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L'ossessione della magrezza: l'anoressia

L'anoressia mentale sembra ridursi a una storia di peso. Eppure si tratta di una malattia a tutti gli effetti, indice di un disturbo psicologico profondo. Viene curata tanto meglio quanto più viene riscontrata precocemente. Facciamo il punto su questo disturbo del comportamento alimentare...

L'ossessione della magrezza
© Getty Images

Molte adolescenti sentono di avere problemi di peso. Per alcune, questa diventa una vera e propria ossessione, che le fa scivolare nel baratro, quello dell'anoressia.

Dimagrire a tutti i costi

Le anoressiche cercano di limitare la loro alimentazione con l'obiettivo di perdere peso, quando invece sono già snelle, se non addirittura magre. La quantità di cibo che consumano è bassa in modo anormale, mentre molti alimenti, in particolari i grassi e i prodotti zuccherati, sono totalmente estromessi dalla loro dieta. Queste restrizioni alimentari possono essere associate alla potomania, ossia a un consumo eccessivo di acqua e all'assunzione di lassativi per mantenere il controllo del peso. Alcune anoressiche soffrono anche di crisi di bulimia durante le quali, senza controllo, trangugiano in pochissimo tempo e senza alcun piacere una quantità enorme di cibo.
Nella maggior parte dei casi, dopo averlo fatto finiscono per vomitare.

Quali sono le conseguenze dell'anoressia mentale?

Un dimagrimento eccessivo sfocia in una denutrizione con la conseguente perdita di massa muscolare. Questa situazione può avere conseguenze sul funzionamento cardiaco (il cuore è un muscolo), caratterizzate da disturbi del ritmo e da ipotensione arteriosa. I soggetti anoressici vivono una condizione costante di ipotermia, avvertendo sempre molto freddo. Dal punto di vista digestivo, l'evacuazione degli alimenti dallo stomaco e il transito intestinale rallentano, la qual cosa finisce per rafforzare la mancanza di appetito. Le difese immunitarie si abbassano, con un aumento del rischio di infezione. Quando l'indice di massa corporea scende al di sotto di 13, la denutrizione è molto grave, al di sotto di 11, è in gioco la vita.

Si guarisce dall'anoressia mentale?

Almeno un terzo delle anoressiche ne esce bene, ritrovando un peso normale e risultando immune dai disturbi psicologici. Un secondo terzo conserva anomalie del comportamento alimentare, ancora troppe restrizioni o episodi bulimici, con un malessere persistente e una vita affettiva difficile. L'ultimo terzo evolve male, verso una denutrizione grave e una depressione cronica. Oltre i 10 anni di evoluzione della malattia, decedono dal 5 al 15% dei malati, mentre il 20% muore dopo 20 anni. Questi dati sono inquietanti? Tuttavia, a partire dal 1980, i disturbi del comportamento alimentare sono sempre meglio conosciuti e trattati dai medici curanti, dagli psichiatri, dai medici generici e dai nutrizionisti. Dobbiamo, quindi, essere attenti ai segnali che ci inviano le persone che vivono accanto a noi: più la presa in carico è precoce, più è efficace!

 

Florence Daine

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04/05/2010

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