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L'ansia e gli attacchi di panico
 
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Che cos'è l'ansia?

Si tratta di un disturbo emozionale che si manifesta con un sentimento d’insicurezza. L’ansia è caratterizzata da un sentimento di apprensione, di tensione, di disagio, di terrore di fronte a un pericolo di natura indeterminata. Spesso il paziente ne parla in termini di nervosismo e preoccupazione. Si deve tuttavia disinguere l’ansia da una normale reazione di paura che si ha davanti a una minaccia reale.

Che cos'è l'ansia?
© Getty Images

Va distinto il panico (che si manifesta con crisi periodiche) dall’ansia permanente (disturbo di ansia generalizzata, o nevrosi di angoscia), che colpisce i soggetti in modo duraturo.

È importante fare questa distinzione perché i trattamenti sono diversi. Il disturbo di panico si cura prevenendo le crisi con gli antidepressivi, mentre per l’ansia generalizzata vengono utilizzati i classici tranquillanti.

I disturbi d’ansia sono frequenti, riguarderebbero ogni anno dal 2% all’8% della popolazione adulta e sarebbero più frequenti nelle donne. L’età media in cui compaiono i primi sintomi si situa tra i 20 e i 30 anni.

I segnali della malattia

L’ansia può essere normale, persino necessaria nella vita, per la sua funzione adattativa, oppure, al contrario, può essere patologica e invalidante. Il confine tra una normale reazione ansiosa che mobilita il soggetto per fargli affrontare una situazione difficile e l’ansia patologica è molto sottile.

In genere la si considera ansia normale quando il soggetto può tollerarla, controllarla, quando non la percepisce come una sofferenza eccessiva, non ha effetti sulla sua vita quotidiana ed è poco somatizzata. L’ansia normale è un’esperienza che abbiamo vissuto tutti: paura prima di un esame, preoccupazione per la salute di un genitore, angoscia per un incidente, per catastrofi... In questi casi l’ansia è un’emozione utile. Si tratta di una risposta psicologica allo stress. È una condizione che fa parte delle nostre reazioni di adattamento agli stimoli esterni e ci permette di mobilitare l’attenzione, alzare i livelli di guardia nelle situazioni nuove, di scelta, di crisi o di conflitto.

L’ansia è anormale quando:

  • Non è più legata a eventi della vita e sopraggiunge senza una ragione particolare;
  • Diventa uno stato permanente;
  • Perde la sua funzione di aiuto nei cambiamenti della vita e favorisce la ripetizione o la limitazione dei comportamenti rispetto alle possibilità di adattamento del soggetto;
  • È una sofferenza che sconfina in una richiesta di cura;
  • È intervallata da attacchi di panico, oppure si associa a stati nevrotici, psicotici o ipocondriaci;
  • Si complica con stati depressivi o fenomeni di dipendenza (farmacologica, alcolica, tossicomane, relazionale).

Cause e fattori di rischio

Accanto ai disturbi nevrotici (ansia generalizzata e disturbo di panico), la cui causa reale resta sconosciuta ed è oggetto di teorie diverse, esistono cause facili da riconoscere.

L’ansia è sempre presente negli stati nevrotici ed è anche l’elemento costitutivo della nevrosi d’angoscia.

Nella nevrosi ipocondriaca, l’ansia si fissa sul corpo. Questi sintomi strutturati permettono di ridurre il senso di angoscia.

Nella nevrosi isterica, l’angoscia si converte in sintomi fisici che non hanno nessun supporto organico. Tale conversione, però, è spesso incompleta e persiste una certa ansia generale.

Nella nevrosi fobica, l’ansia si fissa su situazioni precise (folla, spazi chiusi o molto aperti, animali...), e l’angoscia si manifesta solo in presenza di queste situazioni, scomparendo quando queste vengono a mancare.

Nella nevrosi ossessiva, infine, il soggetto lotta contro i pensieri che lo assalgono e l’ansia è sempre presente.

Lo stato di stress post-traumatico (nevrosi post-traumatica) è la conseguenza di un evento fuori dal comune che può provocare sintomi evidenti nella maggior parte degli individui. L’evento in questione viene continuamente rivissuto sotto forma di ricordi, sogni, e si ha la sensazione che stia per ripetersi... Il soggetto si sforza di evitare tutto ciò che gli ricorda l’evento e soffre di una ipertonia neurovegetativa (irritabilità, ipervigilanza, iperreattività allo stress, difficoltà a prendere sonno...).

L’ansia può essere anche uno degli elementi costitutivi di numerose affezioni:

  • Malattie psichiatriche: l’ansia delle psicosi è frequente, spesso severa e a volte mascherata: schizofrenia, depressione...
  • Malattie del sistema nervoso centrale: malattia vascolare o degenerativa (Parkinson), epilessia...
  • Malattie endocrine o metaboliche: iper o ipotiroidismo, iper o ipoparatiroisimo, ipercorticismo, ipoglicemia, feocromocitoma...
  • Malattie organiche: asma, angina pectoris...
  • Intossicazioni: corticoidi, alcol...
  • Sindromi da svezzamento: barbiturici, alcol...
  • Menopausa

Infine, l’ansia può essere un tratto di personalità semplice (persona ansiosa), e quindi o vi è una predisposizione permanente, o uno stato transitorio che sopraggiunge in alcune circostanze.

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06/08/2012
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