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Le fobie

La fobia è una delle forme patologiche di ansia. Una fobia è la paura anormale di un oggetto o di una situazione. L’agorafobia, per esempio, è la paura di trovarsi in luoghi pubblici, circondati dalla folla, e di non riuscire a fuggire facilmente se si è colti dal panico.

Le fobie
© Getty Images

Esistono tante fobie: fobie degli animali (topi, cani, serpenti, ragni…), fobie delle situazioni (paura di luoghi chiusi come l’ascensore, i tunnel, paura dell’altezza, dell’acqua, dell’aereo…), fobie sociali (paura di parlare in pubblico, agorafobia, paura di arrossire…), ecc.
Le fobie non sono solo paure di oggetti o situazioni. Sono soprattutto paure irrazionali, non giustificate o esagerate rispetto alla causa che le origina. Chi ne soffre, è consapevole che si tratti di paure irrazionali ma non riesce a controllare quell’estrema sensazione di ansia che, addirittura, a volte sfocia nel panico.
Molti fobici non soffrono tanto del loro problema perché ciò che scatena la paura è facilmente evitabile (invece di prendere l’ascensore, si opta per le scale, certo, se non si abita al 30°piano!). Ma per altri le fobie compromettono severamente lavoro e relazioni sociali. Le fobie più hadicappanti sono quelle sociali poiché hanno effetti sulla vita quotidiana di chi ne soffre. Conducono a volte alla depressione o a comportamenti patologici (alcolismo…).
I fobici sociali tendono a svalorizzarsi e a sopravvalutare gli altri. Un errore, una gaffe, li imbarazzano ben più del dovuto. Arrossiscono facilmente, hanno l’impressione che tutti gli sguardi siano puntati addosso a loro. La paura principale si concentra su tale o tal’altra situazione: parlare in pubblico, parlare ai superiori, corteggiare qualcuno… In molti casi, questo handicap li porta a limitare drasticamente relazioni e vita sociale, eccetto per qualche amico o un parente molto vicino.
La fobia differisce dalla timidezza. I timidi possono anche soffrire del loro carattere ma non hanno disturbi d’ansia o panico quando si trovano in situazioni che li imbarazzano. Non cercano per niente di evitarli a ogni costo.

Quali sono le cause, qual è l’evoluzione?

Più di una persona su dieci è soggetta a fobie più o meno importanti. Le cause di questo problema non sono conosciute. C’è spesso una predisposizione familiare. Sono leggermente più frequenti nelle donne. Si verificano anche in tanti bambini e spariscono molto spesso con l’età adulta.

Quali sono i trattamenti?

Non è necessario alcun trattamento quando l’oggetto della fobia si può evitare con facilità o si incontra raramente. Tante donne hanno una paura panica dei topi ma questo non impedisce loro di vivere una vita normale. In altri casi, la fobia può essere trattata con dei farmaci (ansiolitici) quando non ci si può sottrarre alla situazione che la crea. Alcuni uomini d’affari bevono il loro cocktail di ansiolitici una mezz’oretta prima di salire sull’aereo. Ci sono attori e musicisti che assumono betabloccanti per calmare la paura quando è troppo forte.
I casi più difficili necessitano di un ricorso a una psicoterapia. Le terapie comportamentali sono spesso efficaci, associate o no a dei farmaci (ansiolitici, betabloccanti, antidepressivi). Funzionano confrontando il soggetto alla causa della fobia, in situazioni poco pericolose, a volte virtuali, e sono spesso associate a tecniche di rilassamento.


Dott. Christian Duchène

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28/06/2010

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