Home  
  
  
    Che cos'è l'ansia generalizzata?
Cerca

L'ansia e gli attacchi di panico
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

L'ansia generalizzata

L’ansia è un sintomo vissuto come sentimento doloroso e come vaga attesa di un pericolo imprecisato, sempre imminente. Questa sofferenza si accompagna spesso a sintomi somatici vari che dominano a volte il quadro clinico: sono soprattutto sintomi respiratori, cardiaci, digestivi, urinari, neurologici. Si dice che i pazienti somatizzino la loro angoscia, cioè la esprimano attraverso il corpo.

Che cos'è l'ansia generalizzata?
© Getty Images

Che cos'è?

Per cercare di chiarire meglio i contorni dell’ansia generalizzata (o nevrosi d’ansia) ne è stata data una definizione molto precisa.

La nevrosi d’angoscia è uno stato ansioso cronico in cui l’angoscia è presente più di un giorno su due, da almeno sei mesi. Non dipende da una situazione fobogena (che può cioè provocare fobie, angosce), da una paura ossessiva come nella nevrosi ossessiva, e non si accompagna all’evoluzione di un disturbo psicotico o depressivo. Presenta almeno sei tra i diciotto sintomi del seguente elenco:

  • Tremori, sobbalzi o sensazione di scosse;
  • Tensione, dolori o indolenzimenti muscolari;
  • Stati febbrili;
  • Affaticabilità;
  • Respiro corto o sensazioni di soffocamento;
  • Palpitazioni, tachicardia;
  • Traspirazione o mani fredde e appiccicose;
  • Secchezza della bocca;
  • Stordimenti o lipotimie;
  • Nausee, diarrea o fastidio addominale;
  • Vampate di calore o brividi;
  • Pollachiuria;
  • Nodo in gola, difficoltà di deglutizione;
  • Sensazione di sovraeccitazione o spossatezza;
  • Reazioni esagerate;
  • Difficoltà di concentrazione o perdite di memoria;
  • Difficoltà ad addormentarsi o sonno interrotto;
  • Irritabilità.

I segnali della malattia

L’ansia generalizzata si manifesta attraverso un sentimento d’insicurezza permanente, rimuginazioni sul passato e paure varie riguardanti il futuro. Essendo sottomesso a un dubbio perenne, l’ansioso cronico fa molta fatica a prendere una decisione o a scegliere. È iperemotivo, instabile, e reagisce vivacemente agli stimoli esterni. Fobie e depressione non sono insolite.

L’attesa ansiosa è il sintomo più costante. Le preoccupazioni quotidiane aumentano a dismisura. L’ansioso teme il peggio per sé e per i suoi cari. Molto dipendente dalle persone che lo circondano, sopporta male le separazioni.

Nell’intervallo degli episodi di ansia acuta, la maggior parte dei pazienti non presenta alcun disturbo. Altri continuano a provare astenia, cefalee o altre manifestazioni di ansia.

Nella nevrosi d’angoscia, l’ansia è fluttuante e isolata, pura. Su questo fondo d’angoscia permanente possono sopraggiungere crisi acute parossistiche senza causa scatenante apparente.

Spesso esistono fattori predisponenti costituzionali o conseguenze di un ambiente sfavorevole. Stati ansiosi simili a volte si riscontrano anche nei genitori.

Evoluzione della malattia

L’evoluzione passa attraverso fasi di remissione e di esacerbazione dei sintomi. Sono possibili alcuni scompensi: depressione, suicidi, tossicomanie, alcolismo... Il paziente può evolvere verso un’organizzazione nevrotica fobica, isterica o ipocondriaca.

Cura

La cura di fondo si base sulla psicoterapia e sul rilassamento. Periodicamente vengono utilizzati tranquillanti o ansiolitici (benzodiazepine soprattutto).

Il trattamento della crisi d’angoscia acuta si basa sul comportamento del medico, che deve essere calmo e comprensivo, sull’isolamento, su iniezioni di ansiolitici per un’azione rapida e potente.

Commenta
06/08/2012

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?