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Suicidio: identificare i segni

Riconoscere la crisi suicida è una cosa complessa e non esiste un metodo assoluto. Tuttavia, indici di "pre-crisi", certi comportamenti, profili a rischio possono aiutare a identificare la persona suicida, particolarmente negli anziani, rendendo possibile la prevenzione.

I segni del suicidio
© Getty Images

Se gli adolescenti attraversano, più o meno felicemente, la cosiddetta crisi di adolescenza, tappa inevitabile che permette loro di accedere allo stato adulto, le persone anziane sono anch’esse sottoposte alla crisi dell’invecchiamento. La crisi suicida è allora più difficile da identificare nella persona anziana, in quanto, contrariamente agli adolescenti, i tentativi di suicidio non hanno più valore di indicatori e il passaggio all’azione è più spesso fatale.

Gli indici di pre-crisi: imparare a leggere fra le righe

È essenziale decifrare la sensazione di inutilità e la perdita di autostima che traspare da affermazioni del tipo "Non valgo più nulla", "sono un peso", ecc. La tendenza al ripiegamento e all’isolamento implica sempre più spesso  uno stato depressivo di cui si misurano gli effetti. Se la posizione depressiva è insita nell’essere umano, fin dalla nascita, questa invita a una riflessione che di solito non supera mai la fase filosofica. Lutti e rinunce fanno parte della vita e non sono sistematicamente causa di suicidio. Il riconoscimento della depressione rientra nella conoscenza pragmatica della patologia. Occorre ugualmente interpretare alterazioni insolite dell’umore e del comportamento: l'apparenza trascurata, il rifiuto di cibo, di cure, il disinteresse o l'aggressività, l'irritabilità improvvisa nei confronti della cerchia di amici e parenti…

La problematica della morte

La cerchia di amici e parenti deve misurare la determinazione a suicidarsi esaminando il modo in cui la morte viene evocata. È accettata come una soluzione finale, lontana, un’eventualità? È fortemente desiderata, immaginata come l’unica possibilità?

Occorre anche valutare il livello di angoscia "generica", senza oggetto, che facilita il passaggio all’azione, il: "a che pro" che può diventare il "perché no" nel mezzo del disordine psichico. La posizione malinconica sarebbe specifica della crisi, e le forme ansiose dotate di un forte potenziale suicida.

Sindrome di scivolamento: attenzione, pericolo

Equivalente al suicidio, la sindrome di scivolamento somiglia al naufragio di un individuo che si lascia morire. Questo atteggiamento frequentemente osservato negli istituti, o anche a casa può provocare la morte del soggetto in meno di 5 giorni.

Occorre identificare le depressioni mascherate (il 50% delle depressioni del soggetto anziano) suscettibili di assumere, secondo i casi un aspetto somatico con fissazione ipocondriaca: il corpo percepito come pericoloso, globalmente cattivo merita di essere distrutto. L'agitazione sterile può mascherare la depressione, mentre può rivestire in altri casi un aspetto demenziale o delirante.

Creare reti di sostegno per persone sofferenti

Per le persone anziane, è necessario sensibilizzare l'insieme dei geriatra perché gli stessi apportino il loro sostegno, identifichino e segnalino i soggetti a rischio prevedendo un accompagnamento specializzato per il soggetto anziano tenuto a casa (il 95% dei casi).

Il profilo a rischio

Il profilo a rischio presenta i seguenti elementi:

  • personalità fragile, depressiva, ansiosa;
  • isolamento conseguente a un vedovanza o alla perdita dei relazioni sociali o familiari;
  • precarietà economica che non permette più di affrontare le spese attuali relative all’igiene, all’alimentazione;
  • difficoltà di accedere a un sistema di cure adatte all’età, al livello di autonomia, alle preferenze;

Il fatto di vivere in un istituto è un fattore di rischio supplementare

La prevenzione

La prevenzione del passaggio all’azione riguarda diversi aspetti:

  • migliore diagnosi e trattamento della depressione;
  • migliore accesso alle cure;
  • ascolto più attento di ogni individuo;
  • rafforzamento della solidarietà di fronte al degrado del tessuto sociale, familiare, professionale.

Nel quadro di una strategia di prevenzione, è tuttavia rassicurante constatare che l'ambivalenza e il timore di passare all’atto suicida sono presenti fino all’ultimo momento, il che lascia il posto a una possibilità d'intervento in ogni momento per invertire il processo suicida. Occorre prevedere, proporre un sostegno psicologico in certi periodi critici dell’esistenza senza pertanto cadere nella trappola di una psichiatrizzazione o di una medicalizzazione a oltranza?

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18/10/2012
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