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Le dipendenze dei giovani
 
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Smart drugs e smart shops

Droghe furbe e negozietti specializzati nella loro vendita: cosa sono? Deodoranti per ambienti e integratori che i giovani comprano per migliorare le perfomance, venduti con formulazioni chimiche leggermente diverse dalla droghe più conosciute risultando quindi legali. La fantasia dei produttori è infinita, così come la voglia di sballo dei giovani. Approfondisci l’argomento su Doctissimo.

Smart drugs e smart shops
© Getty Images

Tecno-cannabis e smart drugs

Cannabinoidi prodotti in laboratorio, sintetici quindi, con effetti più potenti di quelle originali: ecco cosa sono le tecno-cannabis, tra cui ricordiamo N-Joy, Spice (ormai fuori commercio) e Infinity, un “profumatore per ambienti” venduto negli smart shops presenti sul territorio nazionale. Vengono chiamate smart drugs perché riescono ad eludere i controlli della polizia sulle sostanze illegali, essendo vendute sotto la nomenclatura di deodoranti per ambienti, incensi, tisane, bevande energizzanti e integratori alimentari. I principi attivi contenuti non sono presenti nelle tabelle di riferimento delle Forze dell’Ordine, le quali non riescono a stare al passo con l’inventiva dei produttori e dei venditori.

Altre sostanze (in particolare CP 47,497 e JWH-018) sono vietate in gran parte d’Europa ma in Italia sono ancora in commercio; non se ne conoscono ancora gli effetti a lungo termine, che però non sono difficili da immaginare, come l’intossicazione. Recentemente è stata stilata una lista delle ultime sei sostanze identificate come smart drugs e illegali: Argemone mexicana, Brugmansia arborea, Datura stramonium, Muira Puama, Piper methysticum e Turnera aphrodisiaca. In generale provocano allucinazioni e iperattività che lasciano però effetti indesiderati importanti.

Le smart drugs: droghe o non droghe?

Molti ragazzi acquistano on line o negli smart shops questi prodotti ignorandone i reali effetti collaterali e credendo spesso di non stare assumendo droga: in realtà si tratta di stupefacenti a tutti gli effetti e i casi di intossicazione derivano proprio dal non conoscerne la vera natura. Il fatto di essere di origine vegetale non ne esclude infatti le possibilità di essere dei narcotici, anzi. Non dimentichiamo che la cocaina e la cannabis vengono ricavate da due piante! Kratom, Salvia divinorum, Amanita muscaria, Peyote, Tabernanthe iboga e Echinopsis pachanoi non sono meno nocivi che il mefedrone (o Meow Meow) sostanza con effetti simili a quelli delle anfetamine o la benzilpiperazina, più affine alla MDMA.

Smart Roma

La capitale è la città italiana con la più alta concentrazione di smart shops, il 10% del totale, seguita da Milano, Torino e Bologna. Questi negozietti camuffano semi di piante allucinogene come naturali o addirittura bio, per attirare sempre più clienti rassicurati da questa parola. Un’ottima strategia di marketing, non c’è che dire. Il punto è che gli smart shops non eludono la legge ma sono del tutto legali; pian piano le sostanze che commerciano entreranno a far parte della lista delle droghe illegali ma spunteranno sempre nuovi principi attivi che sfuggiranno a questi controlli. I narcotrafficanti e i designer delle droghe riusciranno probabilmente e produrre sballo a basso prezzo finché le persone continueranno a cercare modi diversi di “tirarsi su”. Sostanze come il popper sono molto comuni negli smart shops, che riesce ad essere venduto perché la composizione si discosta leggermente da quella vietata per legge: il nitrito cicloesilico non è illegale, mentre il nitrito d’ammile sì: ecco aggirati i controlli della Polizia.

Ogni anno gli smart shops fatturano un miliardo di dollari, un giro di denaro non indifferente e in cui sono coinvolti molti personaggi e strutture. Con la promessa di migliorare le prestazioni fisiche, mentali e sociali, le smart drugs fanno molti adepti, che anche se spesso non si rendono conto di assumere droga, vogliono provare delle sensazioni forti e intense da molteplici punti di vista. O più semplicemente sono spinti dalla “necessità” di ottenere un miglior rendimento scolastico e sportivo: molta è la disinformazione a riguardo delle smart drugs. Guaranà, ginseng, taurina e caffeina, prese in dosi elevate, assicurano effetti stimolanti importanti pur rimanendo nella legalità e alcuni le confondono con le smart drugs sopracitate. Attenzione quindi a non confondere dei veri integratori, eccitanti o stimolanti con le droghe vere e proprie.

I growshops

I negozi on line che vendono kit di coltivazione idroponica (dal Greco letteralmente “acqua” e “lavoro”, cioè l’arte di far crescere le piante sopra la superficie dell’acqua) a coloro che vogliono cimentarsi nella cura di piantine ed erbe “home made” sono chiamati Growshops. Bulbi, sementi, terricci, lampade e congegni per misurare il Ph sono inviati direttamente a casa in forma anonima; vengono chiamati anche Headshops e le prime testimonianze di questi luoghi (oggi divenuti virtuali) affondano le radici già negli anni Sessanta, quando negli Stati Uniti ne nascevano moltissimi nelle città in cui la concentrazione di studenti era più elevata e a ridosso di college e scuole.

Oggi gli smart shops sono presenti in tutto il mondo e la clientela è varia: studenti in cerca di metodi per aumentare la concentrazione, sportivi che vogliono migliorare le prestazioni e adulti, soprattutto uomini, che acquistano compresse e pozioni magiche che incrementano il vigore sessuale. Sarà difficile che gli smart shops spariscano dal panorama commerciale delle città ma speriamo almeno che le persone si informino di più e meglio su costa stanno assumendo e sulle conseguenze fisiche e psicologiche delle sostanze.

Che nasca un giorno lo smart customer?

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06/09/2011

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