Home  
  
  
    Il suicidio nella società
Cerca

Il suicidio
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

Suicidio: l’influenza dell’ambiente socioprofessionale

I pensieri suicidi e i passaggi all’azione variano fortemente secondo l’ambiente. Scuole, carcere, lavoro… I rischi sono vari e la prevenzione va dunque fatta in maniera specifica. Constatazioni e raccomandazioni…

Il suicidio nella società
© Getty Images

Pochi sono gli studi condotti sulla crisi suicida in base all’ambiente socioprofessionale. Ma l’Agenzia nazionale d’accreditamento e valutazione nella salute (Anaes) ha realizzato una serie di rapporti e propone azioni specifiche per prevenire il suicidio in maniera adeguata.

Nell'ambiente scolastico

Le cifre sul suicidio in ambiente scolastico sono abbastanza preoccupanti: il 7% degli scolari di età compresa fra gli 11 e i 19 anni dichiara di aver tentato il suicidio. Questa percentuale raddoppia per quelli che abbandonano la scuola. E questi tentativi non sono che la punta dell’iceberg, visto che il 12% degli studenti dell’ultimo anno e il 22% delle controparti femminili hanno pensato al suicidio nei 12 mesi precedenti. Punto positivo: gli adolescenti in situazioni di crisi tendono maggiormente a chiedere consiglio rispetto agli altri. Ma la metà dei giovani ammette che durante i momenti di crisi, si sono rivolti ad un amico e non a uno specialista (medico, assistente sociale…).

Si sottolinea così l’importanza della vigilanza a scuola, soprattutto in caso di difficoltà sociali e familiari, di assenteismo, di isolamento, di richieste di consultazione presso l’infermeria scolastica o lo psicologo, ecc.

Le azioni da intraprendere:

Gli istituti scolastici dovrebbero:

  • informare sulle reti di ascolto e di accoglienza dei giovani (numeri verdi)
  • favorire lo sviluppo in ambiente scolastico dei programmi che mirano a migliorare l’autostima e ad esercitarsi alla risoluzione dei conflitti;
  • in caso d’inquietudine, proporre allo studente di incontrare uno specialista, eventualmente più volte;
  • in caso di confessione suicida o di piano suicida, rivolgersi sempre all’infermiere o al medico scolastico;
  • contattare i genitori;
  • in caso d’imminente passaggio all’azione, sollecitare l’assistenza urgente della rete di cure (medici curanti, pronto soccorso o medico specializzato in psichiatria).

In ambiente universitario

Fare il punto sulla situazione in ambiente universitario appare complesso, in quanto sono pochi gli studi disponibili e le università sono estremamente diverse fra di loro, talvolta nei problemi incontrati e nelle soluzioni proposte. Ma esisterebbero rischi di crisi comuni negli studenti: problemi di adattamento, isolamento, sconfitte … soprattutto durante il primo anno di studi.

Le azioni da intraprendere:

Miglioramento dell’accoglienza, dispositivi di sponsorizzazione, diffusione di informazioni di prevenzione…

In ambiente professionale

I giovani adulti, appena approdati nel mondo del lavoro, sono sempre più interessati dalla crisi suicida. È infatti la prima causa di morte fra i 25-34enni.

I conflitti in ambiente professionale e altre difficoltà legate al mondo del lavoro hanno importanti ripercussioni a livello psichico.

Le azioni da intraprendere:

La cerchia di familiari e amici è sempre un rifugio, un sostegno e l’infermiere e il medico del lavoro sono interlocutori privilegiati. Le consultazioni del medico del lavoro, particolarmente dopo una pausa per malattia, devono portare a interrogarsi su queste idee suicide.

In ambiente carcerario

In Italia, nel triennio  2005 - 2007, il tasso di suicidio è stato pari a 10 casi ogni 10.000 detenuti; nel 2009 è salito a 11,2 .

  • l’impiccagione è il metodo più diffuso di suicidio
  • il fatto di avere una famiglia, un congiunto o dei bambini è un fattore di rischio al momento dell’incarcerazione;
  • vengono identificati periodi critici: il primo mese di incarcerazione (1/3 dei suicidi) e il primo anno (3/4 dei suicidi);
  • il 60% dei suicidi avviene nel carcere preventivo (in attesa di giudizio);
  • il 90,7% dei suicidi si verifica agli arresti domiciliari;
  • ci sono 7 volte più suicidi nel carcere disciplinare che in una detenzione normale.

Le azioni da intraprendere:

Esistono diverse possibilità per migliorare la situazione preoccupante della crisi suicida in ambiente carcerario. Le situazioni di umiliazione della persona sono pertanto sconsigliate. La prevenzione del passaggio all’azione mediante la lotta contro i mezzi suicidi e la violenza incoraggia involontariamente situazioni di crisi. Pare più utile sviluppare una riflessione sui supporti e sugli spazi di espressione destinati ai detenuti.

Louis Asana

Fonte: La crisi suicida: riconoscere e prendere in carica, raccomandazioni dell’Agenzia nazionale di accreditamento e valutazione della salute, Conferenza di consenso, 19 e 20 ottobre 2000.

Commenta
17/10/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?