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Il fascino del serial killer

I serial killer scioccano, disgustano o incuriosiscono... in altre parole, non lasciano mai indifferenti. Ci sono donne e ragazze che arrivano persino a creare rapporti epistolari o reali con alcuni di loro. Qual è l'origine di questa macabra curiosità? Quando diventa pericolosa? Alcuni esperti psichiatri ci spiegano i motivi del fascino che alcune donne provano nei confronti di questi "eroi negativi".

Il serial killer
© Getty Images

Hanno (appena) 15 anni, hanno bisogno di comunicare, cercano persone con cui confidarsi e decidono di avviare una corrispondenza epistolare con il serial killer pedofilo Marc Dutroux. Lo scorso febbraio, il quotidiano belga Le Soir pubblicava le strane lettere* che alcune adolescenti hanno indirizzato all'uomo condannato nel 2004 per il rapimento, il sequestro, lo stupro di sei bambine e due ragazzine, e per l'omicidio di quattro di loro. Qual è l'origine di questa macabra curiosità? Come riconoscere uno psicopatico? Quando la sitauzione diventa pericolosa? Alcuni esperti psichiatri ci spiegano dove affondano le radici di questo macabro fascino.

I serial killer sono ovunque

Il comune denominatore di questi soggetti consiste nell'aver commesso almeno tre omicidi, con un periodo di pausa intermedio. È la definizione di "omicida seriale" ("serial killer"), che si differenzia dall'"assassino di massa" ("mass murderer"), che uccide quattro o più persone nello stesso luogo e contemporaneamente. L'atrocità delle loro azioni, portata alla ribalta dai mass-media, li ha resi tristemente noti. "Basta guardare le tante trasmissioni televisive che ripropongono vecchi casi criminali e che passano minuziosamente in rassegna tutti gli efferati delitti commessi dai serial killer", dichiara la Prof.ssa Catherine Jousselme, neuropsichiatra infantile. "E il modo di presentarli fa passare questi colpevoli per persone intelligenti, brillanti, molto forti…".

Le personalità complesse di questi criminali hanno sempre affascinato. La novità deriverebbe dal fatto che queste persone iniziano a essere considerate degli eroi, certamente negativi, ma in qualche modo superiori rispetto ai comuni mortali. "Questo fenomeno è riassunto in un film: Il silenzio degli innocenti. L'omicida (uno psichiatra cannibale N.d.R) è assolutamente straordinario!", dichiara la professoressa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza all'università di Paris-Sud. Cinque Oscar dopo la prima uscita del film, ed ecco che gli spettatori iniziano a identificarsi molto più nell'omicida che nelle sue vittime. L'inizio della "sindrome Hannibal Lecter" (o "sindrome Dexter" per gli appassionati di serie TV o per i più giovani) è ormai diventata di ordinaria amministrazione sul grande e piccolo schermo. E la realtà non è mai tanto lontana dalla finzione: infatti, compaiono ogni giorno svariati siti, "fan club" e altrettante pagine Facebook destinati a intessere le lodi dei serial killer più famosi della storia.

Serial killer: dal fascino alla relazione

Se queste trasmissioni, i film e le serie TV hanno un così grande successo è proprio perché siamo un po' incuriositi e affascinati da questo genere di storie. Ammettiamolo! Ma da lì a prendere contatto con queste persone, la strada è lunga...

Cosa passa per la testa alle adolescenti?

"Nel caso di adolescenti che scrivono a questi individui, la società svolge un ruolo innegabile", si rammarica la Prof.ssa Jousselme, che si dichiara "parzialmente sorpresa di questo fenomeno". "Queste adolescenti non hanno certamente gli strumenti necessari di cui dispongono gli adulti per osservare le cose dal giusto punto di vista. Se scrivono a dei serial killer è perché non sono sempre in grado di distinguere la realtà dalla finzione e non si rendono sempre conto dei pericoli insiti nelle loro azioni."

Anche se, sfortunatamente, alcune di loro sanno operare bene questa distinzione. "Ma è molto più raro, e in questo caso siamo di fronte a una situazione diversa: queste ragazze giocano consapevolmente con il pericolo. È un comportamento frequente nelle adolescenti e si manifesta in modi diversi". Una "ricerca" del rischio mossa dal desiderio di vedere le cose in modo obiettivo, dal momento che queste ragazze non hanno vissuto il trauma causato all'epoca della rivelazione degli efferati omicidi commessi da questi serial killer, finiti spesso in carcere prima della loro nascita. "Nelle adolescenti esiste anche la riattivazione di un meccanismo edipico", fa notare la neuropsichiatra infantile. "Questi uomini incarnano la forza, la potenza. È possibile che nelle adolescenti esista una forma di attrazione verso questi individui senza rendersi conto dell'anormalità del loro comportamento."

Cosa passa per la testa agli adulti?

Qual è il ruolo degli adulti in tutto questo? I rapporti epistolari tra detenuti e perfetti sconosciuti sono più frequenti di quanto si pensi. "È sempre esistito sia per i grandi che per i piccoli criminali", sostiene anche il Dr. Roland Coutanceau, psichiatra-criminologo. "I detenuti, i cui crimini non sono noti ai media, pubblicano annunci in riviste specializzate per trovare dei corrispondenti. Ovviamente i criminali famosi non hanno bisogno di ricorrere a questo stratagemma per trovare qualcuno che gli scriva." Questi corrispondenti adulti (in genere donne) sono perfettamente consapevoli del tipo di persona a cui decidono di scrivere. In questo caso non si tratta di finzione, ma di persone con i piedi ben radicati a terra e che sanno quello che fanno.

"Entrare in contatto con dei detenuti è una strategia di evitamento palese. Nella stragrande maggioranza dei casi, le donne che superano la quarantina cercano di colmare un vuoto affettivo ed esistenziale, di appropriarsi di una parte di celebrità dell'assassino a cui scrivono", osserva l'esperto. "Ci sono anche donne animate dall'indole della crocerossina, che pensano di poter redimere il pover'uomo tanto sventurato. Altre sono invece animate da una sorta di spirito giornalistico e sperano che il detenuto riveli loro alcuni particolari che non ha mai riferito alla giustizia…"

Se nelle prime lettere si cela sempre una parte di curiosità e di simpatia, il seguito, e persino l'intensificarsi della corrispondenza, rappresentano ancora un'altra tappa. "A quel punto si inizia a entrare nella sfera intima, in cui si configura un'erotizzazione, come accade per le corrispondenze "al buio" su Internet", prosegue l'esperto. "Queste donne iniziano allora a provare dei sentimenti per il detenuto. È l'inizio di una relazione a tutti gli effetti". Si tratta di un rapporto a distanza che si conclude talvolta con l'incontro e che sancisce la "cristallizzazione del sentimento amoroso". Questa situazione conduce talvolta a unioni matrimoniali a dir poco sorprendenti.

Le donne che vogliono sposare dei serial killer

A volte la fama dei serial killer provoca conseguenze inattese. Basta che siano riconosciuti colpevoli e che mettano i piedi in carcere (o anche nel braccio della morte per i detenuti nordamericani), che questi individui vengono letteralmente sommersi da richieste di matrimonio. Si tratta di proposte molto serie, tanto più che sono state rese note o celebrate diverse unioni tra serial killer incarcerati e le rispettive fidanzate incontrate unicamente nei parlatori del carcere.

Ecco alcuni tra gli esempi più noti: quello di Ted Bundy, serial killer, stupratore e necrofilo americano, incriminato perché riconosciuto colpevole di molteplici aggressioni e di omicidi avvenuti negli anni '70. Tra tutte le lettere che le donne gli indirizzano in prigione, prende in considerazione quella di una certa Carol Ann Boon. Si sposeranno in prigione, avranno addirittura una figlia e divorzieranno prima dell'esecuzione di Bundy sulla sedia elettrica nel 1989.

Di recente è Charles Manson, il "serial killer più famoso degli Stati Uniti", che ha fatto parlare di sé. L'omicida seriale, oggi ottantenne, è accusato di svariati omicidi avvenuti nella regione di Los Angeles tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70 e sconta attualmente l'ergastolo. Nella sua intervista-confessione rilasciata all'autorevole rivista americana Rolling Stones nel novembre 2013, il detenuto annuncia il suo imminente matrimonio con la sua "fidanzata", Star, una ragazza di 25 anni. Anche in questo caso si tratta di un incontro avvenuto tra le mura del penitenziario.

Senza andare a cercare oltreoceano fatti di cronaca tra i più disparati, è possibile trovare casi simili anche in Europa, nello specifico in Francia. Nel 2009, Laurence, una donna di 38 anni originaria di Montluçon (Allier), era balzata alle cronache quando dichiarò la sua intenzione di convolare a nozze con l'omicida seriale Patrice Alègre. Quest'ultimo è stato condannato all'ergastolo nel 2002. La donna e il detenuto si sono conosciuti prima che lui venisse condannato, ma pochissimo e solo come amici. Da allora non si sono mai più rivisti. Eppure, questo non ha impedito a Laurence di accettare la proposta di matrimonio telefonica da parte del detenuto e di gridare a gran voce la sua felicità a tutta la Francia. "So che le persone possono far fatica a capire, ma l'amore è inspiegabile", aveva dichiarato lei stessa alla stampa locale.

La corrispondenza con un serial killer

"Le persone assennate non possono fare a meno di chiedersi come sia possibile provare simpatia per uomini che hanno commesso omicidi efferati e, a maggior ragione, come si possa stabilire una relazione con questi individui in modo assolutamente consapevole", dichiara il Dr. Rolland Coutanceau. "È semplicissimo, perché queste donne fragili non considerano il detenuto nello stesso modo." Per loro, l'uomo con il quale si scambiano una fitta corrispondenza è innocente, pentito o addirittura lui stesso vittima di un complotto o di una situazione di cui non ha il controllo. "Il detenuto diventa quindi una sorta di divinità che esse venerano, soprattutto quando la causa dell'incarcerazione non è troppo grave, come una rapina a mano armata. L'uomo è potente, virile, ma non veramente pericoloso. Possono anche scorgere questa dimensione negli assassini, purché ci sia in loro il desiderio di riscatto dai crimini commessi". In ogni caso ci troviamo di fronte ad una vera e propria sottomissione femminile.

Tuttavia, come sempre esistono delle eccezioni, puntualizza il Dr. Coutanceau: "Alcune donne continuano a considerare il detenuto come un oggetto di ammirazione, anche se lui stesso riconosce l'efferatezza dei suoi delitti. Possono arrivare addirittura a perorare la causa di questi individui". Si tratta di casi che l'esperto classifica come "estremi" e "strambi", perché non attengono più alla mera fragilità, ma alla malattia psichiatrica. "A mio giudizio, esiste un solo tipo di crimine che non ecciterà mai una donna: lo stupro. Le donne non trovano seducente l'idea che l'uomo sia dichiarato uno stupratore a tutti gli effetti".

I pericoli di scrivere a un serial killer

Anche se non esiste un prototipo del serial killer (la diversità dei crimini commessi lo attesta), è possibile ravvisare alcune analogie in talune personalità bizzarre, completamente fuori dal coro. Innanzitutto, "un'intelligenza assai complessa", che ha consentito loro di creare scenari tanto elaborati quanto macabri e di eludere la giustizia per un periodo di tempo a volte molto lungo. "Le persone così intelligenti hanno anche una capacità di manipolazione straordinaria", mette in guardia il Dr. Coutanceau. "Per essere sicuri di creare un legame e di ricevere delle risposte dalle destinatarie delle loro missive, soppesano attentamente le singole parole che affidano alla carta. Non potrebbero fare diversamente, visto che scrivere è una delle poche attività a cui possono dedicarsi essendo rinchiusi tra quattro mura". Leggere tra le righe, svelare le debolezze e le attese della sua corrispondente... e risponderle esattamente ciò che desidera sentirsi dire (o quantomeno spera di leggere) per essere valorizzata. Bingo! Il legame di fiducia è stabilito. E con esso anche la manipolazione. "Queste donne dimostrano spesso di essere davvero tanto ingenue e molte di loro si fanno mettere nel sacco", prosegue lo psichiatra-criminologo.

E gli adolescenti? "È responsabilità dei genitori controllare questo tipo di corrispondenza indirizzata a una minorenne. Quando i genitori non sono abbastanza presenti o non si interessano dei figli, la situazione può sfuggire di mano rapidamente", avverte la Prof.ssa Jousselme, neuropsichiatra infantile. In questi casi il controllo da parte dei genitori è imprescindibile: "Essere al corrente di cosa fa il proprio figlio, sapere che tipo di trasmissioni o di serie TV gli piace guardare, quali riflessioni condivide con gli amici... e parlarne insieme!". Ovviamente tutti sanno che un adolescente non ascolterà sempre volentieri i consigli dei genitori. "Ma per lo meno il ragazzo/la ragazza avrà compreso che la situazione è tale da suscitare interrogativi, che c'è qualcosa che non va, in modo da poter già iniziare a porsi delle domande", conclude l'esperto. Per spingersi oltre, è possibile considerare l'intervento di altri adulti, come un professore, un allenatore sportivo, chiedere l'intervento del pediatra o del medico curante. Senza peraltro cedere all'allarmismo: a volte in un/un'adolescente questo tipo di ammirazione è dovuto semplicemente a un fenomeno legato alla moda o al gruppo di appartenenza, e passerà senza nessuna conseguenza.

Per quanto riguarda le lettere indirizzate a criminali pericolosi, la giustizia non ha molta voce in capitolo. "In carcere i rapporti epistolari sono consentiti. Tutti i detenuti godono indistintamente di questo diritto che, sfortunatamente, prevale talvolta sulla protezione psicologica delle corrispondenti", conclude il Dr. Coutanceau. In caso di potenziale pericolo o di scambi epistolari sospetti vengono eseguiti opportuni controlli. Nello specifico, per le lettere che le ragazze hanno indirizzato a Marc Dutroux, la giustizia belga ha deciso di non recapitarle al serial killer.

Violaine Badie

Fonti:

1 - Intervista al Dr. Rolland Coutanceau, psichiatra-criminologo, esperto nazionale presso i tribunali (marzo 2014)

2 - Intervista a Catherine Jousselme, neuropsichiatra infantile, professoressa di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza all'università di Paris-Sud, primario del reparto e del polo universitario della fondation Vallée (marzo 2014)

3 - Quotidiano Le Soir: "Ces adolescentes qui correspondent avec Marc Dutroux", 19 febbraio 2014 (articolo consultabile per gli abbonati, in lingua francese)

4 - Rivista Rolling Stones: "The last confessions of a psychopath", 21 novembre 2013 (articolo in lingua inglese)

5 - La Dépêche du Midi: "Elle veut épouser Patrice Alègre", 28 aprile 2009 (articolo consultabile online, in lingua francese)

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02/06/2014
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