Home  
  
  
    La sindrome del viaggiatore
Cerca

Sindromi psicologiche
 
Il tuo nome :
La tua mail * :
Nome del destinatario :
E-mail del destinatario * :
Messaggio :
*campo obbligatorio
Messaggio inviato

La sindrome del viaggiatore

Se i viaggi formano la giovinezza, possono anche sconvolgere. Ogni anno i turisti si confrontano con un sentimento estraneo durante le loro vacanze, un malessere più o meno passeggero che è ormai molto comune.

La sindrome del viaggiatore
© Getty Images

In effetti, il soggiorno si svolge normalmente ma allora perché compaiono la sindrome di Parigi, di Gerusalemme, dell’India? Alcune destinazioni sono più capaci di turbare i turisti.. ecco quali sono queste strane sindromi dei viaggiatori e i tutti i sintomi cui fare attenzione. Il viaggio non è solo fisico. Per alcuni turisti si affianca ad un vero percorso interiore, a cammini emotivi. E quando l’emozione diventa troppo forte, da sommerge completamente i turisti, per la bellezza dei luoghi, la forza religiosa, ecc, alcuni si sentono male. “La sindrome del viaggiatore corrisponde a preoccupazioni psicologiche passeggere, che sentono alcune persone quando la differenza tra l’idea che hanno del loro viaggio e la realtà è troppo grande ”, spiega il Pr Olivier Bouchaud, membro del Centro consiglio ai viaggiatori del CHU Avicenna, vicino Parigi. “Ma queste manifestazioni sono rare e varie. È difficile raggrupparle tutte sotto la stessa sindrome”, spiega Bouchaud.

La sindrome di Stendhal

"Il turista viene spesso dalla stessa cultura del paese visitato", spiega il medico, "non è dunque la differenza culturale che crea il turbamento. È piuttosto lo shock affettivo che rappresenta l’eccesso di bellezza che scatena una sensazione di malessere" . È il caso di città come Firenze o Venezia: più la persona è sensibile alla bellezza artistica, più avrà delle nozioni di arte e storia, più sarà sensibile dal coglierne le sottigliezze. E dunque sarà più soggetta a confrontarsi con questa sindrome.

La sindrome di Gerusalemme

"Sono generalmente motivi religiosi o mistici che hanno motivato il viaggio. Purtroppo la verità sul luogo non è quella che si aspettava. Questo divario affonda i turisti o i pellegrini in una sensazione di svilimento", commenta Bouchaud. Possono sentire allora il bisogno di isolarsi o anche di purificarsi il corpo più che la mente

La sindrome dell'India

"È abbastanza vicina alla sindrome di Gerusalemme", precisa il professore. "Il malessere nasce dalle persone che non scoprono il misticismo indiano sperato. Si ritrovano piuttosto a confrontarsi con la violenza e la povertà dell’India. Non arrivano a trovare la serenità che questo viaggio avrebbe dovuto procurargli". Questo grande shock può provocare una profonda angoscia, a volte perfino un comportamento paranoico verso la popolazione locale.

La sindrome di Parigi

Mentre le altre sindromi citate possono ritrovarsi nelle altre città, la sindrome di Parigi è totalmente unica e riservata alla capitale francese. Riguarda soprattutto i giapponesi che visitano questa città che idealizzano enormemente Parigi, ne hanno una visione romantica alla Doisneau o alla Amélie Poulain e si aspettano di essere immersi in una pubblicità di lusso. Quando arrivano nella capitale, lo shock è troppo grande: strade sporche, gente poco accogliente, ritmi sfrenati, trasporti affollati, quartieri lontano dall’essere lussuosi. Parigi è a volte ben lontana dalla magia venduta sulle riviste.

I sintomi della sindrome del viaggiatore

"Sul piano espressivo dei turbamenti, queste diverse sindromi si manifestano tutte allo stesso modo", afferma Bouchaud. I sintomi della sindrome del viaggiatore possono andare dalla semplice sensazione di disagio allo stress, fino alla tachicardia e le vampate di calore. Alcuni pazienti sono vittime di un delirio, di allucinazioni e perfino paranoia e crisi di identità. "Nei casi più estremi è necessario un rimpatrio rapido per un ritorno alla normalità".

Tutte queste sindromi possono manifestarsi allo stesso modo, ma il meccanismo può variare leggermente. "Per la sindrome di Stendhal, siamo in un meccanismo è positivo. È l’eccesso di bellezza che crea il malessere. Mentre per le altre tre si tratta piuttosto di delusione come elemento scatenante", dichiara l’esperto.

Sindrome del viaggiatore: chi è più a rischio?

"Si constata che le persone colpite da questa sindrome sono piuttosto viaggiatori solitari o donne", spiega Bouchaud. Il fatto di viaggiare soli è un fattore di rischio, dato che dal momento in cui i disturbi appaiono, nessuno può rassicurarvi, riconnettervi con il vostro mondo e i vostri punti di riferimento. "Allo stesso modo è vero che i viaggiatori molto sensibili all’estetica si confrontino maggiormente con la sindrome di Stendhal, rispetto a coloro che sono privi di nozioni per comprendere ciò che ammirano".

Sindrome del viaggiatore: è grave, dottore?

"Non esiste uno studio epidemiologico su questo fenomeno", ricorda Bouchaud. Si tratta di eventi molto rari. Per la sindrome di Parigi l’ambasciata del Giappone a Parigi rileva una ventina di giapponesi colpiti ogni anno.

In maniera generale si tratta di piccoli disturbi passeggeri della personalità, di nevrosi. Il ritorno nel proprio ambiente quotidiano basterà a farli scomparire. Tuttavia Bouchaud tiene a precisare che in alcuni casi rari, queste manifestazioni possono “essere rivelatrici di disturbi più seri della personalità”. Eppure non bisogna allarmarsi. “Incontrare questi disturbi in vacanza, non significa essere pazzi, mette in guardia il professore. Bisogna relativizzare, consultare un medico se si è preoccupati. In ogni caso bisogna sdrammatizzare la situazione. Ed essere consapevoli che nonostante questo episodio, i prossimi viaggi potrebbero essere migliori.

Jessica Xavier

Commenta
30/08/2013

Per saperne di più:


Newsletter

Test consigliato

Momento di malinconia o depressione?

Test psicologia

Momento di malinconia o depressione?