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Disturbo evitante di personalità: se lo conosci, lo eviti

Essere criticati raramente è piacevole per qualcuno, ma alcune persone, pur di evitare giudizi negativi, preferiscono rinunciare ad ogni forma di rapporto sociale al di fuori dei parenti più stretti. Sono coloro affetti dal disturbo evitante di personalità o DEP. Come si sviluppa il disturbo da personalità evitante? Quali sono i sintomi? Scopri con Doctissimo il disturbo evitante di personalità e le terapie possibili.

La personalità evitante
© Getty Images

I sintomi del disturbo evitante di personalità

Come capire se una persona ha una personalità evitante? Come spesso accade in psicologia, ma anche in medicina, è la somma che fa il totale e la diagnosi non si basa su un solo sintomo: smesso il camice bianco lo psicologo diventa uno Sherlock Holmes della mente per arrivare alla soluzione del caso, come anche “Dr. House” ci insegna.

La timidezza, ad esempio, non basta come indizio, ma se è accompagnata da senso di inferiorità e dalla solitudine come scelta di vita autoimposta a causa della convinzione di non avere sufficienti capacità a stabilire relazioni con gli altri, allora si può pensare che la DEP sia la colpevole. Spesso una persona affetta dal disturbo evitante di personalità pratica attività solitarie, come videogiochi o suonare uno strumento, per avere la gratificazione che non riuscirà ad avere dai rapporti sociali. Altre volte cerca consolazione nella bottiglia o, più raramente nelle droghe, per rompere la monotonia della sua vita solitaria.

Ovviamente non vuol dire che tutti gli amanti dei videogiochi o chiunque alzi il gomito, sia affetto da questo disturbo di personalità, solo quando lo psicologo analizzerà questi indizi con la sua lente d’ingrandimento si potrà avere una diagnosi certa.

Il DEP in amore e sul lavoro

Se con la propria famiglia la personalità evitante ha meno problemi, ci sono due ambiti della vita, considerati fondamentali dalla maggioranza delle persone, in cui il DEP diventa altamente dannoso: il lavoro e l’amore. Sul lavoro la convinzione di non essere all’altezza li induce a non esporsi al giudizio altrui, rinunciando ad ogni possibilità di carriera.

In amore, invece, tendono ad avere un comportamento riservato e sottomesso: il primo è dovuto sempre al timore del giudizio dell’altro, il secondo alla paura di perdere il proprio partner. Guidata dalla filosofia del “dire sempre si” la persona affetta da DEP accumula comunque frustrazioni nel corso del rapporto, che, in alcuni casi, poi sfoga con esplosioni di rabbia.

DEP e altri disturbi simili

A causa della generalità dei sintomi, si potrebbe confondere questo disturbo con altri simili, come la fobia sociale. La differenza più importante è che, mentre la fobia sociale è legata a una particolare situazione e chi ne soffre ha paura di ciò, come ad esempio parlare in pubblico, la personalità evitante ha il timore di non essere adeguato in ogni situazione sociale: che si tratti di prendere un caffè con i colleghi di lavoro o di parlare davanti a una platea di migliaia di persone fa poca differenza.

Un’altra distinzione importante tra il DEP e altre patologie, sta nel fatto che non bisogna pensare che la personalità evitante non desideri entrare in contatto con altre persone, lo vorrebbe eccome, ma non se ne sente capace. Proprio questa frustrazione conduce spesso chi è affetto da DEP alla depressione e agli attacchi di panico, che non sono altro, in questo caso, che dei sintomi della malattia.

Disturbo evitante di personalità: diagnosi e terapia

Esattamente come per avere un indiziato bisogna che sia stato commesso un reato, affinché uno psicologo possa iniziare le sue indagini per capire se è di fronte a un caso di Dep, bisogna che il disturbo si sia prima manifestato, e questo avviene più o meno intorno ai 18 anni. Come tutte la malattie, però, non sorge improvvisamente: la timidezza, o una forte ansia legata ai rapporti sociali, possono essere i primissimi indizi di qualcosa che non va.

Ci sono anche dei fattori di rischio per lo sviluppo della personalità evitante: un ragazzo o una ragazza che abbia sperimentato forme di bullismo sulla propria pelle, o che abbia dei genitori molto critici nei suoi confronti e molto attenti alle regole sociali, è più probabile che sviluppi la DEP.

Nel caso qualcosa di quanto detto risulti familiare il consiglio è correre dallo psicologo, che con la psicoterapia, e l’eventuale uso dei farmaci in caso di depressione o forte ansia, riporterà la personalità evitante ad aver fiducia in se stesso e lo guarirà dal terrore del rifiuto degli altri.

Giuditta Danzi

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30/09/2013

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