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Dopo un tentato suicidio: l’importanza del controllo

Il tentato suicidio è spesso considerato come un richiamo di aiuto. Anche se ciò non è sempre vero, questo sottolinea l’importanza del controllo dopo la crisi. Che forma deve avere questo sostegno? È efficace? L’opinione degli specialisti su queste domande…

Il tentato suicidio
© Getty Images

Occorre operare un controllo dopo la crisi suicida e che durata deve avere?

Il controllo è essenziale

Pochi sono gli studi sul controllo dei pazienti dopo un tentativo di suicidio. Tuttavia, stanno emergendo molte relazioni. Così, i pazienti che hanno già effettuato un tentativo di suicidio sono più frequentemente ricoverati dopo e consumano più farmaci. Ora, esiste un rischio importante di recidiva nell’anno che segue il passaggio all’azione: da circa il 10 al 20% dei pazienti. Ma il problema è che chi ha tentato il suicidio non si piega facilmente al controllo, in particolare dopo un passaggio alle urgenze o un ricovero di breve durata. Per risolvere questo problema, l’Agenzia nazionale di accreditamento e valutazione della salute (Anaes) evoca diverse soluzioni: rilancio sistematico (telefono o corrispondenza), controllo a domicilio…

Gli studi mostrano in ogni caso che il controllo è essenziale, specialmente quando sono associati disturbi psicologici, quali la depressione o la schizofrenia.

Agire in modo adeguato

È importante sottolineare che il controllo è essenziale in tutti i casi. Ma la sua realizzazione va fatta in maniera adeguata, in funzione dell’evoluzione e del contesto…

L’Anaes raccomanda di organizzare le cure fin dall’inizio della presa in carico della crisi. È essenziale favorire un legame di fiducia fra chi interviene e il paziente e la sua cerchia di amici e parenti. È specialmente auspicabile che il controllo sia assicurato da una persona già conosciuta dal paziente, come il suo medico curante. L’orientamento deve essere personalizzato. Quando esistono fattori di rischio associati (disturbi psichiatrici, dipendenze…), il controllo deve essere specializzato per permettere il trattamento del problema sottostante.

Per quanto concerne la durata, l’Anaes raccomanda un’attenzione e una mobilizzazione sostenute durante l’anno che segue l’inizio della crisi.

Louis Asana

Fonte: La crisi suicida: riconoscerla e risolverla, raccomandazioni dell’Agenzia nazionale di accreditamento e valutazione della salute, Conferenza di consenso, 19 e 20 ottobre 2000

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18/10/2012

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