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Dermatillomania, la mania di schiacciare i brufoli

"Smettila di toccarti i brufoli!", ma se la tentazione è forte, il foruncolo posizionato in un punto visibile del viso ed è ben maturo, l’epilogo è uno solo. Schiacciare i brufoli piace alle donne, ma anche agli uomini. Basta uno specchio e la caccia alle impurità comincia. Scopri con Doctissimo i sintomi di una brutta abitudine che può sfociare in una patologia: la dermatillomania.

La Dermatillomania
© Getty Images

La dermatillomania è un disturbo del comportamento di tipo ossessivo-compulsivo, in inglese si parla di “compulsive skin picking”, simile alla tricotillomania, disturbo caratterizzato da un irrefrenabile impulso di tirare e strappare i capelli dal cuoio capelluto. Nonostante la prevalenza di questo disturbo, poco si parla di dermatillomania e la diagnosi non è sempre immediata. Molti pazienti affetti da skin picking patologico affermano di non sapere che si tratti di una malattia vera e propria perché in forma lieve è generalmente gestibile.

Che cos’è la dermatillomania?

La mania di schiacciare i brufoli è un atteggiamento tipico dell’adolescenza che può aggravarsi nel tempo. La dermatillomania, infatti, spinge il paziente a toccarsi, tormentarsi parti del corpo fino a graffiare, provocare escoriazioni o incidere la pelle nel tentativo frequente di eliminare irregolarità o imperfezioni cutanee, reali o immaginarie, come brufoli, lentiggini, crosticine, nei e comedoni. Il risultato, purtroppo, sono ferite, a volte profonde, infezioni e cicatrici che possono sfigurare parti del corpo in maniera permanente. È facile rendersi conto che questo vizio può procurare un danno serio alla pelle ma durante la crisi è difficile controllare l’impulso e rinunciare al piacere che lo spettacolo dell’eruzione del pus può provocare.

Sei affetto da dermatillomania?

L'estrema urgenza di schiacciare i brufoli si manifesta come risposta ad uno stato di tensione emotiva, che non trova sfogo in altro modo. Il paziente affetto da questo disturbo patologico, in genere, sperimenta sentimenti negativi quali ansia, stress, frustrazione, depressione, noia, vergogna, bassa autostima, e usa le unghie o i denti per pizzicare la pelle, ma può avvalersi anche di pinzette, spilli o utensili simili. L’impulso di raschiare la pelle è incontrollato, improvviso e istintivo, può durare ore, compromettendo la vita sociale e familiare del paziente. I punti neri e le papule sono sistematicamente escoriati con la conseguenza di infiammare le parti del corpo interessate. Dal viso ci si può facilmente spostare in altre aree del corpo: decolté, gambe, braccia, piedi, cuoio capelluto, ovunque si localizzino impurità. In preda all’impulso, si prova piacere, soddisfazione e sollievo, il soggetto si sente come purificato, crede di essere sul punto di  sbarazzarsi delle imperfezioni, almeno fin quando non avrà un nuovo bersaglio. Accade però che alla fine della crisi sopraggiunga un senso di colpa nel vedere chiazze rosse o i segni delle unghie impressi sulla pelle.

Schiacciare i brufoli, una mania che necessita cure

Dita, unghie, pinzette, aghi, o qualsiasi altro oggetto può trasformarsi in strumento di tortura. Tentare di eliminare le impurità del viso, partendo da un difetto a volte quasi impercettibile, purtroppo, nasconde dei pericoli che non tutti tengono in considerazione, come ad esempio la possibilità di infettare altre zone del corpo, non interessate direttamente. Le unghie, infatti, contengono batteri che si posizionano nei pori della pelle. Inoltre, la pressione esercitata può creare graffi con conseguente esito cicatriziale.

Schiacciare un brufolo una volta ogni tanto non necessariamente è sinonimo di malattia; spesso si tratta solo di una cattiva abitudine o di un po' di ansia. Se però da vizio, soprattutto in adolescenza quando si fanno i conti con l’acne escoriativa, diventa una patologia, la causa può essere d’ordine psicologico e consultare un bravo dermatologo per capire l'entità del problema acneico, non è sufficiente. Ci sono casi in cui è utile rivolgersi a uno psicologo/psicoterapeuta esperto in terapie comportamentali, capace di consigliare una terapia utile per guarire da un disturbo, le cui cause principali restano ancora in parte sconosciute.

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17/09/2014

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