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La dipendenza da sport estremi

Chi di noi non ha accarezzato il brivido e assaporato l'adrenalina che sale in ottovolante, in deltaplano o davanti a un film dell'orrore? A volte diventa una dipendenza...

La dipendenza da sport estremi
© Getty Images

Un piccolo brivido ogni tanto accresce il piacere, ma quando la ricerca del rischio, un fenomeno nuovo tra gli adolescenti, diventa il passaggio obbligato per dare un senso alla vita, ci troviamo davanti a un vero e proprio problema esistenziale. Dagli anni '80 i fanatici dei comportamenti a rischio sono in costante aumento: in certi ambiti professionali, per le imprese è addirittura diventato di moda incoraggiare il personale a partecipare a esperienze «estreme» (prove di resistenza, bungee jumping, stage di sopravvivenza in ambiente ostile...), il tutto in uno spirito di competitività spinta all'eccesso.  

 

L’attrazione per il limite

Questo gusto per il rischio, però, è tipico soprattutto degli adolescenti: pare che il 15% di questi cerchi di vivere pericolosamente. In questo caso il problema è un po' diverso, e va visto nel quadro di una società sempre più individualista, in costante ricerca di redditività e di progresso, una società che va troppo veloce e che rifiuta di interrogarsi e di ammettere l'esistenza del fallimento, mentre il cinema, la televisione, la pubblicità e la stampa incoraggiano questa cultura del rischio e della prestazione. 

La ricerca di un senso della vita

L'adolescente, per sfuggire alla tristezza o a una condizione di esclusone o di difficoltà, mette alla prova il proprio coraggio e cerca di forzare le barriere dell'infanzia per accedere allo status di adulto, adottando così dei comportamenti eccessivi in cui cerca costantemente il pericolo come una sorta di gioco con il destino: eccesso di velocità, alcolismo, tossicomania... Di solito l'intenzione non è affatto di morire, ma semplicemente di accertarsi del valore della vita mettendola in pericolo e dandole in tal modo un senso. 

L'importanza dell'ascolto

L’adolescenza è un periodo problematico della vita, sul piano psichico e fisico, in cui i comportamenti a rischio possono rappresentare unicamente l'espressione di difficoltà passeggere. Per superare questo momento, l'adolescente sente la necessità di vivere alcune esperienze «limite» per allontanarsi dai genitori e trovare la propria identità, ma quasi sempre questa ripetuta e deliberata ricerca del rischio non basta per raggiungere la serenità desiderata e può essere l'espressione di una patologia grave. Questa ricerca, nella maggior parte dei casi solitaria, di emozioni forti può diventare un pericoloso catalizzatore se avviene in gruppo (violenze urbane, varie provocazioni, delinquenza), e può essere evitata solo grazie a un attento ascolto da parte dell'entourage o di strutture di accoglienza specializzate.

Isabelle Martin

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28/01/2014
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