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Cefalee mattutine: sintomo di depressione?

Le cefalee mattutine colpirebbero quasi una persona su 13. Mentre i disturbi del sonno erano ritenuti fino a quel momento i principali responsabili, un nuovo studio europeo sostiene che questi dolori rappresentano un buon indicatore di depressione.

Cefalee e depressione
© Jupiter

Appena sveglia, sei colta da un dolore che conosci bene... Non sei sola: le cefalee mattutine sono le terribili e scongiurate compagne dei risvegli di tanti europei.

Disturbi del sonno e cefalee mattutine

Le cefalee mattutine sono generalmente associate a diversi disturbi del sonno: apnea ostruttiva nel sonno, russare in modo sonoro, bruxismo (digrignamento dei denti) o talvolta sindrome delle gambe senza riposo (agitazione e dolore degli arti inferiori). Tuttavia, un recente studio epidemiologico ha permesso di individuare nuovi fattori associati.
Un vasto sondaggio di portata europea 1 ha permesso di intervistare sul problema delle cefalee croniche 18.980 europei di età superiore ai 15 anni, che costituivano un campione rappresentativo di ben cinque paesi (Gran Bretagna, Italia, Germania, Portogallo e Spagna). Responsabile del centro di ricerca sull'epidemiologia del sonno della scuola di medicina dell'Università di Stanford (California), il Dr Maurice Ohayon ha proceduto alla valutazione delle cefalee mattutine, dei disturbi clinici, del consumo di farmaci psicoattivi (psicofarmaci), dei disturbi del sonno e dei disturbi psichiatrici di ciascuno dei partecipanti.
Da quanto emerso da questi lavori, la percentuale di persone che soffrono di cefalee mattutine croniche raggiunge il 7,6% (l'1,3% ne soffre tutti i giorni, il 4,4% spesso e l'1,9% qualche volta). Le donne sono generalmente le prime vittime (l'8,4% contro il 6,7% degli uomini), mentre la fascia di età compresa tra 45 e 64 anni è quella più colpita (9%).

I mal di testa mattutini nei depressi e negli ansiosi

I fattori più frequentemente associati alle cefalee croniche mattutine sono i disturbi d'ansia e quelli depressivi (28,5%) e le depressioni gravi (21,3%).
Anche se questa associazione resta ancora difficile da spiegare, gli autori
ritengono che la presenza dell'una potrebbe favorire l'insorgenza dell'altra. Ma tuttora, è impossibile sapere se questi dolori mattutini sono una manifestazione della depressione o se ne sono una delle cause.
Queste cefalee croniche sono anche state associate alle apnee ostruttive del sonno (15,2%), all'ipertensione (11%), ai disturbi muscolo-scheletrici (14,1%), all'utilizzo di ansiolitici (20,1%) o a un forte consumo di alcol (12,6%).
"Le cefalee croniche mattutine sono buoni indicatori di episodi depressivi e di insonnia importanti. Contrariamente a quanto era stato suggerito in precedenza, non sono specifiche alle apnee del sonno", conclude il Dr Ohayon. Questi disturbi mattutini sono più verosimilmente dovuti all'interazione di svariati fattori. La loro identificazione precisa in un prossimo futuro potrebbe condurre gli operatori sanitari a includere questi disturbi nel sondaggio clinico.

Meccanismi comuni tra emicrania e depressione?

Un precedente studio 2 aveva messo in evidenza una predisposizione all'emicrania in pazienti depressi e una tendenza alla depressione importante nelle persone soggette a emicrania. Ma anche in quel caso la spiegazione era ancora da stabilire... Tuttavia, è stata avanzata l'ipotesi sull'esistenza di un legame biochimico tra ansia e dolore di emicrania: i soggetti depressi e chi soffre di emicrania presenterebbero un'ipersensibilità dei recettori della serotonina, un neurotrasmettitore implicato nell'ansia e nella depressione, ma certamente anche nell'insorgenza del dolore dell'emicrania, per il tramite di fenomeni ancora poco conosciuti 3 . Tuttavia, questa ipotesi dovrà essere confermata da studi di più ampia portata.
Da un lato, la depressione è un fattore aggravante noto dei dolori provocati dall'emicrania. Dall'altro, il livello di disabilità sociale creato dall'emicrania può favorire l'insorgere della depressione. Per interrompere questo circolo vizioso, il primo passo rimane la consultazione. Se soffri di un mal di testa persistente o di crisi di emicrania, parlane al tuo medico curante. Oggi esistono cure efficaci per combattere queste due malattie.

1 - Arch Intern Med., 12 gen. 2004; 164(1): 97-102.
2 - Neurology, 22 apr. 2003; 60(8): 1308-12.
3 - Cephalalgia, 23 feb. 2003; 23(1): 29-34.

David Bême

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21/09/2015

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