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Come riconoscere uno psicopatico?

Hai visto film sui serial-killers, e a volte tratti anche i tuoi amici come psicopatici per i loro intrighi. Ma sai veramente cosa significa questo termine? Come riconoscere i sintomi di questo disturbo della personalità? Quello che bisogna sapere per mettere fine alle dicerie. Lo psicopatico non è quello che si crede…

Come riconoscere uno psicopatico?
© Thinkstock

Prima di tutto una precisazione: la psicopatia non è una malattia mentale! In effetti, secondo gli esperti si tratterebbe di un disturbo della personalità, una deviazione rispetto alla norma. Il termine è nato negli anni ‘30. Attualmente, gli specialisti raccomandano di abbandonare il termine “psicopatia” a favore dell’espressione “organizzazione della personalità ad espressione psicopatica” (OPEP).

La psicopatia interesserebbe dal 2 al 3% della popolazione, soprattutto gli uomini, fra i 20 e i 30 anni. Da sottolineare il fatto che il disturbo sembra scomparire dopo i 40 anni, inspiegabilmente (leggere a questo proposito l’articolo sui trattamenti).

Per correggere un’immagine un po’ deformata della realtà, lo psicopatico non è un pericoloso serial killer assetato di sangue. È soprattutto un antisociale o piuttosto un “dissociale” come dicono gli specialisti, che ha difficoltà a mantenere i rapporti con gli altri. Fra le psicopatie si distinguono anche le personalità borderline.

Riconoscere il disturbo

Esistono molti definizioni dei disturbi psicopatologici, in particolare secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali americano (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, DSM-IV), o la classificazione internazionale delle malattie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Cim). Un rapporto dell’Autorità superiore della sanità sulla cura degli psicopatici ha identificato sei punti che caratterizzano la personalità psicopatica:

    L’indifferenza fredda.

Le persone non sono sensibili, non si può “prenderli per i sentimenti”.

    L’irresponsabilità.

Questa irresponsabilità è spesso rivendicata, costantemente, con un disprezzo delle regole e delle limitazioni sociali.

    Difficoltà di mantenere i rapporti con gli altri

Ma, paradossalmente, la personalità psicopatica ha facilità a stringere rapporti, che, però, non durano.

    Intolleranza alla frustrazione

La personalità psicopatica non sopporta il fatto di non ottenere ciò che vuole, e la sua soglia di aggressività è molto bassa a riguardo: si arrabbia molto rapidamente.

    Assenza di colpa

Una volta passato all’azione, non vi è alcuna rimessa in discussione. Perfino le punizioni non rimettono in discussione lo psicopatico.

    Tendenza ad incolpare gli altri

La personalità psicopatica spiega in modo molto razionale le sue difficoltà con la società, accusando gli altri di esserne responsabile, e in modo anche molto convincente.

I passaggi all’azione

Come sottolinea il Dott. Philippe Batel, uno degli autori del rapporto, “possiamo tutti esprimere in minima parte uno di questi sintomi. Ciò che caratterizza la personalità psicopatica è il numero e l’intensità”. Tanto più che questi sintomi non sono isolati, ma sono accompagnati da una forte irritabilità e frequenti passaggi all’azione (azioni violente e impulsive). Questi passaggi all’azione possono essere diretti contro di sè (tentativi di suicidio, automutilazione…) o contro gli altri. Spesso, lo psicopatico, per via della sua impulsività associata alla sua mancanza di colpa e alla sua irresponsabilità, finisce per avere problemi con la giustizia. D’altronde, un certo numero di essi conoscerà anche la detenzione.

L’esaltazione delle emozioni

Una delle caratteristiche della personalità psicopatica, sono i cambiamenti emotivi. Così, si avranno esplosioni emotive frequenti, una personalità molto impulsiva, delle persone borderline.

Per quanto riguarda i rapporti amorosi, le personalità psicopatiche entrano in rapporti forti e intensi, che però non durano ed esplodono in volo.

La personalità psicopatica conoscerà anche disturbi psichiatrici brutali, in particolare depressioni “standardizzate”: queste arrivano improvvisamente, senza alcun segno premonitore. D’altronde, è talvolta difficile distinguere tra una depressione e un disturbo bipolare.

Una forte ansia è spesso presente nel disturbo psicopatico, legata a un sentimento di vuoto nella vita.

Infine, bisogna sottolineare il forte rischio di dipendenza che hanno queste persone. L’alcool arriva in cima ai prodotti consumati, ma anche i farmaci vengono utilizzati, spesso in modo incontrollato.

Alain Sousa

Fonte: Trattamento della psicopatia, raccomandazioni dell’Autorità superiore della sanità, giugno 2006.

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23/08/2012

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