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Il suicidio tra gli adolescenti: una popolazione a rischio

Le cifre del suicidio nell’adolescente sono inquietanti: più di 50000 tentativi all’anno. Senza contare un’alta percentuale di recidive. Questo periodo sensibile deve essere l’oggetto di tutte le attenzioni. Il ruolo dei genitori è essenziale…

Il suicidio tra gli adolescenti
© Getty Images

Nei 15-24enni, i tentativi di suicidio sono in aumento (circa 50000 dichiarati all’anno). Si sa che fra il 20 e il 50% degli aspiranti suicidi recidivano una o più volte. È la seconda causa di mortalità nei giovani di età inferiore ai 24 anni dopo gli incidenti stradali.

Distinguere fra crisi adolescenziale e crisi suicida

Durante l’adolescenza, i giovani che subiscono numerose trasformazioni fisiche e psicologiche, provano dubbio e allo stesso tempo un senso di grande potere. Il lato caotico di queste trasformazioni nasconde, talvolta, altri segni di allarme (aggressività, sbalzi d'umore, disinteresse per le attività praticate fino ad allora, rifiuto della cerchia di amici e parenti, ripiegamento su sé stessi, insonnia) considerati come segni premonitori.

Certo, se si ammette nella crisi suicida la presenza di un evento scatenante (trauma, stupro, separazioni, lutti, tradimenti), questo risveglia un malessere precedente più profondo che si è già espresso in una serie di manifestazioni precedenti, come altrettanti segni di richiamo non recepiti.

Nell'adolescente, la morte è raramente desiderata. Il tentativo di suicidio corrisponde ad un bisogno di espressione, spesso legato al desiderio di far sparire la cause della sofferenza oltre che un malessere.

Individuare i cambiamenti

Le alterazioni del comportamento sono spesso eloquenti: agitazione smisurata o ripiegamento su sé stessi, abbandono di certe attività. Non fidarsi dell’apparente serenità del soggetto che forse sta pianificando la sua azione. Rimanere attenti ai segni di malessere e ai comportamenti a rischio, l'attrazione per i giochi pericolosi, il mondo virtuale, sapendo che a questa età, l'azione precede la riflessione. Non banalizzare le minacce, allusioni al suicidio che sono altrettanti indici da prendere sul serio. Se la parola non è chiaramente pronunciata, forse si è rifiutato di capire ciò che si cela dietro affermazioni del tipo "Non dovrete sopportarmi più per tanto tempo" oppure "Non tarderò a liberarvi della mia presenza" e a ignorare ruminazioni lugubri.

Gli elementi determinanti

Un gruppo di elementi si combina per creare le circostanze favorevoli al progetto suicida: interazione fra disaccordo familiare, fallimenti scolastici, isolamento, sensazione di essere incompreso, tradimenti amorosi, disgusto verso la società, difficoltà di proiezione di fronte ad un futuro incerto, comportamento tossicomane.

Quali soluzioni?

  • privilegiare l'ascolto attivo come fanno certe associazioni che rispondono telefonicamente e ricevono gli adolescenti in difficoltà e i genitori sconvolti
  • favorire l'armonia dei relazioni familiari. Instaurare il dialogo, mostrando il proprio interesse nei confronti del giovane e mantenere la fiducia;
  • creare spazi d'ascolto nelle scuole, aperti a infermieri, psicologi e medici scolastici. Allargare la sensibilizzazione a tutti gli educatori in contatto con gli adolescenti al fine di meglio comprendere la gravità del disagio e le sue traduzioni in ambiente scolastico (etero-aggressioni e auto-aggressioni);
  • instaurare passerelle di comunicazione su questo soggetto fra i professionisti della salute, le istituzioni e le associazioni;
  • più se ne parla, più lo si formula, meglio si previene il rischio suicida;
  • prendere sistematicamente in carico un primo tentativo di suicidio, tenendo conto del rischio importante di recidive;
  • orientarsi verso terapie artistiche che utilizzano la pittura, il teatro, la musica che può giocare il ruolo di contenere e mobilizzare lo slancio vitale, ripristinando una dinamica e permettendo di prendere la distanza rispetto alle sue difficoltà personali;
  • non trascurare la sofferenza e cercare di renderla positiva,
  • rinforzare le difese psichiche per contrastare la vulnerabilità naturale, l'instabilità emotiva e l'impulsività;
  • promuovere la salute mentale ad ogni età, privilegiare la parola.
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17/10/2012
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