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Probabili benefici degli omega 3 contro la depressione

È solo da una decina di anni che gli studi per analizzare i legami tra omega 3 e depressione si sono moltiplicati. A quanto pare questi acidi grassi avrebbero un effetto benefico sul sistema nervoso, anche se si aspettano ancora prove inconfutabili della loro efficacia.

Gli omega 3 contro la depressione
© Getty Images

Se da un lato, tra i popoli che fanno forte uso di pesce (fonti di omega 3), il rischio di depressione sarebbe meno elevato, dall’altro le persone depresse presenterebbero più frequentemente una carenza di omega 3.

Diversi test clinici hanno dimostrato, con un certo successo, l’importanza di questi acidi grassi nel trattamento della depressione. Un recente studio canadese, di più ampio respiro, conferma la loro efficacia nelle depressioni senza disturbi ansiosi associati. Tuttavia, bisogna portare avanti le ricerche.Ecco le spiegazioni di Pierre Astorg, ricercatore all’Institut National de Recherche Agronomique (Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica) all’interno dell’Unité Nutrition et Régulation Lipidique des Fonctions Cérébrales (Unità di Nutrizione e Regolazione Lipidica delle Funzioni Cerebrali).

 

Doctissimo: Qual è il ruolo degli omega 3 nel sistema nervoso?

Pierre Astorg, ricercatore all’ INRA: Gli omega 3, in particolare il DHA (acido docosaesaenoico), sono dei lipidi particolarmente abbondanti a livello delle membrane delle cellule nervose.Contribuiscono alla loro fluidità e al loro buon funzionamento. La loro forte concentrazione nei tessuti nervosi suggerisce che hanno anche altre funzioni più specifiche.

 

Doctissimo: Storicamente,come è stato immaginato un legame tra omega 3 e malattie mentali?

Pierre Astorg: I primi lavori su ratti e topi risalgono al 1970. Provocando in questi animali una carenza di omega 3, si venivano a creare disturbi del comportamento: iperattività, ipersensibilità allo stress… In quello stesso periodo un numero molto ristretto di psichiatri si è interessato all’uomo, studiando i legami tra carenza di omega 3 e schizofrenia, depressione, o iperattività nel bambino. Così, Donald Rudin ha tentato di curare alcuni pazienti con l’olio di lino (un vero concentrato di acido alfa-linoleico, precursore degli omega 3) (1).

 

Doctissimo: Quali importanti studi hanno spinto gli scienziati ad approfondire questo argomento?

Pierre Astorg: Nel 1998, sul Lancet, fu pubblicato uno studio in cui si dimostrava che l’incidenza della depressione era meno elevata tra i popoli forti consumatori di pesce (le migliori fonti di omega 3 EPA, acidoeicosapentaenoico, e DHA, acidodocosaesaenoico): giapponesi, coreani, taiwanesi (paragonati per esempio ai tedeschi e ai neozelandesi) (2). Altri lavori hanno riscontrato un legame tra frequenza minima di depressione e grande consumo di pesce e una migliore composizione di omega 3 EPA e DHA (dosati nel sangue o nelle cellule grasse). Per la Francia, per esempio, nello studio SUVIMAX, il consumo di pesce grasso, misurato all’inizio, è associato a un rischio minimo di episodi depressivi nel corso degli 8 anni presi in esame (3). Nello studio di Bordeaux “desTroiscités”, le persone anziane (75 anni in media) con un alto valore plasmatico di EPA presentano meno sintomi depressivi (4). Infine,nel sangue delle persone depresse è spesso riscontrata una diminuzione degli omega 3 (EPA e DHA). Un deficit di omega 6 si associa alle persone bipolari (disturbo maniaco-depressivo). Ma non è ancora chiaro se questo deficit sia la causa o la conseguenza della depressione. Complessivamente, gli studi di osservazione suggeriscono un effetto preventivo degli omega 3 sulla depressione, ma mancano ancora prove solide.

 

Doctissimo: Si è tentato di curare la depressione con gli omega 3?

Pierre Astorg: Sì, ma si tratta di una cosa recente. I primi studi clinici con gruppo controllo (pazienti a cui non venivano somministratiomega 3 in modo da poter fare il confronto) risalgono a 14 anni fa. I risultati sono piuttosto incoraggianti. Tuttavia non è ancora possibile confermare l’effetto antidepressivo degli omega 3 perché questi studi sono stati effettuatisu un gruppo ristretto di pazienti, curati contemporaneamente o meno con un farmaco antidepressivo, affetti da diverse patologie (depressione, disturbi bipolari…) e con dosi variabili di omega 3. Tra gli studi in favore di un effetto positivo degli omega 3, si può citare quello diNemets, realizzato su bambini depressi (per i quali la prescrizionedi un farmaco antidepressivo è una questione più delicata) (5), e quello di Jayazeri, su adulti per i quali 1000 mg d’EPA al giorno si sono rivelati efficaci quanto la fluoxetina (Prozac) (6).

 

Doctissimo: Cosa bisogna pensare dell’ultimo studio OMEGA-3D appena pubblicato?

Pierre Astorg: Fino ad oggi, si tratta dello studio realizzato sul più alto numero di pazienti: 432 persone depresse reclutate nei centri ospedalieri psichiatrici del Canada. Per 8 settimane, periodo di tempo necessario per valutare l’efficacia di un farmaco antidepressivo, a una parte di queste persone è stato somministrato un placebo, ad altre delle pillole composte da EPA (1050 mg) e DHA (150 mg). L’efficacia viene valutata attraverso questionari sui sintomi (disturbi del sonno, stanchezza, difficoltà di concentrazione, sentimento di tristezza…) compilati dai pazienti e dai medici all’inizio e alla fine dello studio.In questo esperimento i pazienti sono eterogenei, con o senza disturbi associati alla depressione, trattati o meno con farmaci antidepressivi, in cura o meno da uno psicoterapeuta.In totale, il 55% dei pazienti non ansiosiha riscontrato un miglioramento dei sintomi grazie agli omega 3. Per questo sottogruppo dello studio l’efficacia degli omega 3 è paragonabile a quella di un antidepressivo (7).

 

Doctissimo: Quali sono i possibili meccanismi d’azione degli omega 3 contro la depressione?

Pierre Astorg: La depressione è caratterizzata da una forte infiammazione. Ora, gli omega 3 EPA e DHA, una volta trasformati nell’organismo in derivati di tipo prostaglandine, hanno proprietà anti-infiammatorie. Facilitano la trasmissione dell’afflusso nervoso e migliorano la crescita e la flessibilità delle cellule nervose. Tuttavia, non si conoscono ancora tutti i meccanismi d’azione. Curiosamente, l'acido grasso omega 3 efficace contro la depressione sembra essere l'EPA (con un dosaggio di circa 1000 mg al giorno), mentre è soprattutto il DHA a concentrarsi nelle membrane dei neuroni.

 

Doctissimo: Nel concreto, le persone a rischio di depressione (con precedenti di depressione personali o familiari) hanno interesse a ottimizzare il loro apporto di omega 3?

Pierre Astorg: Sì, è molto probabile. In attesa di prove solide riguardo all’efficacia degli omega 3 nella prevenzione, un comitato dell’associazione americana di psichiatria alle persone affette da disturbi dell’umoreraccomandava già nel 2006 un apporto di 1000 mg al giorno di un mix di EPA e DHA (8). Gliomega 3 potrebbero rappresentare una buona alternativa per i pazienti che rispondono male ai farmaci antidepressivi, che non li tollerano, o ancora per le persone depresse che si rifiutano di assumere farmaci.

 

Doctissimo: Un’alimentazione equilibrata è sufficiente a fornire la giusta quantità di omega 3?

Pierre Astorg: Gli apporti consigliati per la popolazione sono di 250 g di EPA e 250 mg di DHA al giorno. Consumare il loro precursore, l’acido alfa-linoleico (ALA),soprattutto sotto forma di olio di colza o di noce, non è sufficiente per attenersi a queste raccomandazioni. In effetti, la conversione dell’ALA da parte dell’organismo umano in EPA e DHA è debole.Bisogna dunque assumere direttamente EPA e DHA mangiando pesce (o frutti di mare), l’ideale sarebbe 3-4 volte a settimana. I pesci con una concentrazione nettamente più alta di omega 3 sono i pesci grassi: aringa, sgombro, sardine, salmone. Per quanto riguarda le persone a rischio di depressione, se si fa riferimento ai test clinici, il dosaggio di EPA efficace per la prevenzione o la cura sarebbe di 1000 mg al giorno. Per arrivare a questo apporto, a meno che non si consumi pesce tutti i giorni (cosa che potrebbe portare uno squilibrio nell’alimentazione, o esporre a un eccesso di metilmercurio), bisogna far ricorso a integratori alimentari a base di oli di pesce.Assunti in questa dose non ci sono effetti collaterali nefasti o fastidiosi (prodotti simili sono già utilizzati per la prevenzione cardiovascolare). Naturalmente, però, è sempre meglio assumerli dopo aver ascoltato il parere del medico.

 

Intervista di Florence Daine, 18 ottobre 2010

 

Fonti:

(1) “The major psychoses and neuroses as oméga-3 essential fatty acid deficiency syndrome: substrate pellagra”, D.O.Rudin. Biol. Psychiatry, 16: 837-50. 2001.

(2) “Fish consumption and major depression”, JR Hibbeln. Lancet, 351: 1213. 1998.

(3) “Association of fish and longchain n-3 polyunsatured fatty acid intake with the occurrence of depressive episodes in middle-aged French men and women.”, P. Astorg et al.Prostaglandins LeukotEssent Fatty Acids, 78: 171-82. 2008.

(4) Plasma eicosapentaenoic acid is inversely associated with severity of depressivesymptomatology in the ederly: data from the Bordeaux sample of the Three-City Study, C. Féart et al. Am J ClinNutr, 87: 1156. 2008.

(5) Omega-3 treatment of childhood depression: a controlled, double-blind pilot study, B. Nemets et al. Am J Psychiatry, 63:1098-100. 2006.

(6) Comparison of therapeutic effect of omega-3 EPA and fluoxétine, separately or in combinaison, in major depressive disorder, S Jayazeri et al.Aust New Zealand Psychiatry, 42: 192-8. 2008.

(7) The efficacy of omega-3 supplementation for major depression: a randomized controlled trial. F. Lespérance et al. The journal of clinicalpsychiatr, 15 giugno 2010.

(8) Omega-3 fatty acids: evidence basis for treatment and future research in psychiatry, MP. Freeman et al.J ClinPsychiatry, 67: 1954-67. 2006.

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08/10/2012

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