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La morte di Lady D responsabile di numerose depressioni

Quindici anni fa sotto il ponte de l’Alma moriva Lady Di. Secondo uno studio australiano effettuato all’epoca, questa tragedia ha avuto un impatto molto importante sulla popolazione. Depressione, ansia, ma anche arresto delle attività lavorative hanno subito un forte aumento nei giorni subito dopo l’incidente.

Lady D causa di depressione
© Getty Images

31 agosto 1997. Il mondo apprende della morte della Principessa Diana. Al di là della commozione che ha suscitato, questo dramma ha avuto conseguenze gravi per molte persone. Almeno questo è quello che rivela uno studio condotto in Australia e svelato solo da poco tempo.

Il 25% di richieste di aiuto in più

Alcuni ricercatori delle università di Adelaide e di Flinders hanno tentato di valutare gli effetti psicologici di questo incidente. Hanno così inviato un questionario a più di 60 organismi di sostegno, centri di assistenza o centri di ascolto del sud dell’Australia allo scopo di esaminare le richieste di aiuto ricevute durante le tre settimane subito dopo il dramma.

Secondo questi lavori, almeno la metà di questi organismi ha constatato un aumento delle richieste. In media, le chiamate sono aumentate del 25%,ma in alcuni centriquesta percentuale ha raggiunto anche il 75%. Le persone provavano una grande tristezza che, in molti casi, si accompagnava a conseguenze più serie: ansia, depressione, abuso di alcol e farmaci e arresto del lavoro per molti giorni. Secondo la dottoressa Sheila Clark, una delle dirigenti dello studio, “queste conseguenze sono note come complicazioni di un dolore derivante da un lutto, e non sono specifiche. Tuttavia, alcuni organismi hanno segnalato persone che manifestavano anche sintomi fisici o avevano bisogno di consultare un medico”.

Ricomparsa di vecchi dolori

“Il fenomeno di dolore collettivo è stato già osservato dopo la morte di personalità eminenti come John F. Kennedy oItzak Rabin. È stato descritto come una manifestazione di simpatiadi gruppo verso una persona che è appena deceduta”, precisala dottoressa Clark. Ora, nel caso di Lady Di, l’impatto non sarebbe stato causato unicamente dalla simpatia da parte del pubblico. In realtà si spiegherebbe con la ricomparsa di antichi dolori per molte persone.In effetti, la maggior parte aveva vissuto un dramma simile:

• la morte di una persona giovane dell’età di Diana

• il decesso di una moglie (identificazione con Carlo)

• la perdita di un genitore (identificazione con William e Harry)

• un incidente d’auto

• un decesso mediatico

Si sono sentite toccate anche le persone che già soffrivano di ansia, o che avevano subito uno shock post-traumatico.Secondo gli autori, in questo caso, non si tratta di un fenomeno di massa, ma della riacutizzazione di dolori individuali.

Ma le circostanze della morte non sono le uniche a entrare in causa. La copertura mediatica e la personalità di Diana hanno di certo la loro parte di responsabilità, come fa notare la dottoressaClark: “la gente si è identificata in Diana perché era un modello ideale di persona che supera le maggiori difficoltà della vita (separazione dei genitori, rottura con il marito, morte del padre…). Lo studio evidenzia inoltrel’effetto della mediatizzazioneche, prima di allora,non era stato completamente valutato. L’annuncio di un disastro, di una guerra, di un incidente, avrebbe potuto colpire la gente in modo simile”.

Affrontare le prossimemorti di persone famose

Sebbene questo studio riveli l’impatto globale dovuto al decesso di Lady Di, non ne descrive con precisione tutti gli effetti. “Altre ricerche si rendono necessarieper poter determinare la gravità e la durata delle reazioni, oltre che le caratteristiche demografiche delle persone coinvolte”, aggiunge la dottoressa Clark. Sarebbe stato sicuramente interessante valutare gli effetti di questa mortein Gran Bretagna, naturalmente, ma anche in Francia: Lady Di era un’icona mondiale. Basta vedere le ripercussioni che il suo incidente ha avuto dall’altro lato del globo…

Questo studio, comunque, potrebbe essere di aiutoai centri di assistenza. Secondo i ricercatori dovrebbe facilitare la preparazione di piani d’azione, la formazione di consulenti, ecc. Altri decessi rischiano infatti di avere un impatto altrettanto importante, almeno nelle ex colonie britanniche, come sottolinea la dottoressa Clark:“il decesso della Regina Elisabetta susciterà reazioni simili a quelle della morte di Lady Di, e colpirà soggetti diversi. Per esempio coinvolgerà lepersone che avranno vissuto la perdita di un genitore anziano, ecc.”. Per fortuna, a 80 anni suonati,la Regina è ancora in splendida forma…

Alain Sousa

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24/09/2012

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