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Riconoscere un bugiardo patologico

Dai vagoni della metropolitana ai palazzi del potere, la menzogna sembra oggi molto diffusa nella nostra società… Ma qual è il profilo del bugiardo? Quando si passa da una piccola deformazione della verità alla vera e propria mitomania? Doctissimo risale alle radici delle menzogne e di altre omissioni…

Riconoscere un bugiardo
© Getty Images

Viene in mente François Mitterrand, che aveva tenuto nascosto il proprio stato di salute (e quello della figlia), oppure Bill Clinton, che non aveva mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky… La bugia, però, non è appannaggio esclusivo delle alte sfere!

Troppe bugie

Il mondo che ci circonda non è molto onesto, e noi non lo siamo per un motivo. Secondo uno studio americano, le menzogne sono assai frequenti nella società. Mentiamo, infatti, in media due volte al giorno. Nell'arco di una settimana, pare che a un terzo delle persone che incontriamo sia riservata una verità che è "farina del nostro sacco"… L'aspetto più preoccupante è che gli adolescenti mentirebbero una volta su due ai genitori! Tuttavia, nella maggioranza dei casi si tratterebbe di "bugie bianche", per non contrariare l'interlocutore o evitare il conflitto…

Le donne sono bugiarde

Checché ne dicano le signore, un altro studio inglese condotto su un campione di 5.000 donne dimostra che le rappresentanti del gentil sesso sarebbero delle "imbroglione" immatricolate. Stando all'indagine, 19 donne su 20 ammettono di mentire al loro coniuge. Spesso si tratterebbe di grosse bugie. Tra le più proferite, il famoso "ma no, non sei grasso", che, detto en passant, dicono spesso anche i signori. Rivelazione eclatante: la metà delle donne interpellate confessa che, qualora rimanesse accidentalmente incinta di un altro uomo, non direbbe la verità al proprio partner. Sempre a proposito di maternità, il 42% delle intervistate ammette che potrebbe arrivare a mentire sulla contraccezione pur di concepire un figlio contro il volere del compagno…

Al telefono non si dice la verità

L'avvento dei mezzi di comunicazione moderni è da considerare un progresso? Stando ai dati reali, non è così certo, perché la tecnologia sembra avere facilitato la menzogna. È quanto sostengono alcuni ricercatori americani, secondo i quali le persone mentono molto di più al telefono che faccia a faccia. In effetti, è più facile proferire enormità senza dovere allo stesso tempo mascherare il proprio atteggiamento e sostenere uno sguardo inquisitore. Tuttavia, per gli studiosi, l'avvento dell'e-mail sembra ridare spazio a un po' più di onestà. Le persone dipendenti dal Web, infatti, dicono meno bugie. La posta elettronica permette di prendersi il tempo di formulare le proprie risposte in maniera intelligente per non dover essere costretti a mentire. E, soprattutto, le persone mentono molto meno da quando sanno che le loro dichiarazioni vengono registrate e classificate, e che pertanto possono essere recuperate per confrontarle…

Quando la bugia diventa patologica

Per fortuna, queste piccole manipolazioni della verità sono nella maggioranza dei casi prive di conseguenze. A volte, però, la menzogna diventa una seconda natura e può determinare ripercussioni più o meno gravi. Questo comportamento è noto come mitomania, fra l'altro recentemente dimostrato dal caso della falsa aggressione su un treno della RER a Parigi. Qual è la caratteristica del mitomane? Spesso non si rende conto delle proprie menzogne, esagerazioni e dissimulazioni. Questo disturbo può rientrare in un problema più ampio: la mitomania, infatti, è frequente nelle nevrosi isteriche. L'aiuto di uno specialista (psichiatra o psicologo) è in tal caso indispensabile. La psicoterapia (talvolta associata all'assunzione di ansiolitici) permette di risalire alle cause del comportamento e di modificarle.

Alain Sousa

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23/09/2013

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