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Siti pro-ana: i pericoli della rete

Siti e blog che intessono l'elogio della magrezza estrema, che ritoccano le foto per far apparire le modelle più magre. Internet è il mezzo attraverso cui alcuni adolescenti condividono il loro malessere e i disturbi del comportamento alimentare. Ma questi siti sono diffusi? Quali sono i rischi reali di Internet per gli adolescenti fragili? Ecco una panoramica sull'argomento.

Siti pro-ana: i pericoli della rete
© Getty Images

Siti personali che elogiano l'anoressia, blog che veicolano come ideale la magrezza estrema. Questo fenomeno, apparso negli Stati Uniti, è recentemente approdato anche in Italia. Su questi siti si trova l'elogio dell'Ana, soprannome attribuito all'anoressia e di Mia, la bulimia. Qui si possono sfogliare intere gallerie fotografiche di star, una più magra dell'altra: Marie-Kate e Ashley Olsen, Kate Moss, Nicole Richie, Kate Bosworth, Keira Knightley e molte altre. Queste gallerie sono battezzate dai loro autori "Thinspiration", contrazione inglese dei termini magrezza e ispirazione.
D'altronde, alcune non esitano a ritoccare queste foto per accentuare la loro magrezza. In questi blog si trovano anche ricette per dimagrire o trucchi per indursi il vomito. Alcune persone hanno anche creato dei forum di discussione, protetti da password, dove possono ritrovarsi liberamente per pubblicare le loro foto e inserire gli e-ticker per seguire i progressi del loro dimagrimento, con traguardi pericolosi come 40 kg.

L'espressione di una disperazione

Queste iniziative sono le azioni pericolose di criminali che vogliono trasformare tutte le adolescenti in scheletri? Per Virginie Megglé, psicanalista e con trascorso di anoressia, autore di un libro sull'argomento, occorre guardare questi siti per quello che sono: "Sono soprattutto gli appelli di adolescenti che si sentono rifiutate e che cercano di considerarsi malate. Vogliono trasformare la loro anoressia in norma per sottrarsi al ricovero ospedaliero, ai genitori. Questi siti sono soprattutto l'espressione di una disperazione". Un po' come un alcolizzato o un drogato che cerca di trascinare gli altri nella sua dipendenza per non affrontare il problema che lo affligge.

Vietare o no?

In seguito al battage mediatico sui pericoli di questi siti, i web host ne hanno chiuso la maggior parte per cui oggi è difficile trovare un sito italiano che faccia l'apologia della magrezza. mentre invece i siti anglosassoni rimangono numerosi. "Riuscire a oscurare i trecentomila siti che ci sono in Italia", siti nei quali si indugi alla rappresentazione di corpi filiformi, pagine nelle quali si celebri la denutrizione sistematica. È questo uno degli obiettivi di una proposta di legge presentata alla Camera da Beatrice Lorenzin, Manlio Contento ed Enrico Costa (PDL). I relatori si propongono di contenere la diffusione di malattie e disturbi dell'alimentazione agendo su coloro che si facciano latori di incoraggiamenti a intrattenere con il cibo rapporti patologici. Anche in Francia, la psicanalista Virginie Megglé, specializzata nei disturbi di alimentazione, lancia un monito: "Queste ragazze sono già rifiutate dalla società o si sentono già abbastanza escluse; ritengo che non occorra stigmatizzarle ancora di più.Tanto più che se si vieta questa modalità espressiva, si sa bene che questo fenomeno comparirà nuovamente, magari in una forma ancor più nefasta. Vietarli servirà solo a mettere la coscienza a posto ai politici, ma non aiuterà a risolvere il problema. Non è i siti pro-ana che dobbiamo attaccare, ma l'anoressia! In compenso, è importante mettere in guardia le adolescenti sui pericoli di questi siti".

Effetto perverso

Da sottolineare il pericolo dei siti "anti-ana" che, con il pretesto di denunciare la magrezza, pubblicano online regimi alimentari per anoressiche, regole della magrezza o foto… e che, alla fine, ottengono l'effetto inverso a quello perseguito. Questi siti possono anche elogiare la magrezza loro malgrado: la maggior parte si occupa di regimi alimentari e diete estreme seguite dalle anoressiche. Ma le pubblicità associate sono sensibili a queste parole chiave e propongono in modo praticamente esclusivo alcuni regimi alimentari, un paradosso identico a quello delle riviste che denunciano l'anoressia e quattro pagine più in là inseriscono un reportage sulle sfilate di moda.

Gruppi di sostegno

Tuttavia, non bisogna neppure demonizzare il Web, al contrario: la maggior parte dei siti e dei blog sono anzitutto realizzati da adolescenti vittime di anoressia, che raccontano il loro calvario, la loro sofferenza quotidiana. Esprimono principalmente la volontà di uscire da questa situazione. È quanto sottolinea Virginie Megglé: "Questi siti permettono di fare ascoltare un'altra parola, lontano dal discorso medico". Sui forum di discussione si formano spesso gruppi di sostegno che aiutano le giovani a uscire da questa spirale infernale. Virginie Megglé sottolinea persino gli aspetti positivi di Internet e dei forum di discussione: "Per le adolescenti che non accettano il loro corpo, Internet permette di parlare senza affrontare lo sguardo degli altri". Un metodo questo per non chiudersi in se stesse, per riprendere contatto con il mondo esterno e per uscire da questo girone dantesco.

Alain Sousa

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04/05/2010

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