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Suicidio dei giovani: si abbassa l’età

Il 19 gennaio 2011, una bambina diabetica di 9 anni si getta dalla finestra dopo aver lasciato una lettera di spiegazione del suo gesto. Questi suicidi di bambini sono frequenti? È un nuovo fenomeno? Per saperne di più, abbiamo intervistato lo psichiatra Xavier Pommereau, direttore del Polo aquitano dell’adolescente al centro Abadie al CHU di Bordeaux.

Il suicidio dei giovani
© Getty Images

Doctissimo: Il suicidio di una bambina di 9 anni ha commosso il mondo intero. I drammi come questo sono frequenti?

Xavier Pommereau, direttore del Polo aquitano dell’adolescente al centro Abadie al CHU di Bordeaux: La prima cosa da ricordare, è il carattere eccezionale di questo dramma. In effetti, si stima a 10 il numero dei decessi per anno che insorgono nei bambini più grandi (9-12 anni). Per dare un ordine di grandezza, si stima che ogni anno si verifichino fra i 600 e gli 800 decessi negli adolescenti e giovani adulti di età inferiore ai 25 anni.

Doctissimo: Il suicidio nei bambini piccoli è un fenomeno nuovo?

Xavier Pommereau: Constatiamo nel nostro servizio un abbassamento dell’età dei giovani sofferenti. Ho aperto il mio centro più o meno 20 anni fa (NDLR: Polo aquitano dell’adolescente al centro Abadie al CHU di Bordeaux), l’età media dei giovani che vi entravano si situava attorno ai 17-18 anni. Oggi, sono più 14-15 anni. Ad esempio, la ragazza più giovane che ha tentato di suicidarsi aveva 13 anni…

Doctissimo: Ci sono segni precursori che possono allertare i genitori?

Xavier Pommereau: Negli adolescenti, la ricerca di un comportamento diverso, contro corrente è troppo comune per lasciare spazio all’allarmismo. D’altra parte, occorre essere attenti ai conflitti, di qualsiasi tipo: fuga, autolesionismo, ubriachezza smodata, simbiosi relazionali … Ogni volta che un adolescente adotta questo tipo di comportamento, denota una reale sofferenza. Attenzione, non bisogna necessariamente interpretarli come comportamenti suicidi ma si deve interpellare la cerchia di amici e parenti del ragazzo.

Doctissimo: I bambini affetti da malattia cronica sono i più vulnerabili?

Xavier Pommereau: No, assolutamente, non c’è vulnerabilità legata a una malattia cronica, anzi. I bambini interessati sono combattivi e hanno sempre a cuore il superamento della loro malattia, di combatterla. Anche se quasi tutte le notizie su questo dramma menzionano il diabete come una causa possibile del passaggio all’azione, per me, questo non può essere il motivo.

Doctissimo: A 9 anni, uno bambino ha realmente coscienza delle conseguenze della sua azione?

Xavier Pommereau: Certo che ne ha coscienza, sa cos’è la morte. Oggi i giovani sono superinformati sul sesso e sulla morte, due soggetti universali che riguardano tutti noi. Hanno accesso a numerose informazioni fin dalla più giovane età. Le cose che la nostra generazione avrebbe scoperto nell'adolescenza, loro le conoscono già prima dei 10 anni. Oggi, i bambini più grandi possono essere considerati come degli adolescenti.

Doctissimo: Come spiegare questo fenomeno? Si può parlare di un’adolescenza precoce?

Xavier Pommereau: In un certo senso… Questo fenomeno si spiega specialmente con il fatto che viviamo in una società di immagine e di comunicazione. I bambini più grandi (a partire dai 9 anni) desiderano molto rapidamente entrare nel mondo dell’adolescenza, di cui adottano i codici e i comportamenti. Prima, i bambini più grandi erano descritti come un po’ maldestri. Oggi, questo modello corrisponde sempre meno alla realtà. Vogliono avere lo stesso look, gli stessi vestiti dei più grandi.

Ma il problema è che questa riappropriazione dei codici adolescenti non si ferma all'apparenza, i bambini adottano ugualmente gli stessi comportamenti dei ragazzi più grandi. Ad esempio, recentemente, c’è stato il caso di  tre ragazze giovanissime di 1a media che sono state trovate in stato di ebbrezza… Avevano consumato una bottiglia di vodka nei bagni della scuola.

Questo si ritrova anche nell’uso della Barbie®. Un tempo, la bambola accompagnava le ragazzine per molti anni. Oggi, viene abbandonata dai 5 anni in su, a favore di internet, i Sims™, ecc.

Le differenze di età tendono oggi a confondersi. I fisionomisti all’ingresso delle discoteche parlano spesso delle difficoltà che hanno a distinguere l’età delle giovani ragazze che hanno l’aria di piccole donne già a 14 anni…

Doctissimo: Al di là dell’apparenza, queste giovani ragazze hanno la maturità delle ragazze più grandi di loro?

Xavier Pommereau: No, effettivamente… Ne hanno l’aspetto, con i loro jeans stretti e stivali col tacco, ma non hanno assolutamente l’età psicologica della loro apparenza.

Yamina Saïdj

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17/10/2012

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