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La teoria degli atti mancati

Dimenticare un appuntamento con un'amica, partire senza il biglietto aereo, perdere le chiavi dell'auto prima di recarsi a un colloquio di lavoro… Secondo Freud, non si tratta di casualità. Allora, cosa si nasconde dietro questi atti mancati? Ce lo chiarisce Pascal Zentz, psicanalista che esercita la sua professione a Parigi.

La teoria degli atti mancati
© Getty Images

La nozione di atto mancato fu introdotta da Freud nel 1901 nel suo saggio intitolato Psicopatologia della vita quotidiana. Gli atti mancati sarebbero indicativi di nostre preoccupazioni inconsce.

Atti mancati: non vederne dappertutto!

"Non tutte le dimenticanze sono atti mancati", rassicura Pascal Zentz, psicanalista. "Un atto mancato è sempre qualcosa di molto personale, tra sé e sé", aggiunge. Di conseguenza, è un caso abbastanza eccezionale. Infatti, se dimentichi le chiavi in casa perché distratto da una telefonata, non pensare che si tratti di un atto mancato. D'altronde, un atto mancato può essere evidente, ma può anche non essere per forza immediatamente identificabile. Di rado te ne rendi conto da solo: "Spesso, sarà un amico o uno psichiatra a dirti che si tratta di un atto mancato", spiega Pascal Zentz. Altro modo per capirlo: "Nel caso di un atto mancato, si fa spesso ciò che si dovrebbe, ma in maniera incompleta", afferma lo psicanalista. Ecco un esempio: devi prendere l'aereo con il tuo/la tua partner, è lui/lei ad avere i biglietti, ma "fate in modo" di confondervi con gli orari. "In un atto mancato, si fa in modo che all'apparenza l'insieme delle cose sia stato rispettato, ma allo scopo che la data cosa non si faccia", ricorda lo psicanalista.

Atti mancati: una paura inconscia

"Dietro un atto mancato si cela qualcosa di piuttosto forte, bloccato", sottolinea Pascal Zentz, che aggiunge: "Inconsciamente, ci si premunisce contro qualcosa di cui si ha paura e ciò si esprime spesso in modo sconveniente". Ecco un esempio: "Se si dimenticano i propri biglietti aerei prima di un viaggio, si può dire che, dietro tale azione, si celino una volontà di non partire e una paura", spiega il nostro esperto. "Dietro a un atto mancato si cela qualcosa che non si vuole affrontare, nel momento in cui si è obbligati a farlo", precisa. Ad esempio, perdi le chiavi dell'auto prima di recarti a un colloquio di lavoro. Cosa deve indurti a fare un'autoanalisi o a consultare uno specialista? "Se questo atteggiamento diventa ricorrente: perdi spesso le chiavi, ti dimentichi gli appuntamenti, confondi gli orari…", sottolinea Pascal Zentz.

Atti mancati: più frequenti nel corso di una psicoterapia

"Gli atti mancati, rari nella vita quotidiana, capitano spesso nel corso di un trattamento psicoterapeutico. I pazienti dimenticano il loro appuntamento, prendono l'autobus nella direzione sbagliata o, ancora, si trovano al numero civico esatto ma non nella via giusta, quando è già da anni che vengono alle sedute", spiega lo specialista. "Oppure la persona viene nel giorno giusto ma non all'orario stabilito", aggiunge. Come spiegare questi eventi? "Spesso, nell'ambito della psicoterapia si approda a scoperte che la persona vuole evitare di affrontare", è l'interpretazione di Pascal Zentz. "E, quando ciò avviene, si cerca di comprenderne il motivo", precisa lo psicanalista. E tu, hai avuto un'esperienza di atto mancato? Se sì, vieni a parlarne nei nostri forum!

Anne-Sophie Glover-Bondeau

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25/06/2013

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