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L'alcol: i rischi della dipendenza

Alcol che dà piacere o rende violenti, alcol per dimenticare o per fare festa, alcol che rilassa o che causa incidenti? Non importa qual è la bottiglia, le conseguenze sono gravi. Articolo da leggere senza moderazione.

L'alcol e i suoi effetti
© Getty Images

Cos’è esattamente l’alcol?

L'alcol è ottenuto dalla fermentazione di vegetali ricchi di zuccheri o per distillazione, e interviene nella composizione delle bevande alcoliche: vino, sidro, birra, aperitivi, liquori. La Francia è caratterizzata da un elevato consumo, che la pone in testa alla classifica dei paesi dell’Unione Europea, anche se in generale il consumo è in costante calo da trent’anni. Il vino rappresenta tuttora due terzi del consumo totale di alcol puro, ma i vini di consumo corrente hanno lasciato il posto ai vini d'Appellation d'origine contrôlée (AOC) o ai Vins de qualité supérieure (VDQS). Il consumo di sidro tende a diminuire, contrariamente a quello della birra e soprattutto delle birre molto alcoliche. Il consumo di distillati (alcolici forti) è generalmente stabile.Un quarto di secolo fa, l’Italia rappresentava il secondo consumatore di vino al mondo e con oltre 36,6 milioni di ettolitri tallonava la Francia, che deteneva il primato con 41,7 milioni di ettolitri di vino bevuti ogni anno.

Oggi l’Italia ha dovuto cedere il secondo posto agli Stati Uniti (29 Milioni di ettolitri) e si ritrova incalzata dalla Germania (20 milioni) e soprattutto dalla Cina.

La Francia è classificata tra i primi paesi europei per l’elevato consumo di alcol (vini, distillati, birra, whisky).

In Italia, tra il 2003 e il 2013 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche è scesa dal 31% al 22,7%, mentre è aumentata la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 37,6% nel 2003 al 41,2% nel 2013) e di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 24,8% al 25,8%).

Nel 2013, il 51,6% della popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nell'anno beve vino, il 45,3% birra e il 39,9% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori.

L'alcol si ottiene per fermentazione di vegetali ricchi di zucchero o per distillazione e interviene nella composizione delle bevande alcoliche (vino, sidro, birra, aperitivi, liquori). L’alcol è un prodotto lecito la cui produzione, vendita e utilizzo sono regolamentati. Nel 1995 i Francesi hanno consumato 11,5 L per abitante di alcol puro all’anno (1), l’equivalente di 92 litri di vino a 12°. In Italia Nel 2003 il consumo pro-capite era di circa 10,5 litri all’anno, mentre nel 2010 i litri per ciascun italiano sono stati 6,7.

Effetti e rischi dell’alcol

L'alcol non viene digerito, ma passa direttamente dal tubo digerente ai vasi sanguigni e in pochi minuti il sangue lo trasporta a tutte le parti dell’organismo. L’alcol rilassa e toglie le inibizioni, ma in breve tempo e se ingerito in dosi elevate provoca uno stato di ebbrezza e può causare disturbi digestivi, nausee, vomito.

I rischi sociali

  • diminuzione della vigilanza, spesso responsabile di incidenti stradali e sul lavoro;
  • perdita del controllo, che può portare a comportamenti violenti, azioni impulsive, aggressioni sessuali, suicidio, omicidio;
  • esposizione ad aggressioni come conseguenza di un atteggiamento a volte provocatorio o perché la persona in stato di ebbrezza non è più in grado di difendersi.

I rischi per la salute

A più lungo termine, chi fa uso di alcol rischia di sviluppare numerose patologie: cancro (ad esempio della bocca, della gola, dell’esofago), malattie del fegato (cirrosi) e del pancreas, disturbi cardiovascolari, malattie del sistema nervoso e disturbi psichici (ansia, depressione, disturbi del comportamento).
Gli uomini sono più colpiti: più del 7% dei decessi contro circa il 2% delle donne. 
Nel 1997, in Francia sono stati stimati 22.615 decessi correlati all’alcolismo cronico, tra i soggetti con più di 15 anni, di cui: 11.448 par cancro del tratto digestivo superiore, 8.865per cirrosi epatica, 2.302 per psicosi e dipendenza dall’alcol.

Il consumo eccessivo di alcol è coinvolto in più di 20.000 altri casi di decesso: incidenti stradali, suicidi, altre forme di cancro (del fegato, del pancreas, del colon), malattie cardiache. L'alcol è anche responsabile o coinvolto in una percentuale importante di omicidi: circa 1/3 degli incidenti stradali mortali e 1/5 degli incidenti domestici.

(1) L'alcol puro è il volume di alcol espresso in alcol al 100%; 1 litro di alcol puroequivale a circa 8 litri di vino a 12°.

Alcol e dipendenza

Alcune persone rischiano di passare da un consumo ricreativo controllato, "l'uso", a un consumo eccessivo non controllato, "l'uso dannoso" o "uso problematico". I disturbi legati al consumo eccessivo di alcol insorgono in momenti molto variabili a seconda degli individui: alcuni hanno episodi di ebbrezza ripetuti senza però sviluppare una dipendenza, anche se si tratta comunque di un uso problematico. Un consumatore eccessivo di alcol può evolvere verso la dipendenza da alcol in tre tappe:

  • Fase 1:  non compaiono danni gravi e le attività professionali, sociali e familiari si mantengono globalmente nella norma; la salute fisica e mentale non presenta alterazioni significative;
  • Fase 2: insorgono difficoltà di ordine relazionale, sociale, professionale, giudiziario; gli effetti sulla salute fisica e mentale inducono a volte il soggetto a ridurre o a interrompere momentaneamente il consumo di alcol (astinenza);
  • Fase 3: la persona è diventata incapace di ridurre o interrompere l’assunzione di alcol, nonostante la persistenza dei danni. Compaiono vari sintomi: tremori, crampi, anoressia, disturbi del comportamento. Il consumatore di alcol è quindi diventato dipendente.

Un bicchiere di vino rosso, bianco o rosato, una birra piccola alla spina, una coppa di champagne, un bicchiere di porto e una misura di whisky o un aperitivo alcolico, serviti al bar o al ristorante, contengono pressoché la stessa quantità di alcol, mentre a casa le dosi sono variabili: i bicchieri non sono tutti della stessa misura e possono essere riempiti di più o di meno: è quindi utile conoscere il numero si bicchieri standard contenuti in ogni bottiglia.

Non tutti uguali di fronte all’alcol

Ciascuno reagisce in maniera diversa al consumo di alcol, a seconda della corporatura, dello stato di salute fisica e psichica, del sesso e del momento dell’assunzione: la soglia di consumo dipende quindi dalla persona e dal contesto, ma quando si ingerisce dell’alcol prima, dopo o insieme ad altre sostanze (farmaci, droghe), la nozione di soglia perde la sua validità. Bere una grande quantità di alcol in poco tempo provoca un notevole aumento del tasso alcolemico e solo il tempo può farlo diminuire. Si ritiene che occorra circa un’ora per bicchiere ingerito. È quindi necessario aspettare prima di mettersi al volante o utilizzare delle macchine. Poiché in seguito insorgono la stanchezza e uno stato psicologico caratterizzato da nervosismo, agitazione ecc.,è importante riposarsi, dormire, mangiare, farsi accompagnare. Se si beve senza mangiare, l’alcol passa di colpo nel sangue e i suoi effetti sono più gravi. Una sola dose, anche se piccola, può avere conseguenze dannose immediate.

Consigli per un uso non dannoso

Quando si beve dell’alcol, quanto più si passano i limiti raccomandati, aumentando le quantità e le frequenze del consumo, tanto più è grave il rischio.

  • Consumi occasionali: non superare i 4 bicchieri standard  in una sola occasione, in casi eccezionali. Oltre il secondo bicchiere, il tasso alcolemico autorizzato viene superato: non si può guidare né lavorare con delle macchine. Se viene associata a farmaci o droghe, anche una sola dose può avere conseguenze nefaste immediate;
  • Consumi regolari: per le donne, non più di 2 bicchieri standard al giorno; per gli uomini, non più di 3 bicchieri standard al giorno (e almeno un giorno a settimana senza bevande alcoliche);
  • Da evitare:
    • Durante l’infanzia e la preadolescenza
    • In gravidanza
    • Se si è alla guida o si lavora con una macchina pericolosa
    • Se si esercitano dei compiti di responsabilità che necessitano uno stato di vigilanza
    • Quando si assumono certi farmaci.

Un bicchiere di vino rosso, bianco o rosato, una birra piccola alla spina, una coppa di champagne, un bicchiere di porto e una misura di whisky o un aperitivo alcolico, serviti al bar o al ristorante,contengono pressoché la stessa quantità di alcol, mentre a casa le dosi sono variabili: i bicchieri non sono tutti della stessa misura e possono essere riempiti di più o di meno: è quindi utile conoscere il numero si bicchieri standard contenuti in ogni bottiglia.

Il bicchiere standard

Un bicchiere standard contiene 10 g di alcol e corrisponde a:

  • Una coppa di champagne da 10 cl
  • unbicchiere di vino da 10 cl
  • unbicchiere di birra alla spina da 25 cl (standard, 5° d'alcool)
  • unbicchiere di whisky da 3 cl
  • unbicchiere di aperitivo alcolico da 3 cl
  • un bicchiere di porto da 6 cl
  • unbicchiere di cognac da 3cl

Numero di bicchieri standard contenuti in ogni tipo di bottiglia

  • Lattina da 33 cl a 5° alcolici = 1,32 bicchieri
  • Bottiglia da 75 cl a 12° alcolici = 7,5 bicchieri = 7,5 ballon
  • Bottiglia da 75 cl a 20° alcolici = 12 bicchieri
  • Bottiglia da 70 cl a 40° alcolici = 23 bicchieri
  • Bottiglia da 70 cl a 45° alcolici = 25 bicchieri

Il consumo di alcol risale all’antichità, con significato rituale, sacro, conviviale o festivo.
L'alcol era utilizzato anche come rimedio: è stato l’unico anestetico utilizzato durante le campagne napoleoniche e negli Stati Uniti, durante il proibizionismo, poteva essere prescritto solo dai medici.  Nel XIX secolo, durante la rivoluzione industriale, compare il concetto di alcolismo: nella maggior parte dei paesi occidentali, in epoche diverse a seconda del contesto economico, politico e sociale, l'"ebbrezza" di alcuni cede il posto all’alcolismo di massa. Nel 1871 compaiono nelle scuole le prime misure di prevenzione, mentre dopo la prima guerra mondiale, il discorso evolve: si raccomanda fin dalla giovane età l’utilizzo moderato di bevande fermentate e si sconsigliano le bevande distillate. In sovrapproduzione dal 1929, il vino è tollerato. Dopo la seconda guerra mondiale si inneggia alla sobrietà: vengono promulgate delle leggi che vietano il vino nelle mense, la pubblicità e la vendita dell’alcol negli stadi e viene istituito il principio delle bevande-pilota: limonata, latte ecc., offerte abasso prezzo nei caffè. A partire dal 1968 i poteri pubblici prendono coscienza del fatto che l’alcolismo è la conseguenza del malessere di alcuni individui in determinate situazioni problematiche, e concentrano il messaggio di prevenzione sui rischi immediati del consumo eccessivo di alcol..

La tendenza alla diminuzione del consumo medio di alcol per abitante, che ha preso l’avvio all’inizio degli anni ’60, è legata a una forte diminuzione del consumo quotidiano di vino ed è proseguita fino alla metà degli anni ’90 (ultime cifre conosciute). Il consumo di alcolici forti resta invece stabile.

Consumo di alcol per anno e per abitante in Europa (litri di alcol puro) 

Fonte: Produktschap voor gadistileerde Dranken, Schledam, Pays-Bas (1998)

Si tratta di medie calcolate a partire da cifre di vendita.

L'alcol è un prodotto lecito la cui produzione, vendita e utilizzo sono regolamentati. La regolamentazione del commercio di bevande alcoliche si basa su una classificazione delle bevande ed è applicata in ogni locale per la vendita di alcolici in cui si beve sul posto.

Chiunque faccia bere un minorenne fino all’ebbrezza commette un delitto; è vietato vendere o offrire a dei minorenni di età inferiore ai 16 anni bevande alcoliche (nelle rivendite alcolici, nei negozi e nei luoghi pubblici).

Questo testo è tratto dal libro informativo "Droghe: saperne di più, rischiare di meno", realizzato dalla MILDT edall' INPES.

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01/12/2014

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