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L'autismo

È una malattia rara, in genere infatti colpisce 2/4 bambini su 10 mila, più spesso i maschi delle femmine. Inspiegabilmente, è più frequente nelle classi sociali elevate.

L'autismo
© Getty Images

L’autismo è una grave malattia psicopatologica che impedisce al bambino di stabilire rapporti con gli altri. In genere, questa condizione, si manifesta prima dei 30 mesi e, solitamente, entro il primo anno di vita. Non si conoscono, ancora, le cause precise dell’autismo ma, sicuramente, è stato dimostrato che ha una base organica. Un quarto dei bambini autistici, infatti, presenta segni di un disturbo neurologico. Inoltre, un terzo, durante l’adolescenza accusa crisi epilettiche. L’unica causa certa, oggi, è da ricondurre a un leggero danno cerebrale.

Quali sono i sintomi?

Nei primi mesi di vita i bambini autistici hanno un comportamento normale, poi iniziano a essere refrattari alle persone e agli stimoli. Il primo segno della malattia può essere la resistenza a venire coccolati. Quando il bambino viene preso in braccio, infatti, piange e insiste per non essere toccato anche se ferito o stanco. Il bambino autistico tende a mantenere una distanza dai genitori e non allaccia rapporti sociali. Non guarda le persone negli occhi, preferisce giocare da solo, è spesso indifferente ai sentimenti altrui o alle convenzioni sociali. Una caratteristica importante, della malattia, è l’estrema resistenza a qualsiasi tipo di cambiamento. Il bambino, infatti, reagisce con gravi accessi di collera se si cambiano le sue abitudini o se si interferisce nelle sue attività. Nel gioco tende a sviluppare “rituali” precisi spesso, poi, si affeziona a oggetti o a collezioni insolite o, ancora, è ossessionato da particolari argomenti o singole idee. Questo, quindi, rende molto difficile fargli apprendere nuove nozioni. Il ritardo nel linguaggio è molto frequente. Il bambino autistico, infatti, non possiede la capacità di comprendere o di imitare il linguaggio. Per questo motivo, quindi, risponde ai suoni in modo improprio. Anche quando il linguaggio viene acquisito risulta immaturo, privo di fantasia, simile a quello di un “robot”. Spesso, infatti, il bambino inventa parole “sue” o ripete, ossessivamente, quello che sente dire intorno a lui. A questo quadro clinico, inoltre, possono associarsi altre anomalie del comportamento. Il bambino autistico, infatti, può camminare sulla punta dei piedi, schioccare compulsivamente le dita o giocherellare, per ore, con esse. Spesso, poi, è iperattivo, urla improvvisamente, si dondola e può arrivare a compiere atti di autolesionismo. Sono frequenti, anche, paure insolite e difficoltà nell’apprendere compiti manuali. Nonostante questa grave sintomatologia, però, il bambino autistico ha un aspetto e una coordinazione muscolari normali. Talvolta, inoltre, sviluppa in modo notevole particolari talenti: capacità di calcolo, memoria straordinaria, abilità musicale sbalorditiva.

Quale è la terapia?

Ancora oggi, in realtà, non si conosce alcuna terapia efficace. Tuttavia, però, possono risultare utili un’adeguata istruzione, sostegno e consulenza specializzata ai genitori e ai familiari e una terapia comportamentale per ridurre l’autolesionismo violento. I genitori di un bambino autistico, infatti, possono presentare reazioni allo stress legato all’incapacità, all’impotenza, dinanzi a una malattia come l’autismo. Un grande aiuto, inoltre, è rappresentato dalla pet therapy. La zooterapia, infatti, permette, in molti casi, di stabilire un rapporto emotivo con i bambini e, grazie a questo rapporto, creare un canale di comunicazione paziente - animale - medico mirato a stimolare la partecipazione emotiva del bambino. La vicinanza di un animale, infatti, può calmare l’ansia, trasmettere calore affettivo, aiutare a superare lo stress e la depressione. Cani, gatti, cavalli - Ippoterapia, asini - Onoterapia e delfini - Delfinoterapia possono essere alleati straordinari nella cura dell’autismo. La scelta dell’animale “giusto” per il singolo paziente dipende dalle preferenze personali, dalle capacità psico fisiche, dall’analisi di eventuali fobie specifiche, dalla risposta emotiva durante le prime sedute. La pet therapy, quindi, può offrire ai bambini autistici un miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, emotivo e sociale.

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17/11/2011

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