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Che cos'è la depressione?

Lo stato depressivo è un disturbo dell'umore accompagnato da tristezza e sofferenza interiore. La depressione si presenta con intensità variabile, dalla demoralizzazione fino alla disperazione profonda. Non si tratta di una debolezza di carattere né di una "mancanza di volontà". Si ignora quale sia esattamente il meccanismo della depressione, ma con ogni probabilità consiste in un'interferenza di natura chimica a livello del cervello, che comporta un disequilibrio biologico dell'umore così come delle funzioni intellettuali e fisiche. La diminuzione nel cervello del livello di una molecola chimica, la serotonina, e forse anche di altre molecole, potrebbe rivestire un ruolo importante.

Che cos'è la depressione?
© Getty Images

Cause e fattori di rischio

Ancora si ignorano le cause esatte della depressione. Nonostante ciò, è possibile individuare una serie di fattori che ne favoriscono la comparsa.

  • I fattori personali: i precedenti familiari o personali di depressione e un'organizzazione di personalità nevrotica rappresentano fattori di rischio. Il consumo di droghe o alcol può avere un effetto scatenante;
  • I fattori legati all'ambiente: il sovraffaticamento, la mancanza di sonno, le esperienze frustranti e la solitudine possono favorire una depressione;
  • I fattori genetici: potrebbe esserci una predisposizione genetica all'origine della depressione endogena.

Classificazione

Gli psichiatri distinguono diverse sindromi fra gli stati depressivi:

  • la melanconia (psicosi maniaco-depressiva o depressione endogena);
  • gli stati depressivi esogeni nevrotici o reattivi;
  • gli stati depressivi atipici;
  • gli stati depressivi nel corso dell'evoluzione di una psicosi cronica;
  • gli stati depressivi cosiddetti secondari: alcol, corticoidi, infezioni, traumi, tumori cerebrali...

Le depressioni endogene

Sono rappresentate dalla depressione melanconica o crisi di melanconia che rientra in una psicosi maniaco-depressiva unipolare o bipolare. Il soggetto si radica nella depressione senza causa apparente. Se si tratta di una psicosi maniaco-depressiva bipolare, gli stati depressivi si alternano a stati maniacali (iperattività e sbalzi di umore improvvisi in cui il soggetto oscilla da un'incontenibile euforia ad attacchi di collera...).

Le depressioni esogene

Sono le depressioni più frequenti, note come depressioni nevrotiche o reattive.

Il paziente è depresso in concomitanza con un evento esterno. Tuttavia, la reazione del soggetto è più dolorosa rispetto a quella di un'altra persona. Sarà il paziente a stabilire la relazione tra l'evento scatenante e l'attacco di depressione.

Le depressioni sintomatiche o associate

Sono l'espressione clinica talvolta dominante di un'affezione:

  • mentale: schizofrenia distimica (depressione atipica);
  • cerebrale: malattia di Parkinson, tumore cerebrale;
  • tossica: farmaci, tossicomania...

Alcune sindromi depressive sono particolari:

  • la depressione mascherata, in cui il paziente lamenta disturbi somatici vari;
  • le depressioni monosintomatiche (un solo sintomo);
  • gli equivalenti depressivi: alcolismo episodico, abuso di barbiturici, astenia, disturbi sessuali...
  • la depressione essenziale, che colpisce soggetti la cui struttura della personalità non è né nevrotica né psicotica. Si tratta di personalità borderline, che spesso presentano scompensi in modo depressivo.

I sintomi della depressione

L'umore depresso

È accompagnato da una visione pessimistica del mondo e di se stessi e da disinteresse. Lo stato di avvilimento è frequente: il paziente si rimprovera di non avere abbastanza volontà, quando invece questa è appunto inibita dalla malattia. Il depresso si sente colpevole e inutile, e spesso ha difficoltà a prendere decisioni.

La tristezza non è depressione. Si tratta di uno stato affettivo inerente alle difficoltà psicologiche riscontrate da qualunque individuo. Non è patologica quando è legata a un evento doloroso o conseguente a una perdita d'oggetto (lutto, fallimento, separazione) e quando si attenua spontaneamente con il passare del tempo. Le capacità di adattamento del soggetto permettono un riequilibrio affettivo e un investimento in altri centri di interesse. Il depresso è invece incapace di trovare questo riassesto.

L'inibizione

Si tratta di una diminuzione dello slancio vitale, dell'energia, dei processi intellettuali e del dispendio fisico, passando dalla spossatezza e dal rallentamento all'arresto totale delle attività. Il paziente ha difficoltà a concentrarsi, a riflettere e a reagire, finendo così per esacerbare il suo stato di avvilimento

L'ansia

È spesso presente negli stati depressivi e talvolta può essere il segnale primario. Condiziona in parte l'importanza dei disturbi del sonno e dell'intensità dei pianti, e facilita il passaggio all'atto suicida.

I disturbi somatici

  • Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia);
  • Anoressia, dimagrimento o al contrario aumento di peso, stipsi;
  • Disturbi sessuali, calo della libido;
  • Irritabilità.

La depressione maggiore (endogena o depressione malinconica)

I sintomi della malattia

L'attacco malinconico vero e proprio nel contesto di una psicosi maniaco-depressiva unipolare (la depressione è isolata) o bipolare (gli episodi depressivi sono seguiti da episodi di eccitazione maniacale). Talvolta vengono riscontrati precedenti personali o familiari.

Non esistono fattori di rischio scatenanti all'origine della depressione.

Tutti i sintomi della sindrome depressiva sono presenti e di intensità estrema. La sofferenza morale è intollerabile; è accompagnata da una sensazione di catastrofe imminente, di indegnità, di incurabilità, di incapacità, di colpevolezza e da pensieri di morte. Il rallentamento psicomotorio è sorprendente: può arrivare a paralizzare il paziente in un'inerzia o in un mutismo totali.

L'ansia è più o meno accentuata. Talvolta è responsabile di uno stato stuporoso (stato di impossibilità di movimento) o, al contrario, provoca una forte agitazione psicomotoria con elevato rischio di raptus suicida. L'insonnia è predominante.

Esistono forme deliranti con fenomeni allucinatori. Un delirio ipocondriaco, forme confusionali e confuso-deliranti possono delineare quadri di demenza. Le forme mascherate sono più difficili da diagnosticare: equivalenti somatici (anoressia isolata) o psichici (disturbi isolati e recenti del carattere, comparsa di fobie isolate...).

Per formulare la diagnosi di episodio depressivo maggiore, è possibile ricorrere alla classificazione americana dei disturbi mentali riassunta qui di seguito:

1. Umore depresso e/o diminuzione accentuata dell'interesse o del piacere per pressoché qualunque attività praticamente durante tutta la giornata e quasi ogni giorno, segnalati dal soggetto oppure osservati dagli altri nel corso di almeno 2 settimane con:

2. Almeno 4 dei sintomi seguenti:

  • significativo aumento o perdita di peso, pur in assenza di dieta;
  • pensiero ricorrente di morte, idee suicide o tentativo di suicidio;
  • insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno;
  • spossatezza o perdita di energia quasi ogni giorno;
  • sentimento di indegnità o di colpevolezza eccessiva tutti i giorni;
  • diminuzione dell'attitudine a pensare o a concentrarsi.

3. Assenza di fattore organico che scateni o alimenti la sindrome.

4. Assenza di idea delirante o di allucinazione per 2 settimane prima o dopo i sintomi timici.

5. Non si tratta di una reazione normale alla morte di una persona cara.

L'attacco malinconico rientra nel quadro delle psicosi poiché nella sua semeiotica comporta una perdita di contatto con la realtà ed elementi deliranti.

Trattamento

Attualmente le terapie permettono un decorso favorevole in 3-5 settimane. L'assunzione dei farmaci antidepressivi deve tuttavia essere proseguita per diverse settimane dopo la stabilizzazione dell'umore e il paziente deve essere controllato regolarmente per individuare l'eventuale passaggio a uno stato di eccitazione maniacale.

Alla regressione dell'attacco, si valuta il trattamento preventivo con i sali di litio.

La melanconia è estremamente sensibile alle cure moderne e non lascia postumi invalidanti. Anche se lo specialista può rilevare una particolare fragilità psichica in questi pazienti, in genere quest'ultima non impedisce un buon adattamento socioculturale e affettivo.

Le depressioni esogene

Le depressioni esogene (nevrotiche e reattive) sono meno gravi rispetto alla depressione malinconica.

Gli elementi seguenti sono indizio di depressioni esogene:

  • l'esistenza di un fattore scatenante;
  • l'assenza di fattori ereditari;
  • il mantenimento del contatto con la realtà;
  • una richiesta di aiuto presente da molto tempo;
  • l'assenza di elemento delirante.

Tuttavia, la diagnosi è spesso difficile da formulare perché talune depressioni nevrotiche sono caratterizzate dall'andamento delle depressioni malinconiche.

Un tempo chiamata neurastenia e in seguito psicastenia, la depressione nevrotica è caratterizzata da una diminuzione o una scomparsa di autostima. Questo fenomeno può assumere diversi nomi: senso di colpa, vergogna, rimorso, rimpianto, nostalgia, sentimento di abbandono e di solitudine... Questa svalutazione di sé è causata dall'interpretazione tendenziosa, ovvero depressiva, di una frustrazione da parte del paziente.

Il paziente depresso prova una sensazione di abbattimento morale; si lascia sopraffare dal sentimento dell'inutilità del tutto, dell'ostilità verso di lui da parte del mondo che lo circonda. Ciò provoca in lui un'estrema spossatezza, conseguenza del dispendio di energia a cui lo costringe la lotta che conduce contro il progredire della depressione. Esausto, sofferente di insonnia o, al contrario, con un maggiore bisogno di dormire, può arrivare persino al suicidio.

I segnali della malattia

L'aspetto abbattuto esprime la tristezza, la vulnerabilità e l'instabilità affettiva, di cui sono testimoni le lacrime trattenute o i pianti. Un abbigliamento meno curato rispetto al solito, senza comunque essere trasandato, e la mancanza di trucco sono alcuni indizi confermati dalle parole del paziente. Tutti questi segnali sono espressione di disturbi dell'umore, dell'inibizione psicomotoria, dell'ansia e del rallentamento fisico portati dalla depressione. I pensieri suicidi possono essere presenti, ma il passaggio all'atto vero e proprio è relativamente raro.

Nella maggioranza dei casi, lo stato depressivo ha una relazione diretta con un evento, con una situazione traumatizzante o vissuta come tale, o con il ripetersi di stress di minore intensità. Una situazione di lutto, le grandi catastrofi, il senso di insicurezza permanente di certe regioni del mondo possono essere la causa di depressioni reattive. Anche i problemi coniugali gravi o socio-professionali in un contesto particolare (crisi del lavoro...) sono forieri di queste depressioni.

Il trattamento

Il decorso sotto trattamento antidepressivo porta perlopiù benefici nel giro di 10-20 giorni. Il trattamento viene proseguito come cura di mantenimento per 3-6 mesi e modificato in funzione del caso.

Alla regressione dell'episodio depressivo può essere proposto un sostegno psicologico al paziente la cui organizzazione nevrotica della personalità è accessibile alla psicoterapia.

La depressione mascherata

Alcune depressioni si evolvono manifestando i segnali di altre patologie. Si tratta delle depressione mascherate, spesso difficili da diagnosticare.

Il paziente può rivolgersi a un medico per:

  • un'astenia (stanchezza) importante, associata ad ansia e irritabilità;
  • una mancanza di appetito o disturbi digestivi;
  • disturbi del sonno: insonnia da addormentamento, risvegli notturni ripetuti e precoci al mattino con la sensazione di un sonno non ristoratore;
  • palpitazioni, dispnea, dolori al petto;
  • dolori alla schiena;
  • calo del desiderio, frigidità o impotenza.

Altri pazienti manifestano le loro difficoltà con equivalenti depressivi di ordine psichico:

  • comparsa recente di disturbi del carattere : ansia, irritabilità, difficoltà di adattamento scolastico o professionale...
  • sintomi di carattere nevrotico apparsi di recente : idee ossessive, fobie, preoccupazioni ipocondriache...
  • riduzione delle capacità intellettuali: difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria...
  • quadro di deterioramento mentale in una persona anziana;
  • comparsa recente di condotte tossicomaniche: alcol, barbiturici, tranquillanti...

La depressione del bambino e dell'adolescente è difficile da diagnosticare perché spesso mascherata. Come nel caso dell'adulto, è possibile rilevare disturbi del carattere (irritabilità), del sonno o dell'alimentazione. Un peggioramento dei risultati scolastici può essere un segnale di allarme.

La depressione da esaurimento

La depressione da esaurimento è caratterizzata da un'astenia predominante in un contesto particolare. Può essere concomitante a depressioni reattive della mezza età.

Si manifesta in soggetti iperattivi, senza precedente psichiatrico, ben integrati sul piano professionale, spesso con ruoli di responsabilità, colpiti da traumi affettivi ripetuti.

Si distinguono 3 fasi.

  • La fase iniziale è contraddistinta da un'iperattività, da una suscettibilità crescente con irritabilità e impulsività, e da disturbi del sonno. Questi sintomi precedono di poco i disturbi intellettuali, con difficoltà di concentrazione, perdita della memoria e riduzione della capacità d'iniziativa, che fanno aumentare l'ansia nel paziente così come il suo senso di incapacità e di fallimento.
  • La seconda fase è caratterizzata da disturbi fisici, di tipo funzionale, nella sfera cardiovascolare, digestiva e cerebrale con ripercussioni sul sistema neurovegetativo. Il sentimento di fallimento cresce, lo scoraggiamento guadagna terreno e compaiono nosofobie.
  • La terza fase è realmente depressiva. È dominata da uno stato di avvilimento sotteso da rimuginamenti peggiorativi sulle proprie capacità e da un'astenia predominante. L'elemento scatenante è spesso uno choc affettivo insignificante, da un'affezione somatica priva di gravità, dalla partenza di un membro della famiglia o di un collega di lavoro.

L'assenza di antecedente psichiatrico e la personalità normale del soggetto sono tipici. Spesso il paziente spiega lui stesso la comparsa di questa grande spossatezza con un sovraffaticamento eccessivo, ma allo stesso tempo si dice sorpreso, dispiaciuto di non essere riuscito a sopportarlo.

Gli psichiatri hanno riconosciuto una nuova forma di depressione: la depressione stagionale o disturbi affettivi stagionali (in inglese "seasonal affective disorders " o SAD). I pazienti sono perlopiù donne intorno ai 35 anni.

Gli episodi depressivi fanno in genere la loro comparsa tra ottobre e dicembre, e durano circa 3 o 4 mesi. La sindrome si manifesta tramite tristezza, rallentamento psicomotorio e stanchezza a volte notevoli, ma soprattutto tramite ipersonnia e iperafagia con un desiderio irresistibile di cibi ricchi di glucidi (che provocano un aumento di peso variabile, dai 2 ai 5 chili). Si tratta di un bisogno di nutrirsi per avere più energia o per non sentire freddo. Il sonno è agitato e non ristora, malgrado la sua durata (9 o 10 ore). Insorge spesso un calo della libido.

In primavera, i pazienti sono di nuovo pieni di energia e smettono di mangiare in maniera eccessiva. Questi soggetti riferiscono dell'effetto benefico dei viaggi verso il sud, mentre i sintomi si aggravano quando si dirigono verso nord. L'attrazione verso la luce è notevole.

I fattori meteorologici non sembrano essere coinvolti (temperatura, pioggia, cielo nuvoloso). Nemmeno gli eventi della vita (compleanno, ritorno a scuola, fine dell'anno, evento individuale) sembrano essere responsabili. Il fattore fondamentale sarebbe il soleggiamento (e quindi la latitudine). In quest'ottica, è stato proposto il trattamento con fototerapia: la durata va dai 3 ai 7 giorni, la ricaduta può avvenire 3-4 giorni dopo l'interruzione dell'esposizione. Il trattamento ha luogo in un presidio ospedaliero o a domicilio e richiede un check-up oculistico completo preliminare.

Le modalità sono precise: intensità della fonte luminosa, durata dell'esposizione, tipo di fonte luminosa, numero di sedute (da 10 giorni a 3 mesi), orari del trattamento.

La modalità di applicazione di questo trattamento è controversa, ma nel complesso è ben tollerata.

Le depressioni da farmaci

Una depressione è detta da farmaci, o iatrogena, quando compare nel corso di una cura la cui azione farmacologica ha svolto un ruolo determinante.

Tra i farmaci responsabili:

  • i neurolettici: butirrofenonifenotiazine;
  • barbiturici;
  • le benzodiazepine;
  • le anfetamine;
  • alcuni anti-ipertensivi (metildopaclonidinarilmenidina e certi beta-bloccanti);
  • gli estroprogestinici;
  • i corticosteroidi;
  • gli antitubercolotici;
  • inibitori calcicidigitaliciFANScimetidina...

La cura della depressione

In tutti i casi, il paziente depresso ha interesse a consultare un medico (generico, poi eventualmente uno specialista), che lo aiuterà a scegliere la cura più adatta al suo caso. Non bisogna avere vergogna di rivolgersi a un medico per una depressione e, soprattutto, non si deve esitare a chiedere aiuto a uno specialista.

Contro la depressione esistono cure efficaci. Possono essere basate sulla psicoterapia e/o sui farmaci. Il tipo di trattamento deve essere concordato insieme al paziente. Dura in media 6 mesi e avviene a livello ambulatoriale. I casi più gravi vengono invece trattati in ospedale.

I farmaci

Gli antidepressivi agiscono sui neurotrasmettitori a livello cerebrale. Si ritiene in genere che aumentino le quantità di neurotrasmettitori (in particolare la serotonina), permettendo così di ristabilire l'equilibrio chimico stravolto nella fase depressiva. In genere agiscono nel giro di 10-15 giorni, quindi bisogna aspettare di avere seguito la cura per almeno 2 o 3 settimane prima di valutare l'efficacia di una molecola.

Uno dei loro primi effetti è quello di eliminare l'inibizione (prima di procedere al trattamento dell'umore depresso), che paradossalmente può favorire il passaggio all'atto suicida. È per questa ragione che all'inizio della cura viene spesso prescritto un ansiolitico in associazione con l'antidepressivo.

Gli antidepressivi sono suddivisi in diverse classi:

  • gli inibitori della ricaptazione della serotonina, che attualmente sono i più prescritti;
  • gli inibitori della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina;
  • gli antidepressivi triciclici;
  • gli IMAO: hanno svariati effetti indesiderati e proibiscono il consumo di certi alimenti, in genere non vengono prescritti se non dopo il fallimento di altre terapie;
  • vengono anche impiegati altri antidepressivi. Si tratta di farmaci con meccanismi di azione vari: sono imparentati con i triciclici o esercitano un'azione centrale.

Oltre agli antidepressivi vengono spesso impiegate altre molecole:

  • degli ansiolitici sono spesso associati agli antidepressivi, soprattutto all'inizio della cura;
  • i neurolettici sedativi usati a scopo ansiolitico sono prescritti in dosi variabili in funzione delle reazioni individuali e del decorso;
  • gli ipnotici (sonniferi) permettono di correggere i disturbi del sonno.

Sono necessari in media 6 mesi di cura, perché l'interruzione troppo repentina favorisce le ricadute e le recidive.

Nella psicosi maniaco-depressiva, i sali di litio sono utilizzati dopo un check-up e sotto controllo dei dosaggi ematici regolari.

La psicoterapia

Si tratta di un trattamento basato sul principio di colloqui regolari. Può durare da qualche mese a qualche anno. Può essere praticata da un medico psichiatra, da uno psicologo e da uno psicanalista, medico oppure no.

Implica una presa di coscienza e un tentativo volontario da parte del depresso. Permette di sostenere psicologicamente il paziente durante l'episodio depressivo e di aiutarlo a comprendere meglio la sua depressione. In questo modo previene altresì le recidive. Una psicoterapia isolata può essere sufficiente in certe depressioni lievi, mentre in altri casi andrà associata agli antidepressivi.

Esistono numerose modalità tecniche, i cui tipi di azione variano (psicoterapia analitica, psicoterapia comportamentale, terapia di gruppo…).

L'elettroshock (sismoterapia o terapia elettroconvulsivante)

È utile nelle depressioni gravi o deliranti, così come nelle depressioni di un soggetto molto anziano, per il quale gli antidepressivi sono controindicati. Oggi effettuato sotto anestesia breve e curarizzazione (ovvero la somministrazione di curaro o di curarici allo scopo di ottenere un completo rilassamento muscolare), l'elettroshock non avviene più in condizioni spiacevoli. La risposta è positiva nel 95% dei casi. Tuttavia, si possono riscontrare disturbi della memoria, che spariscono completamente in pochi giorni.

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16/08/2012
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