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Il suicidio: come reagire?

Spesso risulta difficile riconoscere le tappe che precedono un tentativo di suicidio. Pertanto, rallentare la pre-crisi è essenziale per poter reagire al meglio. Per aiutarvi, Doctissimo vi porta le raccomandazioni degli specialisti.

Reagire al suicidio
© Getty Images

Nelle sue raccomandazioni sulla crisi suicida pubblicate in occasione della conferenza di consenso, l’ Anaes1 ha affrontato l’argomento dei mezzi disponibili per la cerchia di amici e parenti al fine di riconoscere la crisi e reagire.

Riconoscere i primi segni

Non esistono criteri diagnostici della crisi suicida in senso stretto. Tuttavia, l’Anaes, appoggiandosi su numerosi casi e opinioni di esperti, ha identificato tre tipi di segnali sui quali conviene vigilare:

  • Espressioni di idee e intenzioni suicide. La persona in crisi comunica certi messaggi diretti o indiretti: "voglio morire", "non ne posso più, vorrei partire, sparire". Ciò può prendere la forma di parole ma anche di testi, di disegni. Secondo gli specialisti, occorre assolutamente tenere conto di questi segnali;
  • Manifestazioni di crisi psichica. La persona può provare diversi disturbi: fatica, ansia, tristezza, irritabilità e aggressività, disturbi del sonno, perdita del gusto delle cose, sensazione di fallimento e di inutilità, una immagine negativa di sé, un senso di svalorizzazione, impotenza nel trovare soluzioni ai suoi problemi, disturbi della memoria, perdita di appetito o bulimia, ruminazione mentale, bisogno di alcolici e tabacco;
  • Contesto di vulnerabilità. La depressione, l’impulsività (nelle azioni o emozioni), disturbi psichiatrici già esistenti, l’alcolismo, la tossicomania sono altrettanti terreni fragili. In questo caso, problemi familiari, eventi dolorosi (perdita di una persona cara, ecc.) possono portare rapidamente ad una crisi suicida.

La cerchia di amici e parenti deve essere attenta

L’Anaes sottolinea che la cerchia di amici e parenti può identificare segni di sofferenza (viso fermo, inespressivo, sguardo triste, pianti…), un cambiamento nei rapporti sociali, l’abbandono di attività, l’abuso di alcolici o psicotropi. Non sono certo da trascurare nemmeno l’assunzione sconsiderata di rischi, come anche un ritiro nei confronti di segni di affetto e contatto fisico, un isolamento. La crisi può anche esprimersi con comportamenti particolari: sofferenza psichica intensa, cinismo, gusto per il lugubre ovvero ricerca di armi (specialmente da fuoco). Una calma sospetta e un comportamento che imita i segni di una partenza sono a rischio molto elevato.

Ma certamente questi primi segni non sono specifici del suicidio, soprattutto se sono presi in modo isolato. È l’associazione di molteplici segni o la loro comparsa improvvisa che deve allarmare. In questo caso, oltre all’ascolto e al dialogo, occorre assolutamente accompagnare la persona da un medico che saprà valutare la situazione e proporre una presa in carico.

Secondo l’età, o in ambienti particolari, può essere più difficile identificare i primi segni. Ecco alcune situazioni e le raccomandazioni adeguate…

Nel bambino

L’espressione di idee e intenzioni suicide è rara nel bambino. La crisi può esprimersi con problemi di salute psicosomatici, isolamento, disturbi della comunicazione e dell’apprendimento, iperattività, ferite ripetute, preoccupazioni per la morte, una tendenza a essere il capro espiatorio, ecc.

Tra i fattori di vulnerabilità sottolineati dall’Anaes, si può notare l'isolamento affettivo, gli sconvolgimenti familiari, l'entrata nella scuola secondaria, i maltrattamenti…

Come reagire:

Gli specialisti raccomandano prima di tutto di non cercare di risolvere il problema da soli. È essenziale parlare con il bambino e indicare i segni alla famiglia, al medico scolastico.

Nell’adolescente

L’espressione di idee e intenzioni suicide non deve essere considerata "banale" nell’adolescenza. Questo periodo è particolarmente vulnerabile. A questo possono aggiungersi isolamento affettivo, rotture sentimentali e fallimenti scolastici, conflitti con le autorità che rendono fragili l’adolescente. Secondo l’Anaes, la crisi psichica può esprimersi mediante un peggioramento dei risultati scolastici, un'iperattività, un'attrazione per la marginalità, comportamenti anoressici e bulimici, assunzioni di rischi sconsiderati, violenza rivolta a sé stessi e agli altri, fughe e assunzioni di rischi a livello sessuale…

Come reagire:

Gli specialisti raccomandano di creare un clima di fiducia con l’adolescente, al fine di convincerlo a farsi aiutare da professionisti: medico, infermiere o assistenti scolastici…

Nell’adulto

Nell’adulto, le manifestazioni della crisi psichica sono, secondo l’Anaes: la noia, la sensazione di perdita di ruolo, di fallimento, d’ingiustizia, di spiazzamento e perdita di impegno al lavoro, le difficoltà relazionali (comprese quelle di coppia), l’incapacità di sostenere una gerarchia, le pause di lavoro ripetute o al contrario l’eccesso di impegno al lavoro, le continue consultazioni dal medico (dolore, fatica…).

L’Anaes sottolinea che la vulnerabilità può essere aggravata da un clima coniugale, sociale e professionale problematico, o anche dal mobbing. Senza contare fattori come le tossicomanie, l’AIDS, la violenza...

Come reagire:

La cerchia di amici e parenti deve provare a stabilire un rapporto di fiducia e optare per un atteggiamento di ascolto e dialogo al fine di facilitare l’orientamento verso delle reti di assistenza.

Nella persona anziana

Gli anziani esprimono raramente le loro idee suicide. Le manifestazioni della crisi possono implicare un ripiegamento su sé stessi, un rifiuto di mangiare, una carenza di comunicazione, una perdita d’interesse per le attività, un rifiuto di cure... Se la depressione permanente e idee suicide convivono nello stesso soggetto si deve assolutamente agire. Secondo gli specialisti, i fattori che favoriscono la vulnerabilità sono la depressione, le malattie (soprattutto se comportano una disabilità e dolori), i conflitti, il cambiamento d’ambiente (sistemazione in un istituto). Secondo l’Anaes, un altro fattore di rischio è la vedovanza per gli uomini.

Come reagire:

Per la cerchia di amici e parenti: occorre prestare attenzione alla possibilità di una depressione, tenere conto di sofferenze e maltrattamenti, sorvegliando qualsiasi cambiamento nel comportamento.

Nelle persone affette da disturbi psichici noti

Secondo i disturbi e gli individui, le idee suicide possono essere espresse o al contrario totalmente dissimulate. L’Anaes sottolinea che la crisi è costituita da un’alternanza di momenti ad alto rischio e di momenti di calma, su uno sfondo di variabilità permanente. Certi segni possono segnalare un aggravamento: isolamento, rottura dei contatti abituali, riduzione e abbandono delle attività, acutizzazione dei sintomi della malattia…

Come reagire:

La cerchia di amici e parenti deve contattare il medico curante, che saprà come agire. L’Anaes sottolinea le misure di sicurezza da prendere, specialmente per quanto riguarda gli oggetti pericolosi e i farmaci.

Nelle persone che soffrono di alcolismo

Le idee suicide non sono necessariamente espresse poiché non sono necessariamente coscienti. Secondo l’Anaes, occorre monitorare particolarmente l’assunzione di rischi, l' impulsività e la mancanza di controllo. La vulnerabilità viene incrementata dalla depressione, dalla disoccupazione, dalle separazioni e dalle malattie. Certi fattori di rischio sarebbero invece più specifici per le donne: la disperazione, le separazioni e i traumi dell’infanzia …

Come reagire:

La cerchia di amici e parenti deve osservare con maggior attenzione le persone alcoliste, soprattutto in caso di disoccupazione, separazione o depressione.

Nelle forze armate

Secondo l’Anaes, i disturbi sono identificabili grazie a certi comportamenti (eroismo, la fuga…), assunzioni di rischi, casi di automutilazione, diserzione, abuso di sostanze alcoliche, tossicomanie, ritardi ripetuti, atteggiamenti caratteriali che comportano sanzioni ripetute, senso di impotenza…

La vulnerabilità è particolarmente rilevante quando finisce una missione, soprattutto se una missione lontana, e quando si rinuncia al porto d'armi permanente...

Come reagire:

Le strutture militari sono preparate a identificare i disturbi, ma anche la cerchia di amici deve essere attenta.

Nelle carceri

Le idee suicide possono apparire fin dall’inizio della detenzione. L’Anaes sottolinea i segnali di richiamo che possono essere emessi: automutilazione, richiesta di cure… I momenti più a rischio sono generalmente l’arrivo in carcere e il periodo che precede la sentenza.

Come reagire:

L’Anaes raccomanda un’attenzione tutta particolare per i minori che entrano in carcere e per le automutilazioni ripetute.

Louis Asana

Fonte: La crisi suicida: riconoscere e prendere in carico, raccomandazioni dell’Agenzia Nazionale di accreditamento e valutazione della salute, Conferenza di consenso, 19 e 20 ottobre 2000.

1. Anaes è l'Agenzia nazionale francese di accreditamento e valutazione della salute 

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18/10/2012
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