni di iperattività che non vengono trattate dai farmaci: ansia, scarsa stima di sé, disturbi del comportamento, difficoltà di apprendimento… Così si aiuterà il bambino a riprendere il controllo sulla malattia e a trovare soluzioni concrete ai problemi quotidiani. Le TCC possono rivelarsi una valida alternativa anchequando il trattamento farmacologico non funziona. Inoltre, questo tipo di psicoterapie può essere rivolto anche ai genitori, per insegnare loro a gestire le situazioni e riuscire a cambiare alcuni comportamenti che possono aggravare l’iperattività del bambino.

Combattere le fobie sociali

Si sa, le terapie comportamentali e cognitive sono particolarmente adatte per combattere le fobie. Questo è vero soprattutto per la fobia sociale. I metodi di rilassamento, sebbene siano di prezioso aiuto, spesso non bastano ad affrontare il disturbo. In questo caso le TCC sono di fondamentale importanza. Utilizzeranno soprattutto il gioco di ruolo per permettere di esporre progressivamente il fobico alle situazioni di cui ha paura. In questo modo egli non solo imparerà ad affrontarle, ma anche a reprimere i pensieri negativi che lo assillano (non sono all’altezza, mi guardano tutti…). Alla fine queste terapie si rivelano estremamente efficaci.

Stop alla depressione

Parlare di terapia comportamentale e cognitiva per trattare la depressione ti sorprende? Eppure si tratta di un metodo messo a punto proprio con questo obiettivo!Associato al trattamento farmacologico, consente in effetti di migliorare più rapidamente lo stato della persona depressa e, soprattutto, di ridurre i rischi di ricaduta. Nel concreto, la terapia cognitiva e comportamentale cercherà di eliminare le difficoltà relazionali, di aumentare le attività piacevoli e scacciare i pensieri negativi. E questo apprendimento proseguirà anche dopo la scomparsa dei disturbi depressivi, cosa che permette di evitare le ricadute.Naturalmente, bisogna sottolineare che la TCC non è l’unico approccio psicoterapeutico della depressione. Per alcuni soggetti possono rivelarsi più adatte altre cure(terapie analitiche, interpersonali, psicodinamiche…). La TCC resta tuttavia una valida scelta per combattere questa malattia.

Infine, molti studi hanno evidenziato l’interesse delle terapie comportamentali e cognitive per numerosi altri disturbi: stress post-traumatico,disturbi della personalità, schizofrenia…

 

Alain Sousa

 

Fonti: Associazione Francese di terapia cognitivo-comportamentale

Perizia Collettiva dell’Inserm (Institut Nationalde la Santé et de la RechercheMédicale) sulle Psicoterapie

JAMA, marzo 1999; vol. 281: pp. 991-999

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18/09/2012
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