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I trattamenti per la schizofrenia

Attualmente, la cura delle persone schizofreniche ha fatto enormi progressi. I trattamenti farmacologici, associati a psicoterapie, consentono il ritorno ad una vita quasi normale. Il punto sulle soluzioni per uscire da questo inferno.

I trattamenti per la schizofrenia
© Getty Images

Circa un quarto degli episodi schizofrenici isolati non ha seguito, ma gli altri sfociano in una malattia cronica che richiede un trattamento.

Farmaci e terapia

Attualmente, i trattamenti hanno fatto enormi progressi. Basati su neurolettici, che consentono di ridurre fortemente i sintomi, essi permettono il ritorno a una vita quasi normale. Certo, esistono effetti collaterali, ma possono essere controllati. Questi farmaci non sono sufficienti da soli e vanno abbinati ad un sostegno psicologico ed eventualmente ad una terapia familiare. Più il trattamento inizia precocemente, migliore è la sua efficacia. Allo stesso modo, esso deve essere seguito scrupolosamente, in quanto la sospensione in genere comporta crisi o ricadute per un periodo che va da qualche giorno a qualche mese. Il trattamento deve essere seguito in modo continuativo per molti anni, anzi, per tutta la vita. Il controllo medico a lungo termine è dunque indispensabile.

I farmaci utilizzati per curare la schizofrenia appartengono alla categoria dei neurolettici, che raggruppano i neurolettici classici e gli antipsicotici atipici. Agiscono su numerosi tipi di recettori cerebrali. Fra i numerosi farmaci disponibili, si distingue l’ultima generazione: gli antipsicotici detti atipici. Questi ultimi hanno consentito di migliorare notevolmente la cura della schizofrenia poiché riducono il rischio di effetti collaterali extrapiramidali (rigidità muscolare, tremori, ecc.) che possono essere molto invalidanti. I tre neurolettici atipici più prescritti sono, nell’ordine, Zyprexa, Risperdal e Leponex.

La cerchia di familiari e amici messi a dura prova

Per i familiari e gli amici, l’arrivo della malattia è spesso uno shock. Giovani avviati ad un futuro brillante, improvvisamente si ripiegano su se stessi, sviluppando sintomi di schizofrenia. La vita con il malato è difficile per la cerchia di familiari e amici, poiché questi devono saper gestire le diverse situazioni e aiutarlo a condurre una vita normale. Più la cerchia di familiari e amici fa prova di pazienza e comprensione, migliore è l’evoluzione della malattia. Alcuni centri propongono dunque di incontrare le famiglie al fine di aiutarle a comprendere meglio la malattia e le sue cure.

Sempre più interesse

Film come “A Beautiful Mind “ hanno permesso di mediatizzare la schizofrenia. Nonostante ciò, le malattie mentali restano un argomento tabù e una fonte di esclusione. Per ovviare a questa situazione, numerose sono le iniziative che vedono la luce. Così, l’Istituto Lilly, in collaborazione con un gruppo di esperti, medici psichiatrici e infermieri in psichiatria, ha ideato il programma Schiz’osedire. Al di là delle informazioni destinate ai pazienti e ai professionisti sanitari, Schiz'osedire mira anche a sensibilizzare la cerchia di familiari e amici dei malati e il grande pubblico alla cura di questa malattia.

Attualmente, sono disponibili 6 fascicoli Schiz’osedire che trattano la natura dei disturbi schizofrenici, dei trattamenti e delle modalità di cura. I libretti più specificamente destinati ai pazienti affrontano temi precisi come l’alloggio. L’insieme di questi documenti è disponibile sul sito Schizosedire.com.

I laboratori Pfizer hanno anche messo a punto un programma, chiamato “alliance”—alleanza—destinato ai malati e agli assistenti. Il programma si basa su una serie di brochures molto complete che affrontano i diversi aspetti della malattia.

Nell’attesa che questo disturbo tragga vantaggio da trattamenti ancora più efficaci, informazioni più chiare dovrebbero aiutare ad effettuare una diagnosi più precoce, una cura più adatta e una migliore comprensione del pubblico.

Alain Sousa

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24/08/2012

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