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Shopaholism: sei a rischio

Se l’ultimo giubbotto in pelle o il tuo smartphone costano più della quota mensile del tuo appartamento in affitto che sei certo non riuscirai a coprire neanche questo mese; se spendi e spandi senza badare a spese; se la passione per lo shopping ha superato ogni limite; è il momento di fermarsi a riflettere. Potresti soffrire di “shopaholism” meglio nota come sindrome da shopping compulsivo. Scopri con Doctissimo qual è il tuo livello di rischio.

Sei a rischio shopaholism?
© Getty Images

La sindrome da acquisto compulsivo è diffusa in Italia; contrariamente a ciò che si crede, non è un fenomeno ad appannaggio esclusivamente femminile, interessa, seppur in minima percentuale, anche gli uomini. Se le donne sperperano il loro stipendio in borse, scarpe e vestiti; gli uomini preferiscono spendere in telefonini, portatili e automobili.

Shopping compulsivo, shopahlosim, oniomania

Sono tanti i termini attribuiti alla sindrome da acquisto compulsivo che rappresenta un disagio psicologico e comportamentale caratterizzato da una propensione esagerata, il più delle volte ingiustificata, all’acquisto. Proprio in virtù della mania dell’acquisto provata dai compratori compulsivi, all’inizio del ‘900 tale disturbo venne denominato oniomania. Oggi la sindrome dello shopping compulsivo è entrata a far parte delle new addictions , una dipendenza “senza sostanza” in cui l’acquisto è dettato da pulsioni incontrollabili capaci di interferire con la vita dell’individuo a livello personale, professionale e finanziario.

Shopaholism: l’identikit del compratore compulsivo

Tracciare l’identikit del compratore compulsivo non è semplice; i compratori compulsivi, infatti, possono relazionarsi con i loro sintomi in modo dissimile e spesso gestiscono il disturbo nella piena convinzione di avere la situazione sotto controllo. Lo shopper compulsivo, in genere, è colui che:

  • Convive col pensiero dell’acquisto che interferisce nello svolgimento delle normali attività quotidiane;
  • Sente il bisogno irresistibile di fare acquisti;
  •  Prova un intenso piacere al momento dell’acquisto ma è assalito dai sensi di colpa, dalla vergogna o dall’imbarazzo subito dopo aver speso i soldi;
  • Accusa stress prima e dopo le compere; mentre il mancato acquisto gli procura stati d’ansia, irritabilità, depressione;
  • Sceglie prodotti che possano contribuire a costruire e migliorare la sua immagine (prediligendo abbigliamento e dispositivi tecnologici);
  • Ha in casa tanti oggetti, alcuni dei quali mai utilizzati che non ricorda neppure di possedere, o di cui, una volta acquistati, non vede l’ora di disfarsi;
  • Spesso ha alle spalle una storia personale fatta di disturbi legati alla sfera dell’ossessione-compulsione.

Shopaholism: voglia di shopping o disturbo compulsivo?

Fare acquisti è un’azione sicuramente gratificante, ma bisogna ben distinguere la passione per lo shopping dallo shopping compulsivo. Nel primo caso, lo shopping è un desiderio naturale che accomuna tante persone. C’è chi ama la tendenza, chi vuole essere sempre al passo coi tempi e così sceglie di destinare una parte del proprio stipendio all’acquisto di cose non indispensabili che, tutto sommato, non incidono eccessivamente sul bilancio familiare. Nel secondo caso, quando si tratta del disturbo compulsivo, il compratore soffre di un’autentica malattia. L’acquisto quotidiano e non necessario è la caratteristica di una dipendenza al pari di droga o gioco che, se oltrepassati i limiti, diventa patologica.

Sei un potenziale shopaholic se…

Shopaholic altro non è che il termine inglese per identificare il compratore compulsivo. E tu, sei a rischio shopaholism? Sei un potenziale shopaholic se:

  • Nascondi gli scontrini in modo che nessuno possa trovarli in giro;
  • Fai sparire l’ultimo acquisto confondendolo con capi già usati riposti dentro gli armadi;
  • Malgrado il conto in banca in rosso e il portafogli quasi vuoto, senza alcuna necessità impellente, non riesci a uscire da un negozio a mani vuote;
  • La tua casa è piena di roba inutile ma continui imperterrito ad ingrandire quello che si trasforma in “museo del superfluo”;
  • Adduci giustificazioni fittizie pur di continuare indisturbato a effettuare acquisti.

Shopping, compulsione e compensazione

Lo shopping compulsivo rientra nella categoria dei disturbi del controllo degli impulsi. Il compratore compulsivo si rifugia nello shopping per diversi motivi. Vi sono compratori che soffrono di depressione o scarsa autostima e cercano di compensare il disagio con lo shopping. Alla base del problema stanno le carenze affettive, i traumi psicologici e il vuoto di un’esistenza che va colmata anche solo con oggetti materiali; l’acquisto è un modo per bilanciare la tristezza che si vive. Il “compulsive buyer” tende a giustificare l’acquisto come pegno di amore verso se stesso, una sorta di regalo e di rivincita su un passato fatto di perdita, abbandono, solitudine. Se l’acquisto è mosso da compulsione, invece, il compratore cerca di tenere a bada stati d’animo negativi, come l’ansia, l’ossessione o di proteggersi da fobie. Ad esempio, una donna lasciata dal proprio partner che si fa prendere dall’angoscia di non piacere più a nessuno, per placare questa paura, molto probabilmente si rifugerà in sedute di shopping.

Se riconosci che la tua passione per lo shopping sta diventando qualcosa di più, non esitare a consultare un bravo specialista che ti aiuterà a capire da cosa nasce il tuo bisogno di fare acquisti. La sindrome dell’acquisto compulsivo può trasformarsi in una dipendenza molto pericolosa che si acuisce nel tempo, mettendo a repentaglio la qualità della tua vita. Se ti piace lo shopping ma vuoi scongiurare il peggio, non pensare solo a sconti, coupon e negozi, canalizza le tue energie e le pulsioni su altre attività da cui potrai trarre sicuramente più giovamento.

Fonti:

http://www.anep.it/biblioanep/uploads/5d943eb8-510d-47af.pdf

http://sociology.rutgers.edu/DOCUMENTS/conf_papers/Hemler_Jennifer.pdf

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19/09/2012

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