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La pillola post sbronza

Gli americani lo chiamano hangover ed è lo stato psicofisico che segue una serata a suon di alcool che stende a tappeto anche i bevitori più incalliti. Ma dall’Asia arriva un rimedio naturale in grado di far scomparire mal di testa e difficoltà nella concentrazione di quando si è mandato giù un bicchierino di troppo. Continua a leggere se vuoi saperne di più.

La pillola anti sbornia
© Getty Images

Una pianta contro l’alcoolismo

L’alcool è una sostanza che provoca dei seri danni all’organismo, a uomini e donne di qualsiasi età; nonostante le diverse campagne informative, create per dissuadere le persone all’abuso di questa sostanza, l’alcoolismo è una piaga sociale dura a morire. Anche a causa delle diverse conseguenze di un eccesso nel consumo, come incidenti stradali o dipendenze fisiche e psicologiche importanti, alcuni ricercatori della University of California di Los Angeles hanno approfondito l’argomento e sono venuti a conoscenza di un rimedio del tutto naturale per combattere l’alcoolismo, che uccide più di due milioni di persone ogni anno. Si tratta di una pianta tipica dell’Asia chiamata hovenia dulcis, simile all’uva passa nostrana, dalle capacità incredibili: è in grado di alleviare i sintomi della sbronza e di allontanare il desiderio di alcool.

La hovenia dulcis (che cresce soprattutto sull’Himalaya o nelle regione montane di Giappone, Cina e Corea) resiste a temperature molto basse e presenta una molecola, la Dhm (o diidromiricetina), capace di alleviare i sintomi di una sbronza: questa è un flavonoide capace di annientare l’effetto dell’alcool e di disintossicare il fegato da un eventuale suo abuso. Questa pianta, conosciuta nella medicina cinese, è utilizzata da millenni come antipiretico, lassativo, diuretico, antispastico e, grazie alla quercetina in essa contenuta, è anche un potente antinfiammatorio e antiossidante. Finora ha dimostrato i suoi effetti benefici negli esperimenti condotti sui ratti e i risultati sono stati pubblicati sul celebre Journal of Neuroscience, la rivista più autorevole a livello mondiale che diffonde gli studi più importanti in questo ambito scientifico.

Dhm, la molecola miracolosa che fa passare la sbronza

La Dhm, contenuta nella hovenia dulcis, è capace di accorciare considerevolmente i tempi di recupero dopo una bevuta: i topi su cui sono stati condotti gli esperimenti hanno mostrato come questi intervalli si riducessero da più di un’ora a qualche minuto, facendo sì che il recupero di lucidità e coordinazione motoria (tipici di chi ha alzato il gomito) fossero molto veloci. Sebbene la sperimentazione sia stata condotta finora solo sui ratti, in futuro sono previsti studi anche sugli esseri umani per capire in che modo la molecola della hovenia dulcis intervenga sul loro sistema nervoso. Infatti, nei roditori si è riscontrato un effetto secondario degno di nota: la molecola Dhm (chiamata anche ampelopsina), nel giro di qualche mese, è capace di rendere l’alcool meno desiderabile e funziona come deterrente naturale, contrastando la diffusione della dipendenza e portando ad assumere quantità di alcool sempre più piccole.

Le critiche alla pillola anti sbornia

La pillola anti sbronza ha sollevato non poche polemiche, mosse soprattutto per un suo eventuale utilizzo non controllato. Infatti, sebbene si stiano studiando le sue proprietà per combattere la diffusione dell’abuso di alcool, alcuni credono che potrebbe venire usata solo per tornare lucidi a comando. Per la serie: “Domani devo andare in ufficio ma stasera voglio concedermi un bicchiere in più con gli amici? Nessun problema, una pillola mi rimetterà in sesto”. In casi come questi si evidenzia come anche una scoperta nata sotto una buona stella e che promette progressi nella cura dell’alcoolismo possa essere utilizzata senza criterio. La pillola anti sbronza, anziché essere usata per combattere abusi e dipendenze, potrebbe addirittura favorirle: di questo sono convinti anche i ricercatori del National institue on alcohol abuse del Maryland (USA), che hanno riportato all’attenzione il caso di una nota casa farmaceutica che iniziò a sperimentare un farmaco che svolgeva la medesima funzione. Il tentativo venne subito accantonato in base alle ricerche sviluppate nel contesto socio economico di riferimento, che avvaloravano la tesi secondo la quale il farmaco non sarebbe stato usato nella maniera corretta.

Senza il buon senso e una forte coscienza civica qualsiasi scoperta che potrebbe migliorare la qualità della vita delle persone sarà mai davvero utile alla società.

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05/03/2012

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