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La repressione o il meccanismo di difesa contro le pulsioni

La teoria del meccanismo di difesa è un concetto freudiano. Ma cosa si intende per repressione? Cos’è che si reprime? E perché? Le spiegazioni del Prof. Patrick Landman, psicanalista, psichiatra e psichiatra infantile.

La repressione
© Getty Images

Concetto fondamentale della psicanalisi, la repressione è un meccanismo di difesa psichica. Un processo normale che può però diventare patologico. Ci spiega il perché il Prof. Patrick Landman, psicanalista, psichiatra e psichiatra infantile.

Cos’è la repressione?

La repressione è un meccanismo di difesa inconscio contro pulsioni che vengono in questo modo soffocate o allontanate. “Si tratta di un processo che consiste nel respingere, nel mettere fuori dalla portata della coscienza rappresentazioni psichiche inaccettabili”, spiega il Prof. Patrick Landman. Tali rappresentazioni sono tabù al livello dell’IO, della coscienza. La repressione è legata al lavoro del Super-io che rifiuta nel nostro inconscio qualsiasi idea inaccettabile per la società. “Queste pulsioni vanno contro la nostra educazione, i nostri valori morali”, spiega il Prof. Landman.

Le pulsioni più frequentemente represse? Le pulsioni sessuali, il parricidio e l’incesto. Queste rappresentazioni vengono allora relegate nell’inconscio, una zona non direttamente accessibile alla coscienza. È ciò che chiamiamo rimozione. “Sono ipotesi di Freud non validate scientificamente”, sottolinea il Prof. Landman.

La repressione: un processo normale che può diventare patologico

“Il problema della repressione è che queste rappresentazioni psichiche inaccettabili continuano ad agire”, spiega il Prof. Landman. L’inconscio trova vie d’espressione nei sogni, nei lapsus, negli atti mancati e nei sintomi… È ciò che viene chiamato il ritorno del rimosso. La repressione è un normale processo della vita psichica che abbiamo tutti a gradi diversi.

Se c’è troppa inibizione, tuttavia, la repressione diventa patologica. Allora la persona presenta disturbi di funzionamento della personalità. “Non ha più un modo di funzionamento normale”, spiega lo psichiatra. Alcuni esempi di sintomi di repressione patologica: una persona che si rinchiude in casa, che non può più uscire, neanche per andare a lavorare. “È qualcuno che ha pulsioni aggressive incoscienti”, spiega il Prof. Landman – oppure una persona che fa pulizie per 10 ore al giorno o che controlla 20 volte se la porta è chiusa bene... “Per gli psicanalisti, i Disturbi Ossessivi Compulsivi (TOC) sono collegati alla repressione”, spiega lo psichiatra.

Repressione patologica: quale trattamento?

Quando si hanno sintomi correlati a una repressione patologica, c’è bisogno di un intervento psicologico e medico. “La repressione è di difficile accesso, il trattamento può essere farmacologico ma è soprattutto la psicanalisi che può aiutare; il metodo psicanalitico prova a sollevare questa repressione”, spiega il Prof. Landman.

Caso esemplare: una donna che non usciva più di casa. La psicanalisi ha mostrato che aveva pulsioni aggressive nei confronti delle donne incinte, per motivi legati alla sua storia personale (gravidanze della madre). Per coloro che non hanno il tempo di fare un lavoro su se stessi, è possibile seguire una terapia comportamentale. Questa permette di attenuare i comportamenti patologici di tipo TOC, ma senza cercarne la causa.

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15/12/2014

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