Home  
  
  
    La cura dei DOC
Cerca

Le patologie mentali
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

La nuova cura del disturbo ossessivo compulsivo

Decisamente rivoluzionarie, le tecniche neurochirurgiche possono arrivare là dove i trattamenti convenzionali si sono rivelati inefficaci, infondendo speranza a centinaia di pazienti affetti da malattie mentali. Oggi, un'équipe di ricercatori francesi dimostra il ruolo importante della stimolazione cerebrale profonda nel trattamento dei pazienti che soffrono di disturbi ossessivo-compulsivi (DOC).

La cura dei DOC
© Getty Images

I disturbi ossessivo-compulsivi, più comunemente noti con l'acronimo DOC, possono arrivare a trasformare la vita delle persone che ne soffrono in un vero e proprio incubo. Controllare più volte di seguito che la porta/il gas siano ben chiusi, lavarsi ripetutamente le mani, non poter camminare sulle fessure dei listelli del parquet… Complessivamente, la percentuale di popolazione colpita da questa malattia, che si manifesta in una fascia di età compresa tra 5 e 30 anni, varia dal 2 al 3%. In 1 caso su 2, questa patologia evolverà in una forma cronica e debilitante.

Il DOC: un handicap psicosociale grave

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi e di compulsioni che la persona critica e non accetta, considerandole come assurde, ma dalle quali tuttavia non riesce a sottrarsi. La vita sociale e quotidiana sono notevolmente compromesse. La persona vive quindi uno stato emotivo di forte ansia, che riesce a ridurre temporaneamente solo se ripete i rituali compulsivi. Benché le manifestazioni dei disturbi ossessivo-compulsivi siano svariate, seguono tutte uno schema preciso: in seguito alla comparsa di un pensiero intrusivo - "Ho chiuso bene il gas/la porta, ecc." - il paziente immagina successivamente uno scenario catastrofico - "Scoppierà un incendio/Entreranno i ladri"…

Ed è proprio in questo momento che interviene l'ansia. Per attenuare questa angoscia, esiste un'unica soluzione: mettere in atto i cosiddetti "rituali di controllo". Sfortunatamente però, anche questa soluzione non basta a calmare il paziente, che si vede quindi costretto a ripetere più volte al giorno questi gesti che assurgono presto a consuetudine. "Il DOC diventa una malattia a tutti gli effetti quando il malessere occasionale persiste più di un'ora al giorno", spiega il Dr. Luc Mallet, direttore dell'équipe medica dell'Inserm di Parigi. In questo caso, il disturbo ossessivo-compulsivo occupa un posto tale nella vita del paziente da non lasciar più spazio a una vita normale. Il disturbo finisce quindi per diventare un handicap psicosociale grave".

DOC: un paziente su 5 non reagisce alle cure tradizionali

Nella maggior parte dei pazienti, un trattamento che associa neurolettici e psicoterapia, in genere, è sufficiente per attenuare i sintomi. Ma per 1 paziente su 5, non c'è nulla da fare: il disturbo ossessivo-compulsivo persiste a dispetto delle cure. Per venire in aiuto a questi pazienti, il Dr. Luc Mallet e la sua équipe hanno pensato di utilizzare una tecnica ampiamente diffusa in neurochirurgia e che si è già dimostrata efficace nel trattamento di altre malattie neurologiche o mentali come la sindrome di Tourette e il morbo di Parkinson: la stimolazione cerebrale profonda (SCP). Tuttavia, si sono rese necessarie più fasi prima di approdare alle sperimentazioni cliniche nei pazienti2.

In primo luogo, si trattava di capire su quale area del cervello lavorare. "Sapevamo che i gangli della base erano coinvolti nel controllo motorio e delle emozioni. Abbiamo quindi formulato l'ipotesi secondo cui queste strutture fossero verosimilmente implicate nella malattia", sottolinea il Dr. Mallet. "Ma per verificarlo, dovevamo confermare anche la seconda parte della nostra ipotesi, in base alla quale un'alterazione del processo metacognitivo sarebbe all'origine dei DOC".

Il DOC, un'alterazione della metacognizione?

Per capire meglio cosa spinge i pazienti ad assumere questi comportamenti che riconoscono di fatto come "assurdi", occorre indagare sulla stretta correlazione tra dubbio e controllo: "Si controlla quando si dubita". Sicuramente banale, eppure, questa capacità di dubitare, di rimettere in discussione (ciò che si percepisce, ciò che si ricorda) è una facoltà essenziale, indispensabile per la mente umana.

Maggiormente nota con il nome di metacognizione, questa facoltà corrisponde all'introspezione, ovvero alla capacità di riflettere sui propri pensieri. "Le persone affette da DOC hanno motivo di pensare che il problema riguardi questo processo metacognitivo: poiché non riescono sufficientemente a fidarsi devono ricorrere al controllo per far venire meno l'incertezza: abbiamo formulato l'ipotesi circa l'esistenza di un'iperproduzione di segnali di errore che vanno a instillare dubbi eccessivi".

Ed è proprio da questo dubbio che emergono un'angoscia e una tensione che è possibile alleviare solo attraverso il completamento di un rituale.

Un esperimento per schematizzare i DOC

Per verificare la loro ipotesi, i ricercatori hanno tentato di schematizzare una situazione che genera comportamenti di controllo in pazienti affetti da disturbo ossessivo-compulsivo e in pazienti sani. Durante l'esperimento, i partecipanti dovevano contare i punti che comparivano su uno schermo in un lasso di tempo limitato, ma con la possibilità di rivedere l'immagine tutte le volte che volessero prima di rispondere. Non ha sorpreso che i pazienti affetti da DOC controllassero un maggior numero di volte rispetto agli altri partecipanti.

Mentre i pazienti reclutati contavano e rispondevano, i ricercatori registravano la loro attività cerebrale sia tramite imaging a risonanza magnetica (MRI) funzionale sia con tecniche di elettrofisiologia. L'obiettivo consisteva nel verificare che l'attività dei neuroni a carico del ganglio della base fosse stata effettivamente influenzata dal fatto di dubitare e controllare. "In realtà, nei pazienti affetti da DOC abbiamo osservato un aumento dell'attività dei neuroni di questa regione nel momento in cui dubitano e controllano. O meglio: questa attività era addirittura predittiva del controllo compulsivo", dichiara entusiasta il Dr. Mallet.

La stimolazione cerebrale profonda per guarire dai DOC

La SCP potrebbe forse evitare questa alterazione del processo metacognitivo all'origine delle compulsioni? Per eseguire questa procedura è necessario inviare un flusso di corrente continua sulle strutture cerebrali bersaglio tramite un pacemaker posto sotto la clavicola.

Forti dei risultati ottenuti dall'esperimento, il Dr. Mallet e la sua equipe hanno inizialmente avvalorato la loro ipotesi testandola su un modello animale (topi mutati con compulsioni di lavaggio/toelettatura), prima di applicare questa tecnica ai pazienti affetti da disturbi ossessivo-compulsivi gravi e farmaco resistenti. "Alla fine abbiamo ottenuto ottimi risultati, registrando un netto miglioramento nel 70% dei pazienti: in alcuni di loro le compulsioni sono addirittura scomparse", si rallegra il Dr. Mallet. "Sfortunatamente non sappiamo ancora perché il trattamento non produca alcun effetto sul 30% di questi pazienti".

Migliorare la vita dei pazienti

Ci sono effetti collaterali? Il fatto che questa procedura sia "definitiva" disturba i pazienti? "A oggi non abbiamo osservato alcun effetto collaterale, ma dobbiamo ancora aspettare per conoscere gli effetti del trattamento a lungo termine. Per quanto riguarda il carattere definitivo del trattamento, non è un aspetto che scoraggia i pazienti. Al contrario, chiedono e desiderano porre fine alle loro compulsioni per poter riprendere a vivere un'esistenza normale", dichiara lo specialista.

Per il momento, solo i 16 pazienti reclutati nell'ambito di questo studio hanno potuto beneficiare di questo trattamento innovativo. Eppure i ricercatori confidano di riuscire a comprovarne l'efficacia per poterlo proporre a tutti i pazienti per i quali le cure tradizionali risultano inefficaci. "Vorremmo anche capire perché il 30% dei nostri pazienti non risponde al trattamento e riuscire a individuare nuove strategie terapeutiche mirate", aggiunge il Dr. Mallet. Il motivo conduttore? "Migliorare la vita dei pazienti con l'obiettivo di dirigersi verso una medicina personalizzata", conclude il ricercatore.

Yamina Saïdj

Fonti
Médecine prédictive et personnalisée en psychiatrie: la révolution de la décade à venir - Conferenza stampa, 30 gennaio 2014

Commenta
02/06/2014
Caricamento ...

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?