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La malinconia, una malattia a tutti gli effetti

Oltre allo spleen degli artisti, la malinconia è una vera e propria malattia, una condizione di depressione estrema che può mettere a repentaglio la vita. È frequente nei disturbi bipolari dell'umore (conosciuti in passato col nome di disturbi maniaco-depressivi). Scopriamo insieme questo disturbo dell'umore spesso sottovalutato.

La malinconia, una vera malattia
© Getty Images

No, la malinconia non è semplicemente lo spleen (parola inglese che indica un particolare stato d'animo, fatto di tristezza, disperazione, incapacità di avere un rapporto attivo con il mondo esterno, di angoscia esistenziale) che si ritrova negli artisti. Si tratta di una malattia a tutti gli effetti.

La malinconia, un malessere profondo

La parola malinconia deriva dal greco "melas kholê", che significa "bile nera": fin dall'antichità si pensava che l'eccesso di questa bile avvelenasse i pazienti, li rendesse infelici e depressi. All'inizio dell'era cristiana, la malinconia venne addirittura demonizzata. Era associata alla pigrizia. Ma durante il Rinascimento, questa tristezza inizia a essere valorizzata, celebrata dagli artisti che sembravano trovare in essa la loro fonte di ispirazione. Nel XX secolo, la malinconia torna ad assumere un significato medico, in particolare sotto l'egida di Freud, designando la forma più grave di depressione. E, lungi dall'essere associata a un sentimento positivo, la malinconia descrive un disturbo grave in cui possono moltiplicarsi i pensieri suicidi e i passaggi all'atto pratico.

Malinconia e depressione estrema

Il soggetto malinconico presenta tutti i segni della depressione in modo esacerbato. Tuttavia, è possibile sottolineare diversi aspetti specifici:

  • una disperazione intensa, un vero e proprio dolore morale. Questo disturbo è spesso associato a importanti problemi di insonnia;
  • un sentimento importante di autosvalutazione: il malato perde completamente la stima in se stesso, è convinto di essere un buono a nulla, di non servire a niente, di non avere mai realizzato qualcosa di buono, di avere sprecato la sua esistenza, ecc. Prova un'ansia e soprattutto un forte senso di colpa, rendendosi responsabile di diversi mali (spesso immaginari);
  • un forte rallentamento generale: stanchezza, demotivazione… il malato non ha più la forza di iniziare nulla. Non esce più fuori da se stesso…;
  • un rischio di suicidio molto elevato: infatti, il rischio di passare all'atto è molto forte nel malinconico.

Come nella depressione, i malati si sentono scoraggiati, lo slancio vitale viene meno completamente. Poco alla volta, smettono di investire nella vita sociale e professionale…Si può distinguere la malinconia o l'apatia predominante e quella in cui i sentimenti prevalenti sono l'ansia e il senso di colpa.

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04/05/2010

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