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Perchè smettere di fumare?

Lo sappiamo tutti. Il fumo uccide. Eppure i rischi del fumo rimangono sottovalutati, in particolare dai fumatori. Il Prof. Daniel Thomas, cardiologo all'Institut du Coeur dell'ospedale Pitié-Salpétrière di Parigi, fa il punto sui benefici che si ottengono smettendo di fumare.

Smettere di fumare: i vantaggi
© Getty Images

Sono tanti i vantaggi che si possono ottenere smettendo di fumare: la pelle riacquista il suo naturale splendore, si respira meglio e i rischi di impotenza si riducono in modo significativo… Ma smettere di fumare apporta beneifici soprattutto a livello cardiovascolare.

Il fumo uccide più di 80.000 persone all'anno

"Fumare ostruisce le arterie, provocando crisi cardiache e ictus", "Chi fuma corre il 50% in più dei rischi di essere colto da infarto rispetto a un non fumatore". Poco importa che pericoli legati al tabagismo siano illustrati e scritti a caratteri cubitali sui pacchetti di sigarette: i fumatori continuano ancora a sottovalutare la pericolosità insita nel fumo di sigaretta: nel 2009, erano meno del 40% a temere di essere affetti da malattie cardiovascolari e meno del 60% da cancro¹.

In Italia, sono oltre 80.000 le persone che muoiono ogni anno a causa del fumo da sigaretta e 5,4 milioni di vittime nel mondo. In Francia, il fumo uccide ogni anno 73.000 persone, di cui un quarto (circa 18.000) per malattia cardiovascolare, secondo quanto emerso dagli ultimi dati francesi². Questa proporzione di decessi causati da problemi cardiovascolari riconducibili al fumo aumenta addirittura al 30% nelle donne, assumendo le stesse proporzioni della mortalità per cancro da fumo registrata sempre nel caso delle donne", dichiara il Dr. Thomas.

Il fumo svetta certamente al primo posto tra i fattori di rischio di infarto del miocardio, ancor prima dell'ipertensione arteriosa e del diabete. Si tratta di dati forniti dallo studio Interheart, che colloca il fumo al 2° posto dietro al colesterolo. In particolare, il fumo rappresenta un fattore di rischio che colpisce presto e che da solo è in grado di provocare un infarto nei giovani", precisa il Dr. Thomas. "Tra le vittime di infarto prima dei 50 anni, il 70 - 90% sono fumatori, e la stessa percentuale annovera solo il fumo come fattore di rischio di infarto in questi soggetti".

"Non esiste una soglia di dipendenza minima da fumo"

Un luogo comune da tempo in circolazione, e che il cardiologo ha il compito di sventare, è quello secondo cui solo la sigaretta costituisce un pericolo, mentre gli altri prodotti del tabacco, come il sigaro, la pipa e il narghilè, sarebbero inoffensivi. "Tutte le forme di consumo di tabacco comportano un rischio di infarto del miocardio", ribadisce il Dr. Thomas. Questo rischio è quasi triplicato nei fumatori di sigarette con filtro, è di due volte e mezzo superiore tra coloro che preferiscono le sigarette senza filtro, e di poco superiore al doppio negli appassionati di narghilè e di tabacco non fumato; infine, il rischio è più che triplicato nei fumatori di pipa.

"Fumare con moderazione non costituisce un pericolo", questo è il secondo grande luogo comune a cui il medico ha il dovere di opporsi.  "Rispetto agli altri fattori di rischio cardiovascolare, il fumo agisce senza che sia possibile fissare una soglia limite. In altre parole, non esiste un consumo al di sotto del quale il rischio sia nullo. I meccanismi che il fumo attiva, in prevalenza spasmi e trombosi, sono i fattori maggiori di infarto per i quali è sconsigliato farne un consumo massiccio". In poche parole, "non esiste una soglia di dipendenza minima da fumo".

Quanto al fumo passivo, "è reale", inveisce il cardiologo, precisando inoltre che vivere con un fumatore espone a un rischio relativo di malattia cardiovascolare dell'1,62%, mentre essere esposto da 1 a 7 ore alla settimana al fumo di sigaretta espone a un rischio relativo dell'1,24%.

Smettere di fumare: i benefici in sole 24 ore

Te lo dicono tutti: smettere di fumare fa bene alla salute. A livello cardiovascolare, un anno di astinenza è sufficiente per ridurre della metà il rischio di evento coronarico. Ma i primi benefici si avvertono molto prima: nell'arco di 24 ore, il monossido di carbonio viene eliminato dal sangue. In un fumatore, il CO satura l'emoglobina che non è più in grado di trasportare l'ossigeno ai tessuti. La sua eliminazione ripristina quindi la funzione dell'emoglobina, che si manifesta con un miglioramento delle prestazioni sportive; nel giro di 2 settimane, la capacità piastrinica viene ripristinata, eliminando così il rischio di trombosi e di spasmo coronarico.

 Più si è giovani, maggiori sono i benefici che è possibile trarre smettendo di fumare. Quindi, spegnere l'ultima sigaretta prima dei 40 anni significa poter ritrovare l'aspettativa di vita iniziale. "Se si smette più tardi, intorno ai 55 - 65 anni, è come se continuasse a gravare una sorta di ipoteca associata agli altri fattori di rischio cardiovascolare", avverte il Dr. Thomas.

Anche se può sembrare un'ovvietà, smettere di fumare dopo un primo evento cardiovascolare può produrre effetti benefici sulla salute. Ciò consente di ridurre il rischio di recidiva in seguito a un episodio di infarto del miocardio, un by-pass coronarico o una coronaroplastica (o angioplastica coronarica) e di diminuire del 36% la mortalità successiva a un evento coronarico.

Il rischio di diabete, a prescindere dagli altri fattori di rischio, è moltiplicato di 2,66 volte nei fumatori rispetto ai non fumatori. Smettendo di fumare, questo rischio torna identico a quello dei non fumatori³", precisa il Dr. Thomas.

Insomma, dire basta al fumo significa rinunciare ai rischi di impotenza e ai danni alla pelle.

Amélie Pelletier

Fonti:

"Les bénéfices cardiaques du sevrage tabagique", Dr. Daniel Thomas, Entretiens de Bichat, 14 settembre 2012.

Altre fonti:

1. Inpes 2009
2. Mortalité attribuable au tabac en France, Catherine Hill, épidémiologiste Institut Gustave Roussy (scaricabile online).
3. "Smoking and Incidence of diabetes among Us adults", Foy CP et al. Diabetes Care 2005; 28:2501-7 (scaricabile da Internet).

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12/12/2012

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