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Metti un freno alla voglia di acquisti!

Saldi o no, fare shopping è un’attività gratificante che non necessariamente comporta l’acquisto di cose utili. Concedersi qualche piccolo sfizio, una volta ogni tanto, è lecito; accumulare montagne di oggetti senza rendersi conto di come sia potuto accadere, non lo è affatto. Scopri con Doctissimo se dietro la tua passione per lo shopping si cela una dipendenza e come curarla.

La dipendenza dallo shopping
© Getty Images

“Ho bisogno di strisciare la carta”, “Non posso vivere senza quelle scarpe”, “E’ il cappotto della mia vita”: se questi esempi ti sono familiari, se con il tuo stipendio copri a malapena le spese necessarie, se la tua casa straripa di roba e oggetti che non servono, è giunto il momento di mettere un freno alla tua febbre di acquisti.

I tre criteri per diagnosticare lo shopaholism

“Shopping compulsivo” è l’abusata espressione con cui ironicamente ci si riferisce alle donne che acquistano in maniera incontrollata. Shopping compulsivo è anche il nome di una sindrome, frutto di un disordine mentale da non sottovalutare. Mentre sono ancora in molti a rifiutare l’idea dello shopping come disturbo, sempre più medici, psicologici, riviste scientifiche riconoscono nell’acquisto compulsivo un problema preoccupante oltre che dilagante. I criteri utilizzati per diagnosticare la sindrome dello shopping compulsivo o shopaholism, sono i seguenti:

  • Il compratore convive col pensiero costante di fare acquisti. Gli impulsi che riceve sono vissuti come irresistibili, intrusivi e/ o senza senso. Gli acquisti sono più frequenti di quel che le reali possibilità permettono.
  • Gli impulsi che spingono all’acquisto causano disagio e stress e possono interferire con l’attività lavorativa e i rapporti interpersonali o provocare problemi finanziari (debiti, licenziamento)
  • Il compratore sente il desiderio di fare acquisti indipendentemente dal periodo dell’anno.

Il periodo dei saldi è ulteriormente pericoloso perché, approfittando dell’offerta, il compratore si sente giustificato a compiere acquisti in maniera incontrollata. Per non parlare della possibilità di fare acquisti online grazie all’e-commerce. Sono tanti i siti internet che propinano capi di abbigliamento, oggetti, dispositivi tecnologici e per acquistarli basta un semplice click; comodità domestiche che non fanno che aumentare il desiderio e la pulsione per l’acquisto.

Perché è così difficile mettere a freno l’impulso di comprare?

Al momento dell’acquisto, quando cioè si prova euforia ed eccitazione, il cervello libera un neurotrasmettitore, la dopamina, responsabile della sensazione di piacere e benessere che il soggetto prova. Ecco perché l’impulso a fare shopping diventa così difficile da controllare. In genere il compratore supera diverse fasi prima di arrivare a essere definito compulsivo:

  • Tolleranza: il soggetto aumenta il tempo e il denaro speso per gli acquisti mettendo a rischio le proprie relazioni interpersonali e perdendo ogni interesse per le altre attività che svolgeva prima;
  • Craving: Il soggetto non è più capace di controllare l’impulso di fare acquisti. È grazie allo shopping che riesce ad alleviare la sua sofferenza;
  • Astinenza: Il soggetto che si impone di non fare acquisti già dopo solo qualche giorno accusa uno stato di malessere che lo porta a ricadere nella tentazione;
  • Perdita del controllo: L’impulso ad acquistare un oggetto frivolo vince la resistenza del soggetto che giustificherà l’acquisto come necessario, utile, indispensabile.

Riuscirò a resistere la prossima volta?

Se il compratore non è certo di soffrire di shopping compulsivo ma il suo atteggiamento lascia intuire che i presupposti ci siano tutti, bisogna rimediare. Il primo consiglio è quello interrogarsi cercando di rispondere il più sinceramente possibile a semplici domande come queste:

  • Cosa si nasconde dietro il tuo bisogno di strisciare la carta?
  • Quale sentimento ti assale prima di fare shopping?
  • Come ti senti dopo avere fatto shopping?
  • Cosa ti spinge a farlo a tutti i costi?
  • Da quando l’impulso è diventato così impellente?

Il soggetto deve dimostrare volontà e determinazione se vuole mettere fine a questa dipendenza. Un ottimo consiglio è quello di tenere un diario su cui annotare le spese, il giorno, l’ora e il tipo di acquisto che effettua, oltre a trascrivere i sentimenti che hanno preceduto e seguito la crisi. La presa di coscienza è il primo passo per affrontare e pervenire alla risoluzione definitiva del problema.

 

Guarire dalla shopping-mania

Lo shopaholism è una dipendenza che è possibile curare attraverso un sostegno psicologico specifico. Bisogna consultare uno psicologo o uno psichiatra; spetterà allo specialista, dopo aver valutato l’insieme delle problematiche della persona, formulare una diagnosi quanto più corretta ed efficace per il trattamento della patologia. In genere il soggetto è chiamato a seguire sedute di psicoterapia. La terapia comportamentale e cognitiva dà dei risultati molto interessanti, ma potrebbe non bastare, specie se il soggetto smette di collaborare.

Dalla rieducazione alla medicina: la pillola anti-shopping

La speranza che in un futuro non troppo lontano, il compratore compulsivo possa contare su una pillola anti-shopping arriva dal Minnesota (2). Secondo un gruppo di psichiatri statunitensi la pillola utilizzata per curare i malati di Alzheimer potrebbe essere impiegata anche per la cura dello shopping compulsivo. I risultati, ottenuti dopo avere testato gli effetti di una sostanza, la memantina, normalmente impiegata per la cura della demenza, su un gruppo di compratori compulsivi di età compresa tra i 19 e i 59 anni per otto settimane, lo confermano. Non solo i compratori hanno diminuito le ore trascorse all’interno dei negozi, ma pare abbiano anche ridotto sensibilmente il numero degli acquisti effettuati.

Negli Stati Uniti la percentuale di adulti che soffre di sindrome da acquisto compulsivo supera il 5% della popolazione, dato ancora più allarmante se si pensa che nell’80% dei casi si tratta di donne. Stessa percentuale in Italia dove sul podio dei compratori accaniti si confermano regine indiscusse le signore che non rinunciano ad assecondare l’ultimo inutile capriccio con tutte le ben note conseguenze del caso.

Fonti:

  1. McElroy, Susan L., Paul E. Keck, Jr., Harrison G. Pope, Jr., Jacqueline M.R. Smith and Stephen M. Strakowski. 1994. “Compulsive Buying: A Report of 20 Cases.”  Journal of Clinical Psychiatry  5 (6): 242-248.

http://salute.doctissimo.it/le-news-della-salute/farmaci-da-usa-arriva-pillola-per-malati-di-shopping_8810.html

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19/09/2012

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