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Il suicidio nel mondo

Una persona mette fine ai propri giorni ogni 40 secondi. Nessun paese viene risparmiato. Così, 1 milione di persone ha causato la propria morte nel corso del 2000. I più giovani sembrano essere i più fragili, in generale inoltre il fenomeno interessa la popolazione maschile. I dati salienti.

Il suicidio nel mondo
© Getty Images

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale per la Salute (OMS), nell'anno 2000, circa 1 milione di persone si sono suicidate e da 10 a 20 volte tanto hanno tentato il suicidio nel mondo. Ciò rappresenta in media una morte ogni 40 secondi e un tentativo ogni 3 secondi. Così, si deve concludere che si verificano più morti per suicidio che morti provocate da tutti i conflitti armati nel mondo.

Un fenomeno che interessa tutte le fasce di età

In tutti i paesi, il suicidio è una delle prime cause di mortalità nelle persone di età fra i 15 e i 35 anni. Fino a molto recentemente, il suicidio si verificava prevalentemente nelle persone anziane, ma oggi predomina nelle persone più giovani, a volte in termini assoluti e in termini relativi, in un terzo dei paesi. L'analisi comparativa del numero di suicidi per età porta anche con sé una nuova prospettiva. Uno dei principi classici in suicidologia riporta la predominanza del suicidio negli uomini anziani; è incontestabile in termine di percentuale. Tuttavia, le informazioni sul numero di suicidi rivelano un’immagine diversa: globalmente, attualmente più suicidi (57%) vengono commessi da persone di età fra i 5 e i 44 anni, rispetto a quelli commessi dalle persone di età superiore ai 45 anni. Ciò rappresenta un cambiamento considerevole della situazione rispetto agli anni ‘50. Questa scivolata nella predominanza dei numeri di suicidi per fasce di età va incontro a cambiamenti demografici visto che la popolazione più anziana è in aumento negli ultimi 50 anni.

La fascia di età nella quale la maggior parte dei suicidi si verifica attualmente è quella dei 35-44 anni, tanto per gli uomini che per le donne. Questo fenomeno viene segnalato anche in Francia.

Si può anche notare la predominanza della percentuale di suicidi degli uomini rispetto alle donne.

La sola eccezione si trova nella Cina rurale, dove la percentuale delle donne è in media 1,3 volte più elevata di quella degli uomini.

Un fenomeno che interessa tutti i paesi

Le percentuali più elevate (superiori a 30 su 100000) si trovano nei paesi della regione Baltica, che rappresentano più del doppio della percentuale media mondiale di 16 suicidi per 100000 abitanti. Occorre notare anche che le percentuali più elevate delle regioni dell'Africa, delle Americhe, dell’Asia meridionale e del Pacifico occidentale si trovano nei paesi insulari, rispettivamente nelle Isole Mauritius, a Cuba, nel Sri Lanka e in Giappone. Il significato esatto di questa situazione non è ancora stato spiegato. Se si considerano le cifre assolute, è tuttavia sconvolgente constatare che un quarto di tutti i suicidi del mondo si verificano soltanto in due paesi: Cina e India, a riflesso della dimensione della loro popolazione. La Cina da sola conta il 20% dei suicidi nel mondo.

Cifre sottostimate …

Ogni volta che vengono presentate cifre sul suicidio, la loro affidabilità viene sempre messa in dubbio, secondo la logica che in molti paesi e per più ragioni il suicidio viene celato e pertanto le cifre reali devono essere molto più elevate. Questo punto è effettivamente riconosciuto dall’OMS, il che sottolinea la gravità delle statistiche presentate.

Un’altra domanda posta frequentemente si riferisce alla comparabilità dei dati fra i paesi. Gli elementi numerici provengono da un documento dell’OMS, "Il suicidio in fatti e cifre" pubblicato nel 1999, che presenta le cifre ufficiali messi ha disposizione dell’OMS dai suoi Stati membri, cifre basate su autentici certificati di morte, firmati da personale legalmente autorizzato.

E l’Italia?

Nel periodo 1993-2009 (ultimo anno al momento disponibile), la mortalità è diminuita significativamente da 8,3 a 6,7 suicidi ogni centomila abitanti, con piccole variazioni su livelli storicamente bassi negli ultimi anni (i dati degli anni 2004 e 2005 non sono disponibili per causa di morte) (Prospetto 2).

Analizzando i quozienti per classe di età, risulta evidente come il fenomeno dei suicidi cresca all’aumentare dell’età: da 1,4 suicidi per centomila abitanti fra gli under25 si arriva a 6,1 tra i 25-44enni, 8,4 fra i 45-64enni fino a 11,3 fra gli ultra sessantacinquenni (Prospetto 2) che è otto volte più alta rispetto alla classe più giovane.

La composizione per sesso evidenzia la maggiore propensione dei maschi al suicidio, più di tre volte superiore a quella delle femmine. Il tasso più alto è raggiunto dagli uomini anziani con 21 per centomila abitanti.

Dati Istat

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17/10/2012
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