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Monitoraggio della terapia antidepressiva

Che cosa succede una volta presa la decisione di curarsi? Valutazione dell’effetto antidepressivo. Scelta della molecola. La valutazione dell’osservanza della terapia è un momento importante nella cura dei malati di depressione. Qual è il ruolo dell’ambiente del malato?

La terapia antidepressiva
© Getty Images

Che cosa succede una volta presa la decisione di curarsi?

Una volta che se ne sia ottenuto il consenso alla cura, il paziente dovrà essere accompagnato in tutto il suo percorso.

Quando il malato accetta di iniziare la cura che gli viene proposta, il suo obiettivo è ritrovare la salute perduta, ossia il suo benessere affettivo, psichico, relazionale e forse spirituale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che accetti il monitoraggio della cura da parte del medico, in modo da esserne parte interessata.

Per fare questo devono essere messe in atto alcune regole di base:

  • Sorveglianza, proposta di durata e dosaggio dei farmaci;
  • Colloqui regolari (terapia di sostegno, pedagogia, accompagnamento);
  • Avviamento a terapie più strutturali che favoriscono la conoscenza di sé, la gestione delle emozioni (aggressività, senso di colpa), i cambiamenti nel modo di pensare e di comportarsi;
  • Terapie corporee (rilassamento, fitness…);
  • Utilizzo del sostegno sociale, culturale e associativo laddove esistano.

Uso degli antidepressivi nell’evoluzione della depressione.

Un buon uso degli antidepressivi necessita prima di tutto di una verbalizzazione approfondita riguardo al farmaco, effettuata come “contratto di fiducia”.

La durata del trattamento in fase di attacco è in media di due mesi per arrivare alla scomparsa dei sintomi.

Il trattamento di consolidamento, dopo la scomparsa dei sintomi, ha durata media di quattro mesi. La posologia consigliata è la stessa di quella prescritta per la fase di attacco.

Per i pazienti a rischio deve essere previsto un trattamento atto a prevenire le recidive. Può prevedere psicoterapie di tipo diverso così come farmaci antidepressivi, per i quali si ricorda che non è previsto AMM per questa indicazione.

In che modo il medico valuta gli effetti del trattamento (positivi e negativi)?

Valutazione precoce dell’efficacia: è necessario un minimo di tre settimane di trattamento a posologia attiva prima di poterne dichiarare l’inefficacia e di  prevedere un cambiamento di terapia.

Valutazione degli effetti a lungo termine: deve effettuarsi secondo diversi criteri. Frequenza, durata e intensità degli episodi, qualità e durata degli intervalli liberi. Un antidepressivo sarà considerato efficace se riesce a modificare uno o più di questi parametri.

Scelta della molecola.

Ad oggi non esistono farmaci diversi per le depressioni gravi (melanconiche, endogene…) e per quelle “nevrotico-reattive”.

I criteri di scelta oggettivi di chi li prescrive dovranno tener conto delle:

  • Proprietà sedative, psicostimolanti o neutre della molecola, che hanno il vantaggio di manifestarsi in anticipo rispetto all’effetto antidepressivo;
  • Controindicazioni, degli effetti secondari e delle combinazioni di farmaci rispetto a un dato paziente;
  • Della facilità di assunzione dei farmaci disponibili.

La valutazione dell’osservanza della terapia è un momento importante nella cura dei malati di depressione.

Rappresenta uno degli elementi determinanti per permettere che il paziente migliori e nello stesso tempo testimonia della qualità della relazione medico-malato.

Indagini recenti (I.M.H. 1999) rivelano che una prescrizione su due non viene seguita. E questo indipendentemente dalle specialità seguite e dai farmaci prescritti. Le cause sono di vario genere.

Il primo ostacolo all’osservanza da parte dei pazienti depressi deriva dalla malattia stessa (disturbi dell’attenzione, difficoltà a capire le indicazioni presenti sulla ricetta, sensazione di scoraggiamento e di impossibilità di essere curati).

Altre sono legate alla scarsa autostima oppure alla negazione della malattia.

Il paziente può inoltre dubitare dell’efficacia di un trattamento farmacologico per la soluzione di problemi psicologici. La diffidenza rispetto al trattamento può essere dovuta a vari fattori, che in uno stesso paziente possono essere potenziati: paura della dipendenza, paura del trattamento a vita, paura del farmaco “che dà sonnolenza”, atteggiamento di sfida.

L’abbandono in seguito a miglioramento dello stato clinico è una delle ragioni di non osservanza delle prescrizioni che si registrano più spesso nel monitoraggio dei pazienti depressi. Per evitarlo è necessario, sin dall’inizio della cura, informare il paziente della necessità di continuare la terapia anche una volta che i sintomi siano scomparsi.

La psichiatria non è immune da una certa attitudine “consumistica” che vediamo svilupparsi in tutti gli ambienti, si tratti di quello ospedaliero piuttosto che degli studi dei medici. Il malato non si trova più in posizione di “paziente” ma in quella di “utente” di un dispositivo sanitario all’interno del quale ha la possibilità di dire la sua. Non si tratta soltanto del diritto del malato di sapere che cosa è bene per lui, anche amici e familiari spesso intervengono in suo favore per consigliarlo.

Ad essere messe in discussione possono essere non soltanto le scelte terapeutiche e la qualità delle cure, ma anche l’orientamento diagnostico, dato dal medico, dei disturbi per i quali il paziente gli si è rivolto.

Qual è il ruolo dell’ambiente del malato?

  • La famiglia è un partner naturale del medico, che la tiene informata, le garantisce sostegno nei momenti difficili e la coinvolge nel progetto terapeutico;
  • L’ambiente professionale deve essere preso in considerazione. Sia che il trattamento farmacologico sia seguito o interrotto, sta al medico del lavoro prevedere il prima possibile l’evoluzione sociale del soggetto depresso, soprattutto nel caso di un suo reinserimento lavorativo;
  • Il farmacista può, con i suoi consigli, avere un ruolo di sostegno non disprezzabile nel rispetto della prescrizione medica.

Fonte: Rapporto itinerante sui depressi (Rapport itinéraire des déprimés) gennaio 2001.

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28/08/2012

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