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Urofobia: la paura di urinare in pubblico

Negli ultimi decenni sono comparse nuove e molteplici forme di ansia, legate ai ritmi sempre più frenetici delle nostre vite ed all'aumento delle nostre fragilità. Una delle patologie psicologiche più particolari è l'Urofobia, il cui nome tecnico è ritenzione urinaria psicogena, ovvero la paura di urinare in un bagno che non sia quello di casa propria...

L'urofobia
© Getty Images

Esistono vari livelli di Urofobia: dal semplice imbarazzo di dover urinare in presenza di altre persone all'impossibilità di utilizzare i bagni pubblici.

Quali sono le caratteristiche dell'Urofobia? Quali le cause? Come possiamo combatterla? Scopriamolo insieme.

Cos'è?

L'Urofobia ha iniziato ad essere riconosciuta come problema psicologico serio soltanto da alcuni anni. Non tutti i medici infatti conoscono questa patologia, scoperta per la prima volta negli Stati Uniti sul finire degli anni 50 quando, durante uno screening psicologico/comportamentale su alcuni studenti universitari, i ricercatori hanno riscontrato una elevata percentuale di ragazzi con difficoltà psicologiche in ambito urinario.

Da allora alcuni psicologi hanno intrapreso un percorso di studio e ricerca per conoscere tutte le forme di Urofobia e cercare di individuarne le possibili cause.

Ad oggi sappiamo che l'Urofobia (o Paruresis) interessa circa il 7% della popolazione a livello mondiale, con picchi più elevati nei soggetti maschili dai 18 ai 35 anni.

Non esiste una definizione ufficiale di Urofobia, questa patologia colpisce le persone in maniera totalmente differente in base alle loro ansie e paure.

In generale, possiamo parlare di Urofobia quando una persona non è in grado di urinare in un bagno che non sia quello di casa propria o in presenza di altre persone.

Come si manifesta l'Urofobia

Esistono due forme principali di Urofobia, spesso collegate tra loro. La prima si manifesta con un blocco totale quando ci si trova in un bagno diverso dal proprio. La seconda invece riguarda la difficoltà di urinare in presenza di altre persone, anche se non fisicamente presenti nel bagno ma semplicemente nella stanza accanto.

Essendo un problema di origine psicologica, l'Urofobia tende a peggiorare con il passare del tempo.

Se all'inizio la difficoltà può essere superata, riuscire ad andare in bagno nei luoghi pubblici inizia a diventare sempre più difficile, generando ansie e veri e propri attacchi di panico.

Il nostro cervello purtroppo spesso non ci aiuta, peggiorando ancora di più la situazione.

Quasi tutti i soggetti urofobici soffrono infatti di uno stimolo maggiore e più frequente di dover urinare, soprattutto fuori casa.

Questo accade indipendentemente dalla quantità di liquidi ingeriti, anche evitando di bere per molte ore, lo stimolo alla minzione non si attenua.

Quando la situazione inizia a diventare patologica, la difficoltà ad urinare si trasforma in un blocco totale che influenza in maniera drastica tutta la vita della persona che soffre di Urofobia.

Non solo diventa impossibile trascorrere lunghi periodi fuori casa o invitare persone a casa propria, influendo sulla vita sociale, ma aumentano anche i rischi di tipo medico.

Trattenere troppo la lungo l'urina infatti può provocare l'insorgere di infezioni urinarie e problemi generali all'apparato urinario.

Nei casi più gravi di Urofobia, quando il blocco della minzione è totale, può rendersi necessario l'utilizzo di un catetere per riuscire ad urinare.

Le cause dell'Urofobia

Al momento, nonostante le diverse ricerche in corso, non è ancora stata individuata una causa certa per l'Urofobia. Sembra però che possa esserci una certa componente ereditaria, non necessariamente legata al disturbo in se ma ad un più generale problema di gestione dell'ansia.

In alcuni casi l'Urofobia può essere legata ad un evento traumatico legato all'utilizzo dei bagni pubblici, ma si tratta di una piccola percentuale dei pazienti.

La maggior parte delle persone affette da Urofobia presentano problemi legati all'ansia in generale, non soltanto in quest'ambito specifico.

Sono infatti più colpiti dall'Urofobia i soggetti che soffrono di attacchi di panico, di difficoltà di socializzazione e gli ipocondriaci.

La diagnosi

Rispetto al numero di persone che secondo le stime dovrebbero soffrirne, i casi accertati e diagnosticati di Urofobia sono relativamente pochi.

Questo accade perché spesso l'Urofobia viene scambiata per un problema di tipo fisico legato all'apparato urinario (problemi alla prostata, alla vescica etc.).

In molti casi poi, le persone che soffrono di Urofobia non sono in grado di riconoscere di avere un problema e preferiscono non parlare delle loro difficoltà con nessuno.

Il percorso che porta ad una diagnosi definitiva di Urofobia è quindi difficile e piuttosto lungo.

In un primo momento, una volta riusciti ad ammettere l'esistenza di un problema, si procede con tutti i controlli medici del caso: per le donne una visita dal ginecologo e per gli uomini dall'andrologo.

Dopo aver scongiurato un problema a livello fisico si passa alla fase successiva, ovvero all'incontro con uno psicologo, per capire quali possano essere le cause dell'Urofobia e per imparare a combatterla.

Come si cura l'Urofobia

Essendo una patologia psicologica prima che fisica, l'Urofobia può essere trattata soltanto tramite un percorso di psicoterapia.

Solitamente il percorso si compone di due parti: una introspettiva durante la quale si analizzano, nel corso delle sedute con il medico, i propri sentimenti e le proprie paure, ed una comportamentale che prevede un lavoro su se stessi, attraverso piccole prove di tipo pratico da effettuare a casa o in giro.

Sarà lo stesso psicologo a stabilire la velocità del percorso di guarigione, assegnando via via compiti sempre più difficili: dal semplice entrare e sedersi in un bagno pubblico, fino ad arrivare ad urinare.

In molti casi la terapia prevede anche l'aiuto di una terza persona, che può essere un familiare, il compagno o un amico, la cui presenza diventerà parte integrante del processo di guarigione.

Durante il percorso, soprattutto nei casi in cui l'Urofobia è profondamente radicata ed invalidante, il medico può prescrivere il ricorso all'auto-cateterizzazione (solo se strettamente necessario) cioè all'utilizzo di un catetere per liberare le vie urinarie quando il trattenere l'urina raggiunge tempi pericolosi per la salute.

L'Urofobia è una patologia complessa ma curabile. Si può manifestare in diversi modi, dalla semplice vescica timida al terrore che dall'esterno possano sentire il rumore dell'urina mentre fuoriesce. E' importante riconoscerla e cercare di risolverla al più presto, per evitare che possa raggiungere livelli patologici. Se pensi di soffrire di Urofobia rivolgiti al tuo medico per saperne di più e capire insieme a lui quale percorso seguire per risolvere il problema.

 

Fonti:

Comunità italiana paruretici

www.paruresis.it

International Paruresis Association

www.paruresis.com

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31/07/2014

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