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Quando fumare procura tristezza

La lista dei problemi legati al tabagismo si allunga. La sigaretta non si accontenterebbe più di farci venire le rughe, provocare bronchiti e tumori, indurre dipendenza, ma contribuirebbe anche a far scendere il morale sotto i piedi. Almeno a dar retta a uno studio condotto tra gli adolescenti dai dottoriElizabethGoodman e John Capitman.

Depressione e fumo
© Getty Images

Da anni, ormai, i medici sanno che tanti fumatori sono depressi.Per questo motivo lo svezzamento da fumo deve essere fatto con infinita precauzione e non di rado ad alcuni “intossicati” si consiglia di rimandare questo momento difficile e di metterlo in pratica in un periodo più propizio della loro vita. Per gli adulti che vogliono smettere di fumare l’assunzione di antidepressivi può essere talvolta necessario per aumentare le possibilità di successo.

Contro i pregiudizi

Tuttavia, le conclusioni dello studio a cui sono giunti i medici americani Goodman e Capitman dell’università di Cincinnati (Ohio) e dell’universitàBrandeis di Waltham (Massachussetts), vanno controcorrente rispetto ai pregiudizi*. Per questi ricercatori, non si fumerebbe perché si è depressi ma si diventerebbe depressi perché si fuma. Un’idea finoa oggi piuttosto originale.

Inchiesta tra gli adolescenti americani

Per dimostrarlo, gli scienziati hanno utilizzato i dati raccolti nel 1995 e nel 1996 negli Stati Uniti nell’ambito di uno studio nazionale sulla salute degli adolescenti. Per un anno hanno osservato le relazioni tra depressione e tabagismo. Da una parte, tra gli 8704 adolescenti non depressi, si è studiato se coloro che lo diventavano, erano inclini a iniziare a fumare. Dall’altra, tra i 6947 giovani considerati non fumatori, si è tentato di stabilire se coloro che cedevano alla sigaretta fossero più soggetti a una depressione.

I fumatori quattro volte più depressi

I risultati di questi studi sono chiari. Il tabagismo si è rivelato essere il parametro che maggiormente aumenta la probabilità di sviluppare una depressione. Dopo un anno di osservazione gliadolescentiinizialmente non depressi che si sono messi a fumare sono diventati vittime della malattia quasi quattro volte di più degli altri giovani. Inoltre, se il 4,8% dei non fumatori è diventato depresso durante l’inchiesta, la percentuale ha raggiunto il record del 12% tra i giovani che fumavano già un pacchetto di sigarette al giorno all’inizio dello studio.

La depressione non porta al tabagismo

L’analisi dei risultati osservati tra i 6947 adolescenti non fumatori ha invece rivelato che la “depressione” non porta a diventare “dipendenti”. In effetti, gli adolescenti inizialmente depressi non avevano maggiori possibilità degli altri di diventare fumatori regolari.

Come agisce la sigaretta?

Resta da capire in che modo la sigaretta provoca i suoi effetti nefasti sullo psichismo. Si sa già che alcuni antidepressivi aumentano l’efficacia dello svezzamento da fumo. Perciò gli studiosi avanzano l’ipotesi secondo cui la nicotina o le altre sostanze tossiche presenti nel tabacco potrebbero favorire la comparsa di sintomi depressivi.Questa possibilità non sembra, a prima vista, così campata in aria. Come la maggior parte delle altre droghe, la nicotina si fissa sui recettori sinaptici nel cervello e provoca modifiche del metabolismo all’interno del sistema nervoso centrale.L’argomento andrebbe dunque approfondito.

Dott.ssa Corinne Tutin

* Pediatrics, ottobre 2000, vol. 106, n° 4, pp. 748-755

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24/09/2012

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